Repubbliche in cucina
Speziate e marinare

Chi penserebbe al cardamomo come status symbol? Oggi sicuramente più nessuno, ma lo era sicuramente nel Medioevo, quando le spezie acquisirono un'importanza particolare nell'arte culinaria e il loro prezzo fece la fortuna dei mercanti delle Repubbliche marinare. Dopo quelle sulla Magna Grecia e gli Etruschi, Repubbliche marinare è la terza tappa del viaggio "Le origini del gusto", l'iniziativa che Coop lancia in tutti i supermercati, dal 3 al 16 luglio, alla ricerca delle radici della cucina italiana. Venezia, Genova, Pisa, Amalfi - che si reggevano da sé con autonomi governi comunali, come a quel tempo, nei secoli dopo il Mille, facevano un po' tutte le città italiane - acquisirono il controllo delle vie commerciali, che a poco a poco venne monopolizzato dalle prime due, Venezia e Genova, e poi soprattutto da Venezia, che diventò il principale centro di smistamento delle spezie in Italia e in Europa. E non è un caso se fra i libri di cucina italiani del Medioevo, un testo scritto a Venezia in dialetto veneziano è il più preciso nel distinguere gli impieghi gastronomici delle spezie. Di esse si raccontava che nascessero addirittura nei giardini dell'Eden, il paradiso terrestre che la geografia immaginaria di quei secoli collocava nel felice Oriente della luce e del sole. Il sapore e il profumo delle spezie erano un po' il sapore e il profumo del paradiso, un anticipo su questa terra di ben più grandi e durature felicità.
Insieme alle spezie, la promozione riguarderà i prodotti tipici delle regioni delle antiche Repubbliche marinare. Ci saranno i formaggi e i prosciutti veneti, accanto al pesto e alla salsa d'olive ligure; la pasta e la mozzarella campana, insieme al lardo in conca e al pecorino toscano. E si potrà trovare anche un cd rom interamente dedicato alla storia di queste affascinanti città. Il progetto 'Le origini del gusto' è nato in collaborazione con Slow Food e con il supporto editoriale di De Agostini.

Pesca di Londa
Bianca regina

Ha un nome affascinante, si chiama pesca Regina di Londa proprio perché viene prodotta da quelle parti, nella Valdisieve, in appena dieci aziende: la si potrà trovare in uno o due punti vendita a fine settembre, inizi di ottobre. E' uno dei tanti prodotti tipici su cui Unicoop Firenze sta lavorando per sottrarli al destino di esser travolti dalle "specie vincenti". E' di pasta bianca, con una buccia di colore bianco sporco e striature rossastre: dolcissima, profumata e di consistenza molto dura. In futuro probabilmente aumenteranno le disponibilità, ma per ora la produzione è ancora molto limitata: non più di 1000 quintali l'anno. La seconda domenica di settembre proprio a Londa si tiene una festa in cui viene premiata con la "pesca d'argento" la migliore cassetta di "regine" da una giuria composta da esperti, agricoltori e docenti universitari. Al premio si accompagna il lancio di una mongolfiera dal centro del lago, musica, una gara gastronomica fra le varie frazioni del paese, uno spettacolo di fuochi d'artificio che si rispecchiano sulle acque del lago.
I principali produttori hanno sede anche a Tavarnelle, Scarperia, Vicchio e Dicomano. La vendita della pesca Regina finora è stata limitata ai mercati locali.