Intervista allo showman di "Notti sul ghiaccio", che ci rivela la sua ambizione segreta

Scritto da Leonardo Romanelli |    Giugno 2006    |    Pag.

docente e pubblicista. Insegnante all'istituto alberghiero "Buontalenti di Firenze, è sommlier Ais e relatore ai corsi di degustazione di Slow Food. A partire dalla metà degli anni '90, ha iniziato un'intensa attività pubblicistica con una serie di collaborazioni con quotidiani come L'Unità, Corriere di Firenze e Tirreno, e dal '98 è direttore responsabile della rivista Gola Gioconda. Ha preso parte a numerosi programmi televisivi, oltre a condurre due programmi su Canale 10 "Vie del Gusto " e "Di vin parlando". Responsabile toscano della Guida Espresso dei ristoranti e coautore della Guida "Vini d'Italia" di Gambero Rosso e Slow Food Editore.

Lo chef mancato
La simpatia ce l'ha nel sangue,
basta guardarlo e parlarci per cinque minuti e non si può reggere alla sua coinvolgente ilarità, trovandosi a ridere insieme. Stefano Masciarelli, forse non tutti lo sanno, ha iniziato facendo l'investigatore privato, ma la sua carriera nel mondo dello spettacolo, cominciata quasi per caso, è stata dirompente, spaziando tra cinema, teatro e televisione. Ha rivelato insospettabili doti di ballerino con il programma "Ballando sotto le stelle", tanto da essere stato subito coinvolto nella versione sui pattini "Notti sul ghiaccio". Quando ha tempo si diletta anche a cantare e suonare con una sua band. E la cucina? A vedere la stazza si capisce che la buona tavola non gli è indifferente, ma che fosse anche un bravo cuoco lo ha dimostrato realizzando la migliore performance nel programma "Chef per un giorno", in onda su La7, dove è stato l'unico vip in grado di raggiungere il massimo punteggio da parte della critica.

Hai sempre amato fare il cuoco?
E come no, è sempre stato il mio sogno nel cassetto! Solo che, facendo un altro lavoro, avrei dovuto trovare un socio che mi permettesse di fare entrambe le cose, seguendomi lui il locale, e non è certo facile. La passione, quella vera, mi è nata dopo il militare, quando condividevo la casa con un gruppo di amici che lavoravano come steward per l'Alitalia. Ero io quello che si occupava della cucina.

E i risultati?
Strabilianti. Cucinavo gli spaghetti all'amatriciana, la carbonara ed altre pietanze romane, e le ragazze straniere che i miei amici portavano a casa si appassionavano. Tutti loro mi dovrebbero ringraziare. Comunque amo veramente cucinare di tutto. Allora non potevo spaziare, oggi posso alquanto diversificare. Alla base rimango un animo semplice, alla ricerca di una cucina dai sapori veri e ben definiti.

Per quanto riguarda il vino?
Devi sapere che la prima cosa che chiedo al ristorante è la carta dei vini. Non sopporto l'idea che possano arrivare i piatti in tavola senza che il vino non sia stato scelto, ovviamente ben abbinato ai piatti. Se sono in una regione produttrice scelgo un vino del territorio, mi piace "bere il luogo". Quando sono a Roma, invece, bevo un po' di tutto. Ultimamente sto apprezzando i vini del Nuovo Mondo, c'e roba buona anche lì.

Se devi scegliere un piatto della tua infanzia?
Il ricordo va a mia madre che mi cucinava i carciofi alla giudìa, che amo tuttora. Ma anche i cannelloni e il timballo erano pietanze favolose, classici dei pranzi importanti.

Quindi scegli sempre la tradizione a tavola...
Mi piace l'innovazione ma restando sempre su gusti consueti. Voglio dire, insomma, che la cucina degli altri paesi un po' la devi conoscere per apprezzarla pienamente. Se avverti dei sapori che non fanno parte del tuo vissuto puoi rischiare di non comprenderne la qualità. Allo stesso tempo rischi di prendere delle "sole"! Se devo proprio scegliere direi la cucina del Marocco e quella indiana.

Cosa ti piacerebbe fare, gastronomicamente parlando?
Scrivere un libro, anzi una guida su dove mangiare la notte, fatta apposta per i teatranti: attori, cantanti, ballerini... È troppo importante il momento del dopo spettacolo, devi scaricare la tensione accumulata, c'è un forte senso di aggregazione della compagnia, ma troppo spesso il tutto è rovinato da un cibo non all'altezza. Siccome credo che sia possibile trovare dei locali adatti e non solo a Roma, dove è più facile, ma anche in altre città, magari mi piacerebbe fare per una volta il recensore.