Riapre ai visitatori il Cimitero degli Inglesi

Scritto da Edi Ferrari |    Aprile 2009    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Ci sono la poetessa Elizabeth Barrett Browning e il fondatore del Gabinetto Vieusseux, Giovan Pietro Vieusseux; ma anche i discendenti di Shakespeare e il russo Evgenij Poljakov, coreografo e direttore del corpo di ballo del Maggio musicale fiorentino. Sono solo alcuni degli oltre 1.400 fra artisti, pittori, scultori, poeti e filosofi (ma anche schiavi e domestici) di 16 nazioni diverse che riposano nel Cimitero degli Inglesi a Firenze.

Quella collinetta che taglia in due il traffico dei viali in piazzale Donatello, era un tempo il cimitero di Porta a' Pinti (siamo infatti proprio di fronte a Borgo Pinti) e si trovava al di fuori delle mura della città.
A volerlo, nel 1827, fu la Chiesa evangelica riformata svizzera - a cui tuttora appartiene - per dare sepoltura a chiunque non fosse né cattolico, né ebreo. Poi Giuseppe Poggi, ai tempi di Firenze capitale del Regno d'Italia, rivoluzionò la città, abbattendo le mura cittadine e creando piazzale Donatello, dando dunque al Cimitero la sua attuale fisionomia.

«Noi amiamo Firenze - ha detto la moglie del nuovo presidente Usa - e vorremmo tornarci presto con Barack. Magari in visita ufficiale».
Molti degli intellettuali che riposano in questa isola nel traffico quotidiano hanno lottato per abolire la schiavitù, e proprio per questo Obama è stato invitato a visitare anche questo luogo. Un modo, se mai ciò dovesse accadere, per riportare l'attenzione su questo posto che gli stessi fiorentini un po' snobbano, e che avrebbe bisogno invece prima di tutto di soldi e poi di lavori di manutenzione.
Lo scorso autunno persino una catena di lavanderie inglesi aveva lanciato una raccolta fondi: "felice dell'attenzione, molto necessaria", si era detta la studiosa britannica residente a Firenze Julia Bolton Holloway, grazie alla quale il cimitero ha riaperto le porte ai visitatori.

Questa Isola dei morti (titolo del famoso dipinto del pittore svizzero Arnold Böcklin, che pare si sia ispirato proprio al Cimitero degli Inglesi per realizzarlo; di certo qui c'è anche sua figlia, morta a soli sette mesi e l'ultima a esservi sepolta, nel 1877) vuole essere invece un luogo che dà vita e speranza: l'idea di Julia è di finanziare, attraverso il ricavato delle visite guidate al Cimitero, un progetto educativo in Romania. Lei ne è entusiasta, e Unicoop la sostiene.

 


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