Giro di boa per il commissario di Camilleri. E ancora Veltroni, Michael Moore e il francese Sanà

Scritto da Silvia Gigli |    Luglio 2003    |    Pag.

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Libri & altro
Il commissario Montalbano
vuole dimettersi. Il celebre poliziotto inventato da Andrea Camilleri non ne può più. I fatti italiani lo hanno disgustato a tal punto da fargli decidere di gettare la spugna. Le violenze del G8 di Genova e la drammatica irruzione nella scuola Diaz, i brutti fatti della polizia di Napoli, le bagnarole cariche di disperati che approdano mezzi morti in Sicilia in cerca di una vita migliore e le ingiustizie della legge Cozzi-Pini (così Camilleri ribattezza con ironia la Bossi-Fini) sono troppo anche per lui. E' giunta l'ora del suo "giro di boa". Ma fra la sua decisione di mollare tutto e le dimissioni vere e proprie ci si mette di mezzo un cadavere trovato in mare e le cose cambiano. Almeno per un po'.
E' un libro tutto calato nella realtà italiana quello che Camilleri ha scritto per l'ultima avventura del suo eroe.
"Il giro di boa" (Sellerio editore, 10 euro) non è solo un giallo ma il grido di dolore e l'atto di accusa di Montalbano e del suo autore contro il malcostume italiano. Forse anche per questo un illustre viceministro ha consigliato di metterlo all'indice...

Ancora realtà, e che realtà, nel libro del cineasta Michael Moore, "Stupid white men" ("Stupidi uomini bianchi", Mondadori, 14 euro). Per chi non lo conoscesse, Michael Moore è un regista di documentari di grande successo. Il suo ultimo lavoro, "Bowling a Columbine", nel quale denuncia l'abuso delle armi in America, si è aggiudicato l'Oscar proprio quest'anno.
E' lui il regista che, nel suo discorso di accettazione del premio, ha detto a chiare note che "un'elezione irregolare ha prodotto un presidente immaginario, che ci ha mandato in una guerra inventata. Vergogna, vergogna. Bush, sei finito".
Analfabetismo, miseria, corruzione politica, inquinamento e alcolismo sono solo alcune delle piaghe dell'America contemporanea che Moore evidenzia raccontando fatti e misfatti degli "Stupid white men", ovvero gli uomini della giunta Bush.

Si parla sempre di America, ma questa volta vista con lo sguardo acuto e irriverente del commissario Sanantonio, Sanà per gli amici. La creatura letteraria inventata dal prolifico Frédéric Dard, vero e proprio oggetto di culto in Francia, è tornata a deliziare gli appassionati italiani dopo anni di lontananza. Merito della casa editrice fiorentina Le Lettere e di due traduttori fiorentini, Enzo Carabba e Domitilla Marchi, che hanno messo mano alla lingua funambolica di Dard regalando nuova linfa all'inesauribile commissario Sanantonio.
La nuova avventura si intitola "Al Cappone" (Le Lettere, 9,50 euro): lo spasso è assicurato.

Infine un consiglio: leggete l'ultimo libro di Walter Veltroni, "Il disco del mondo - Vita breve di Luca Flores, musicista" (Rizzoli, 16 euro). Scoprirete la commovente vicenda di Luca, giovane e fragile talento del jazz toscano, che ci ha lasciati davvero troppo presto.