Vantaggi e svantaggi dei due tipi di sapone per panni

Scritto da Rossana De Caro |    Febbraio 2004    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Liquido in polvere
Lavare, sgrassare, igienizzare, pulire.
Viviamo nell'epoca della battaglia allo sporco. Ed ecco che case produttrici e aziende ci bombardano con messaggi pubblicitari per distinguere i vari detersivi e detergenti, realizzati in confezioni diverse, colorate, variamente profumate, specifiche per tutte le occasioni: bucato e pavimenti, lavastoviglie e quant'altro.
Una vetrina infinita, dove diventa difficile anche scegliere. Per il bucato in lavatrice, al tradizionale sapone in polvere si è affiancato da tempo il sapone liquido che piano piano (in particolare quello di Marsiglia, che riporta ad un'immagine tradizionale dei detersivi e del profumo di una volta) sta avanzando nelle vendite (coprendo circa il 25% del mercato). Il prezzo varia a seconda della concentrazione e del tipo di detergente usato. Vediamo quali sono le principali differenze fra i due prodotti.

Contro lo sporco più sporco
Il sapone in polvere è più aggressivo di quello liquido e indubbiamente meno all'avanguardia sotto certi punti di vista. Preparato di solito con componenti piuttosto forti, lava anche tramite particolari sostanze (enzimi) che distruggono lo sporco staccandolo dalle fibre, ma esercita una certa abrasione sul tessuto. Il bucato lavato con il sapone in polvere, una volta asciutto, si presenta piuttosto ruvido e secco a causa di queste sostanze aggressive che induriscono le fibre della biancheria. Per questo è necessario in genere il risciacquo con l'ammorbidente. Inoltre gli enzimi contenuti possono provocare allergie in alcuni soggetti particolarmente sensibili. Senza contare che le polveri poco solubili contenute in questo tipo di detersivo si possono depositare nella vaschetta e nel sistema di scarico, provocando l'incrostazione dei tubi con tutti i problemi che ne conseguono. D'altro canto è l'unico sapone che riesce ad ottenere un bianco assoluto grazie al perborato di sodio, uno sbiancante forte e aggressivo, efficace anche a basse temperature.

L'amico dei colori
Il detergente liquido è indubbiamente più moderno e possiede caratteristiche superiori di lavaggio. Essendo meno alcalino preserva la qualità delle fibre dei tessuti, e pur non contenendo sostanze abrasive deterge ugualmente lo sporco annidato. Quindi, a differenza di quello in polvere, pulisce senza indurire le fibre, proprio grazie all'assenza di un residuo insolubile che asciugando diventa duro. Il bucato risulta più morbido e necessita, quindi, di meno ammorbidente. Inoltre il liquido non lascia nessun tipo di deposito solido dentro la lavatrice e nel sistema di scarico, eliminando l'annoso problema delle incrostazioni e dei tubi rovinati. Lava bene anche a freddo ed è l'ideale per i capi colorati perché non interagisce con i colori dei tessuti, anzi nel tempo il colore viene preservato e protetto. Il bianco si ottiene invece solo a temperature superiori ai 50° C, in quanto nel sapone liquido non c'è il perborato di sodio, bensì il candeggiante ottico che agisce bene solo oltre una certa temperatura.

Altri consigli
L'ammorbidente è un concentrato di alto livello, che si deposita sulle fibre e le rende soffici. Va usato con parsimonia oppure diluito con l'acqua, al 50% e più. Facilita la stiratura dei capi lavati.
Le profumazioni sono dovute alle diverse essenze che vengono aggiunte al detergente e non incidono in alcun modo sulla capacità di pulizia del prodotto.
Per i pavimenti si usano detergenti igienizzanti che contengono il cloruro di benzalconio, un disinfettante che igienizza in fase di lavaggio. Questi detergenti si possono usare puri sulla spugna per tutte le superfici dure dove si vuole ottenere un marcato effetto igienizzante.
Le dosi, per l'uso dei detersivi, variano a seconda del tipo di acqua: con l'acqua dura o media ci vuole una quantità maggiore di prodotto rispetto a quella dolce, come viene in genere riportato sull'etichetta dei vari prodotti. In generale possiamo dire che, usando prodotti di qualità, di detersivo ne basta poco, e che ad usarne sempre il 20% in meno rispetto al solito non si sbaglia mai! Comunque il test migliore è sempre quello di provare i prodotti. Ad esempio alcuni detersivi per i piatti sono in genere molto concentrati e basta usarne poco per ottenere lo stesso risultato, spendendo e inquinando meno. Per evitare le irritazioni è meglio scegliere quelli con additivi specifici che non irritano la pelle.
L'etichetta è importante per capire se il detersivo è valido ed efficace. Basta guardare la quantità di detergente contenuto indicata in percentuale: più è alta, più pulisce.