Isola Polvese, un lembo di terra pieno di fascino che emerge dal Lago Trasimeno, e oggi Parco scientifico didattico e meta ideale per gite, bagni e pic nic

Scritto da Càrola Ciotti |    Maggio 2011    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Polvese è la più estesa delle tre isole del Lago Trasimeno; è situata nella sua parte sud-orientale ed è probabilmente la più interessante, dal punto di vista ambientale. Mèta ideale per rilassarsi e riscoprire il piacere del silenzio, Isola Polvese vanta un notevole patrimonio storico-naturalistico, inserito in un ambiente suggestivo, frutto di un'armoniosa integrazione tra paesaggio naturale e una sapiente agricoltura.
L'atmosfera caratteristica di questo piccolo paradiso verde colpisce fin dal primo istante. Qui non circolano automobili, la manutenzione degli spazi verdi è eccelsa e i molti sentieri percorribili stimolano la voglia di muoversi e di scoprire le ricchezze - e la storia - di questo piccolo lembo di terra che emerge dalle placide acque del Trasimeno.
Isola Polvese, il cui nome deriva dal termine polvento, che significa sottovento, fu frequentata probabilmente fin dalla protostoria, poi dagli Etruschi, come testimoniano numerosi reperti, e, in epoca successiva fu abitata dai Romani.
Nel lontano Medioevo gli abitanti si sottomisero al potente Comune di Perugia, perdendo un po' della loro libertà, ma ricevendo, in cambio, protezione dalle forti rivalità che esistevano tra le diverse isole del lago e le località rivierasche. La vita a Polvese scorreva molto tranquilla: si viveva principalmente di pesca e agricoltura.
Fu nel 1600 che l'isola subì un violento attacco da parte delle truppe del Granduca di Toscana, riportando danni così ingenti che molti abitanti furono costretti ad abbandonare il luogo.



Nei secoli successivi, fino al 1973, Polvese è stata proprietà di privati, prevalentemente nobili, che qui avevano la loro riserva di caccia o terreni coltivati. A partire dal 1939, con l'ennesimo cambio di proprietà, inizia un cammino di progresso e valorizzazione di questo bellissimo luogo.
Il dottor Biagiotti, proprietario unico, investì moltissime risorse e con competenza e passione trasformò l'isola in un meraviglioso giardino. Al 1959 risale l'ultimo passaggio di mano tra privati; il conte Citterio, milanese, portò luce, acqua potabile e linee telefoniche, ristrutturò molti edifici - tra cui la foresteria - e realizzò una deliziosa piscina, interamente scavata nella roccia: oggi è divenuta Il giardino delle piante acquatiche, e tutti i visitatori di Polvese possono ammirarlo. Dal 1973 l'isola è proprietà pubblica, detenuta dalla Provincia di Perugia; attualmente è destinata a Parco scientifico didattico, nell'ambito del Parco regionale del Trasimeno.

Un luogo fiabesco
La superficie complessiva dell'Isola Polvese è di quasi settanta ettari; ha forma di poligono irregolare e presenta un rilievo centrale che si sviluppa su tre vette; questa zona collinare è circondata da una parte costiera che si presenta bassa solo nel versante meridionale. Qui esiste una vera e propria spiaggia attrezzata per il tempo libero: si può prendere il sole, fare un pic-nic e, volendo, bagnarsi nelle acque del lago.
La spiaggia si raggiunge facilmente dal Centro servizi percorrendo un bel sentiero costeggiato da un canneto, da un lato, e da una lunga fila di pioppi cipressini, dall'altro. Dietro agli alberi, alti e maestosi, si estende un grandissimo prato in cui è piacevole sostare, godendo l'aria fresca e tranquilla che vi si respira.
Un'altra area importante del Parco è quella del bosco; le specie vegetali caratteristiche sono quelle mediterranee. Lecci, roverelle, ornielli sono gli alberi più presenti; viburno, alloro, pungitopo e ligustro popolano il sottobosco, che si presenta ricco anche di soffice muschio e nel periodo autunnale si colora di una miriade di ciclamini che esplodono nella loro fioritura annuale.

È presente, inoltre, una zona umida dove prevale la cannuccia da palude, ma prosperano pure specie idrofite come il millefoglie d'acqua, l'erba tinca e il favarolo. Qui vivono numerose specie di uccelli acquatici, di notevole interesse scientifico.
Le zone coltivate sono rappresentate da un oliveto di circa quaranta ettari, condotto con il metodo dell'agricoltura biologica, in rispetto ai criteri di eco-sostenibilità che caratterizzano tutte le attività di Polvese. Gli ulivi, da cui si ricava un eccellente olio extra vergine, si adagiano su più declivi del versante meridionale dell'isola. Percorrendo i sentieri di Polvese, scoprirete, fra l'altro, la Fortezza, eretta in epoca medievale a difesa e protezione del vecchio borgo, e lungo l'antica via delle processioni, dove splendide piante di rosmarino e melograno costeggiano il percorso, si raggiunge il Monastero degli Olivetani e la Chiesa di San Secondo, tra le presenze architettoniche più interessanti di questo luogo quasi fiabesco.

(Le foto dell'articolo sono di Federico Magonio)

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