Un importante punto di riferimento per i progetti scientifici sulla conservazione di specie in via d'estinzione

Scritto da Càrola Ciotti |    Settembre 2010    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Situato in pieno centro storico, a due passi da piazza dei Miracoli, l'Orto botanico di Pisa rappresenta una piccola ma interessante realtà storica e culturale della città toscana. Nato nel lontano 1543 per iniziativa di Luca Ghini - già titolare di una cattedra di botanica presso l'università - si avvalse di importanti finanziamenti concessi dal granduca di Toscana Cosimo I de' Medici.

La sua data di fondazione ne fa il più antico orto botanico al mondo, anche se la collocazione originaria - l'Arsenale mediceo, presso la riva destra dell'Arno - non corrisponde a quella d'oggi. Fu infatti nel 1591 che, sotto la direzione del prefetto Lorenzo Mazzanga, l'orto fu definitivamente trasferito nell'attuale sede, vicinissima ai più celebri monumenti della città.

 

Ieri e oggi

La struttura dell'orto ha subìto notevoli modifiche nel corso dei secoli, conformando il proprio assetto sia in funzione dei diversi criteri estetici - inizialmente ispirati ai canoni stilistici comuni a molti giardini dell'epoca - sia in relazione all'evoluzione del concetto primitivo di botanica, poi divenuta vera e propria scienza autonoma.

Intorno al XVI secolo, fu allestito un laboratorio di chimica interno, la cosiddetta Fonderia, dove si preparavano medicamenti a base di erbe, ovviamente coltivate in loco. Sempre all'interno dell'Orto, la bottega d'arte - dove importanti artisti intrecciarono una proficua collaborazione con scienziati dell'epoca, raffigurando piante, animali e altri soggetti naturalistici, a scopi didattico-scientifici - ebbe notevole fama anche all'estero.

Dalla prima metà dell'ottocento, le cinquecentesche grandi aiuole quadrate lasciano il posto a piccole aiuole rettangolari; viali e muretti ne delimitano il percorso; si contano ancora sei delle otto fontane originarie e il giardino annovera al suo interno più di duemila specie, distribuite su tre ettari di superficie complessiva.

 

La banca dei semi

Al centro dell'Orto, si trova il grande edificio in stile neoclassico, risalente al 1891, che ospita attualmente il Dipartimento di Biologia. Ci fa da guida alla scoperta di alcuni progetti scientifici e delle molte iniziative rivolte al pubblico, il dottor Gianni Bedini, direttore in carica dal 2007.

«Si sta concludendo un interessante progetto pilota nazionale - esordisce Bedini - in collaborazione con gli Orti botanici di Palermo, Cagliari, Genova e Roma, partito nel 2008 e finanziato dal Ministero per l'istruzione, l'università e la ricerca. Studi e indagini svolte in questi due anni, riguardano la conservazione delle specie spontanee minacciate di estinzione: nell'eventualità di una loro scomparsa dagli ambienti naturali, gli Orti botanici, custodi di riserve di germoplasma, potrebbero rappresentare "la ruota di scorta" per il futuro, consentendo di propagarle e riportarle in natura».

All'Orto botanico di Pisa, dal 1992 esiste anche una speciale "banca" che conserva i semi di circa 4000 specie di piante spontanee.

«Qui, in apposite celle frigorifere - spiega il direttore -, possiamo mantenerli vitali per centinai di anni; addirittura migliaia, in alcuni casi. Ciò ci consente di effettuare studi e ricerche specifiche sulla biologia dei semi».

Molti, inoltre, sono i progetti di studio legati al territorio, intrapresi grazie alla collaborazione con alcuni parchi e riserve naturali della zona. Questi studi sono rivolti in particolare a specie endemiche e sono spesso tema di tesi dei futuri botanici, laureandi presso l'ateneo pisano.

 

Inizative e visite

L'Orto botanico di Pisa non agisce solo nell'ambito prettamente scientifico, ma dedica molte risorse anche per creare iniziative didattiche rivolte alle scuole e al pubblico, in genere. Le innumerevoli specie custodite nel grande giardino sono materia prima fondamentale per l'ideazione di specifici percorsi, da sempre mèta di alunni e studenti di diversi gradi scolastici.

«Sono ormai quarant'anni - racconta il direttore - che l'Orto offre ospitalità e guida alle scolaresche, introducendole alla scoperta del mondo vegetale. La dottoressa Lucia Amadei, responsabile di questo settore, accoglie le varie richieste, rinnova i percorsi, propone idee diverse e stimolanti».

Una delle visite più richieste è quella dedicata al riconoscimento delle piante: qui, i ragazzi hanno l'opportunità di applicarsi a questo studio "dal vero", in compagnia di addetti e personale specializzato.

«Un paio d'anni fa - ricorda Bedini - si è creato un percorso dedicato ai bambini delle scuole materne, ed è stato motivo di grande soddisfazione per tutti constatare l'entusiasmo e l'attenzione che i piccoli dedicano a questa nuova esperienza».

Un'iniziativa recentissima, invece, vede protagonisti alcuni dei grandi alberi secolari dell'antico giardino.

«Qui abbiamo molti di questi esemplari che rappresentano sempre motivo di interesse, sia per il pubblico che per le scuole. Così - spiega Bedini - ne abbiamo individuati dodici, includendoli all'interno di uno specifico itinerario. Questo è un lavoro in cui abbiamo investito molte risorse, realizzando anche appositi pannelli per facilitare le persone ipovedenti e non vedenti. I pannelli presentano, infatti, caratteri molto grandi e sezioni in alfabeto Braille».

A completamento del progetto, sono state installate audio-guide allo scopo di rendere fruibile a tutti questa bella esperienza. A disposizione dei visitatori, anche depliant stampati nelle due versioni, classica e Braille. Questa iniziativa ha preso spunto da un progetto della Regione Toscana, denominato CON-TATTO, rivolto in specifico ai non vedenti.

L'Orto botanico collabora, inoltre, con ADiPA associazione che, grazie al lavoro volontario dei suoi soci, promuove iniziative di vario genere legate alle piante e al mondo vegetale in genere, sotto il marchio "Pensiamo in Verde": si va dai corsi di giardinaggio in loco, sempre molto frequentati, alle serate tematiche, in cui vari esperti si alternano su temi di carattere orticolturale come potatura, irrigazione, composizione di aiuole e così via.

 

L'intervistato è Il dottor Gianni Bedini, direttore dell'Orto botanico di Pisa

 

Orto botanico di Pisa, via Luca Ghini, 5

Orario di apertura: dal lun. al ven. 8.30/17
Sab. 8.30/13
Chiuso la domenica
Biglietto singolo: € 2.50

Tel. 0502211316

www.biologia.unipi.it/ortobotanico/pagina.html
www.pensiamoinverde.altervista.org


Fotografie di Federico Magonio


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