L'olivicoltura: una attività praticata in Etruria

Scritto da Laura Sposato |    Gennaio 1997    |    Pag.

L'olio degli Etruschi
Albero sacro per i greci, che attribuirono la sua nascita alla dea Atena, molto probabilmente l'olivo proveniva dal Medio Oriente. La pianta, e la coltivazione dei suoi frutti, si affermò comunque in tutta l'area mediterranea. Alla sua diffusione contribuirono i commercianti greci, che arrivarono fin sulle coste etrusche.
Il nome stesso scelto dagli etruschi per l'olio, 'eleiva' (il liquido della prima spremitura), è di origine greca. Così fra il 630 e il 550 a.C. l'olivicoltura è un'attività diffusamente praticata in Etruria, sia nelle zone costiere che in quelle collinari, soprattutto in Val di Chiana e intorno a Chiusi. Gli etruschi diventarono così bravi che il loro prelibato olio - molto rinomato fra i popoli dell'antichità insieme al vino - spinse i Galli a scendere in Italia per combattere contro Porsenna.
Gli etruschi facevano grande consumo anche delle olive, mentre l'olio veniva impiegato per la preparazione di unguenti molto apprezzati in cosmesi sia dalle signore che dagli atleti dell'epoca, che li usavano per il beneficio dei loro muscoli.
Meno consueto era l'uso dell'olio per l'illuminazione e infatti il famoso lampadario etrusco di Cortona (esposto al museo dell'Accademia) è ritenuto un caso eccezionale, giustificabile solo con l'immensa ricchezza dei proprietari che potevano permettersi una grande disponibilità del prezioso liquido.
Fra le ricette etrusche, eccone una che potrà soddisfare anche il gusto dei nostri più moderni palati
Salsa a base di aglio
Ingredienti: aglio, olio d'oliva, aceto e sale.
Pestare l'aglio, aggiungere abbondante olio, poi sale e aceto. Lasciare riposare per qualche ora e quindi usare la salsa per accompagnare verdure lesse, pesci, carni oppure per crostini di pane.