Rodolfo Siviero, collezionista d'arte e agente segreto, si occupò del recupero di numerose opere trafugate dall'Italia durante la guerra. Aperta al pubblico la sua casa museo

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Giugno 2010    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.


Nell'esuberante e dinamico universo del collezionismo d'arte del secolo scorso, il profilo di Rodolfo Siviero spicca con particolare rilievo. La sua esistenza movimentata e talvolta rocambolesca ha contribuito a creare un'àura di mistero che, nel corso degli anni, ha reso questo personaggio intrigante e pieno di fascino.

Rodolfo Siviero non è stato solo un grande collezionista di opere d'arte ma anche - ciò che lo ha reso famoso in campo internazionale - un astuto, abile e spregiudicato cacciatore di capolavori italiani che per vari motivi - tutti illegali - avevano trovato la via dell'estero.

 

Agente segreto

Nato nel 1911 a Guardistallo, in provincia di Pisa, si trasferisce con i genitori e una sorella a Firenze nel 1924 dove compie, peraltro senza molto successo, gli studi liceali. Ma il suo amore per l'arte si manifesta presto e Rodolfo abbina la lettura dei testi classici a vari tentativi di entrare in contatto con artisti e letterati che, nei decenni fra le due guerre mondiali, frequentavano le Giubbe Rosse e gli altri caffè del centro fiorentino.

Riesce nei suoi intenti nel 1935, quando entra a far parte della redazione della rivista "Il Bargello" in qualità di critico d'arte. Ed è da quel periodo che inizia anche la sua carriera di collezionista con l'acquisizione di alcuni lavori del suo amico Ugo Pignotti e prosegue con opere di De Chirico, Savinio, Carrà, Annigoni, Manzù. Nello stesso 1935 entra a far parte del "Servizio Informazioni Militari" e, sotto la copertura di una borsa di studio, si trasferisce a Berlino per iniziare la carriera di agente segreto.

 

Travestimenti e torture

Con l'entrata in guerra dell'Italia, le sue opinioni politiche mutano radicalmente (rinnega la precedente fede fascista) e lo portano a collaborare con gli alleati nella lotta contro la dispersione delle opere d'arte italiane avvenuta principalmente in seguito all'occupazione dell'esercito nazista.

Le sue doti investigative, ma anche quelle di uomo d'azione, emergono al meglio. È rimasto leggendario il suo travestimento da ufficiale di polizia per fronteggiare e trattenere i soldati tedeschi e dar modo al camion di allontanarsi con un carico di opere di De Chirico. Oppure il salvataggio in extremis dell'Annunciazione di Beato Angelico con l'aiuto di due frati francescani. Non sono mancati nella sua vita anche momenti di vero terrore, come quando, per esempio, fu catturato e torturato dagli uomini della famigerata "Banda Carità".

Ministro plenipotenziario

Comunque Siviero è così abile - e anche fortunato - che al termine del conflitto mondiale viene nominato ministro plenipotenziario con l'incarico preciso di recuperare le opere d'arte uscite illegalmente dall'Italia. Nei successivi trenta anni la sua attività passa di successo in successo: dal ritrovamento della Danae di Tiziano alla Madonna del Velo di Sebastiano del Piombo; dal discobolo "Lancellotti" - copia romana dall'originale greco di Mirone - all'Apollo di Pompei.

Non è mancato addirittura un recupero doppio; riguarda la Madonna col Bambino, forse meglio conosciuta come Madonna del solletico per quelle due dita affusolate che la Vergine appoggia con affettuosa gentilezza sul collo del Bambino, attribuita con quasi assoluta certezza alla mano di Masaccio. Siviero riuscì a ritrovarla nel 1947 e successivamente nel 1973, dopo che era stata rubata due anni prima da una sala di Palazzo Vecchio.

L'operazione forse più eclatante fu quella di riuscire a seguire segretamente i movimenti degli oltre duecento pezzi trafugati nel luglio 1944 dai nazisti dal Museo degli Uffizi, portati in un castello dell'Alto Adige, recuperati dalle truppe alleate e riconsegnati alla città appena un anno dopo.

La casa-museo

Di pari passo con la sua attività di "poliziotto", Siviero continua a coltivare la passione di collezionista e con il trascorrere degli anni il suo villino di lungarno Torrigiani, si riempie di opere eterogenee anche se focalizzate sulla pittura del Novecento di genere figurativo. Ecco allora le quindici opere di Giorgio De Chirico, le due di Pietro Annigoni, un gruppo di medaglie, placchette, rilievi e calchi di Giacomo Manzù; ma anche un Crocifisso ligneo del Trecento, una Natività di scuola di Filippo Lippi, un cippo etrusco.

Alla morte di Siviero, avvenuta nel 1983, la casa è passata per volontà testamentaria, alla Regione Toscana che ha provveduto al suo restauro e alla sua trasformazione, limitatamente al piano terreno.

Il museo è aperto al pubblico - l'ingresso è gratuito - dal sabato al lunedì, ma per visite di gruppo guidate è aperto anche in altri giorni. Attilio Tori, conservatore del museo, si adopera perché con cadenza quasi mensile le sale del villino siano protagoniste di qualche evento culturale. Si è appena conclusa (l'8 e il 9 maggio) una singolare "Caccia al tesoro" dedicata ai bambini (ma anche ai genitori) intitolata, tanto per rimanere in sintonia con la personalità del fondatore del museo, "Detective dell'arte".

Informazioni: 0552345219; 0554382652
www.museocasasiviero.it

 

 

Casa Siviero
Eventi e concorso

Sabato 5 giugno si inaugura una mostra dedicata a Pietro Annigoni in occasione del centesimo anniversario della sua nascita. La sera del 10 luglio, nel quadro della "Notte dell'Archeologia" si tiene una conferenza che ha come argomento il patrimonio archeologico recuperato da Siviero; di seguito, uno spettacolo teatrale tratto da una commedia di Dario Fo.

Da settembre a dicembre si organizza una sorta di concorso per giovani collezionisti. La gara è aperta ai bambini delle scuole elementari, del liceo e ai giovani universitari. Per partecipare basta inviare una scheda alla direzione del museo con la descrizione del genere di collezione, la sua consistenza, le motivazioni che hanno spinto il giovane a raccogliere quei determinati oggetti (dai francobolli alle figurine, dai tappi di bottiglie alle farfalle agli ossi di seppia, non si pone alcun limite all'immaginazione).

E colui che sarà in grado di produrre qualcosa di davvero eccezionale, non solo per la quantità o qualità dei pezzi, quanto per l'originalità della scelta, può aspirare all'onore di avere il suo tesoro - piccolo o grande che sia - esposto nelle sale della casa-museo, in una sorta di omaggio alla memoria del grande collezionista e "007 dell'Arte".

 


Nelle foto a partire dall'alto:

  1. Rodolfo Siviero con un ritratto del fiammingo Memling (1954)
  2. Siviero con Alcide De Gasperi (1947)
  3. Casa Siviero: Sala Ussi
  4. Casa Siviero: facciata
  5. Casa Siviero: Sala Baldacchino

 


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