Olii tipici italiani in marchio COOP

L'olio si fa in quattro
Sono 395 le varietà di olive ufficialmente iscritte nello schedario pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Le differenze di clima e di terreno danno prodotti diversi, con sfumature e caratteristiche anche molto marcate. Purtroppo, nonostante in Italia sia diffusa la coltivazione dell'olivo, non altrettanto lo è la «cultura dell'olio», come prodotto tipico e specifico. Se il 60 per cento della produzione di olio d'oliva proviene da Puglia, Calabria e Sicilia, tutte le regioni, almeno del centro e sud Italia, hanno specifiche coltivazioni e produzioni.
In Liguria una delle tradizioni orali più diffuse attribuisce la prima coltivazione dell'olivo ai monaci benedettini. Oggi le coltivazioni superano i 20 mila ettari e interessano soprattutto la riviera di Ponente e le province di Imperia e Savona. La varietà più diffusa è la taggiasca, detta anche lavagnina, ma sono presenti anche la lizzone, mortina, razzola o raggiola. L'olio che si ottiene è delicato e gradevole, di un colore che va dal giallo oro al paglierino, dal sapore leggermente fruttato e a volte con un vago retrogusto di mandorla.
In Toscana gli ettari coltivati a olivo sono 18 mila, per la maggior parte in collina. Sono diffuse soprattutto le varietà leccino, moraiolo, frantoio, maurino e pendolino. L'olio che si ottiene ha un profumo leggero e delicato, armonico, gradevolmente fruttato.
La regione che produce la maggiore quantità di olio d'oliva è la Puglia, con i suoi 390 mila ettari coltivati a olivo. La tipicità, da quelle parti, diventa addirittura di zona; nel Gargano si produce un olio leggero e dolce, dalle varietà di larino, peranzana, ogliarola e cerignola; a Bitonto è celebre l'olio prodotto quasi esclusivamente con olive ogliarola, di colore giallo brillante e uno spiccato retrogusto di mandorla. Da Bari al Salento si trovano estesi boschi di ulivi ogliarola e leccina di Nardò, nel nord barese e nella valle dell'Ofanto vaste coltivazioni di coratina danno un olio fruttato, che mantiene le proprie caratteristiche nel tempo.
La Sicilia è, con Puglia e Calabria, una grande produttrice di olio d'oliva, con più di 170 mila ettari di coltivazioni. Sono coltivate le varietà passulunara, I'ogliara messinese, la biancolilla, la giaraffa, la moresca, la nocellara del Belice e dell'Etna. L'olio che si ottiene è generalmente giallo intenso con riflessi verdi, fluido, con aromi fruttati e spiccato gusto d'oliva.

Tipici a marchio Coop

In questo vasto panorama Coop ha scelto quattro oli di provenienza specifica, per offrire ai consumatori prodotti selezionati con il proprio marchio.
Olio extravergine Coop toscano: di olive selezionate prodotte dalle colline toscane, nelle varietà moraiolo, frantoio e leccino. L'olio che si ottiene ha profumo lieve e delicato, armonico e fruttato; per la sua delicatezza è adatto a tutti gli usi in cucina. E' un prodotto che mantiene al meglio le caratteristiche nel tempo; è ottimo sulla classica fettunta, ma anche per una zuppa di farro o l'acquacotta.
Olio extravergine Coop Valli di Imperia: ottenuto dalla varietà taggiasca, coltivata nelle omonime valli. Quest'olio fragrante, velato, dal corpo leggero e delicato al gusto, è apprezzabile al meglio in un uso a freddo, per esempio su piatti di pesce come una leggera insalata di gamberi appena scottati o cuori di carciofo crudi affettati sottili.
Olio extravergine Coop pugliese: proveniente dalle campagne a nord di Bari, nelle varietà coratina, ogliarola, cima di Bitonto. E' un olio dal profumo intenso e dal sapore pieno; fra gli oli tipici è quello più stabile, mantiene cioè per tutto l'anno le proprie caratteristiche. Il suo sapore e il suo profumo sono esaltati da piatti caldi, ad esempio le caratteristiche orecchiette ai broccoli, ma non disdegna un uso in preparazioni come la purea di fave o le zuppe di pesce.
Olio extravergine Coop siciliano: ricavato da olive nocellara del Belice, cerasuola e biancolilla. E' un olio molto profumato, anche se dal gusto delicato e armonico. E' perfetto sulla verdura, ma va provato anche su un carpaccio di pesce spada all'origano. Si presta anche alla cottura perché la sua delicatezza resta inalterata.