Come scegliere la giusta tonalità di luce delle lampadine a risparmio energetico

Scritto da Francesco Giannoni |    Febbraio 2011    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Dal 1° settembre 2010, la Comunità europea ha disposto che già sulle confezioni delle lampadine a risparmio energetico, il consumatore sia informato di una serie di caratteristiche che tale prodotto deve avere. Per comprenderle partiamo da qualche breve informazione.
Ogni sorgente luminosa (quindi anche ogni lampadina) produce una specifica intensità luminosa e una particolare tonalità di luce. La cosiddetta "luce bianca" esiste in più varianti, dalla più calda, intensa e rilassante (come quella di una "vecchia" lampadina a incandescenza) alla più fredda, simile alla luce naturale. Ogni variante ha una sua "temperatura", misurata in gradi Kelvin (K).
Per capire in modo pratico cosa voglia dire "temperatura di colore di una sorgente luminosa", pensiamo a una sbarra di ferro messa ad arroventare: prima diventa rossa, poi, via via, sempre più bianca fino a emanare una luce azzurrognola. Ciascuno di questi stadi ha una temperatura di colore misurata, ripetiamolo, in gradi Kelvin (K).
Facciamo due esempi: una lampadina a incandescenza, dalla luce bianca "calda", ha una temperatura di colore di 2700 K; una lampada fluorescente (dalla luce simile a quella naturale in pieno giorno) ha una temperatura di 6000 K.
Veniamo ora alle lampade a risparmio energetico; possiamo scegliere fra due tonalità di luce: calda (827 o 825), simile a quella di una lampadina a incandescenza, e fredda (840), più simile alla luce diurna.
Questi numeri, scritti sulle confezioni delle lampade, possono apparire misteriosi; hanno in realtà un significato molto semplice: 8 indica la resa dei colori (ce ne sono di tre tipi: 7 corrisponde a una resa discreta, 8 a una resa buona e 9 a una resa ottima); gli altri numeri (25, 27 o 40) indicano i gradi Kelvin della temperatura colore della lampada.
Perciò: 825 vuol dire buona resa (8) e 2500 K, 827 buona resa (8) e 2700 K, 840 buona resa (8) e 4000 K.
La direttiva comunitaria del 1° settembre 2010 stabilisce che queste informazioni devono essere chiaramente riportate sulle confezioni delle lampade; obbligatoria in particolar modo la chiara indicazione dei gradi Kelvin della temperatura di colore. L'utente, così, può confrontare le diverse offerte disponibili sul mercato. Molti produttori, inoltre, indicano sulla confezione se la luce della lampada ivi contenuta è calda, "warm comfort light", o fredda, "cool white".

Non solo colore
Oltre alla temperatura di colore, in etichetta sono riportate molte altre informazioni, fra cui: l'equivalenza con una lampada a incandescenza (es.: 7W di una lampada a risparmio equivalgono a 40W di una a incandescenza); la dicitura "energy saving", solo per le lampade di classe A; la "vita nominale" della lampada espressa in ore; il numero dei cicli di accensione prima che si verifichi un guasto prematuro della lampada; se la lampada è o non è "dimmerabile", vale a dire se la sua intensità luminosa è regolabile oppure no; le dimensioni della lampada espresse in mm; il "tempo di avvio", cioè in quanto tempo la lampada arriva alla piena emissione luminosa (se inferiore a 1 secondo, è indicato come "piena luce istantanea"); se la lampada contiene mercurio (Hg) e in quale quantità; se la lampada è progettata per l'uso ottimale in condizioni non standard.
Queste e molte altre notizie, infine, sono reperibili sui siti internet delle varie aziende produttrici.