A Lastra a Signa

L'iper vicino
Tre è il numero magico dell'ipercoop di Lastra a Signa, che ha aperto i battenti il 27 ottobre. E' il terzo iper dell'Unicoop Firenze (dopo Montecatini e Montevarchi) ed è diviso in tre aree ben distinte: l'alimentare, il tessile e il bazar. A ridosso dell'abitato di Lastra a Signa (18.000 abitanti) e alle porte di Scandicci (55.000 abitanti), è stato progettato utilizzando due grandi capannoni industriali già esistenti, accanto allo svincolo della superstrada Firenze-Pisa-Livorno (recita il cartello: km 6 per Firenze, 17 per Empoli). Quindi un ipercoop vicino a centinaia di migliaia di cittadini, che potranno usufruire di una modernissima struttura di vendita, raggiungibile in pochi minuti di macchina, senza provocare quelle migrazioni 'bibliche' che hanno caratterizzato i pochi centri commerciali esistenti in Toscana. Le prospettive di sviluppo della cooperazione nel settore degli ipermercati stanno infatti nella realizzazione di strutture integrate nel territorio, non grandissime ma adeguate a un bacino d'utenza definito.

La spesa per tre
E ripartiamo dal tre. All'interno della prima struttura, un grande corridoio divide due grandi aree: a destra il tessile, l'abbigliamento, le scarpe, un grande spazio dedicato a chi vuole essere alla moda spendendo il giusto; a sinistra il 'bazar', con gli elettrodomestici (dai più grandi ai più piccoli), gli articoli per la casa, il fai-da-te, gli accessori per l'auto, audiovisivi e fra poco anche libri. Ogni area dispone della propria barriera casse per poter pagare la spesa, chiuderla in appositi sacchi sigillati e passare all'area successiva. Oppure è possibile 'spedire' il carrello, attraverso un tunnel, dal bazar all'area di vendita alimentare e terminare la spesa pagando una sola volta.
C'è poi l'area alimentari, che comprende anche la detergenza e la profumeria. Lo spazio è grande e l'assortimento è da iper. L'attenzione è stata centrata sui prodotti freschissimi: il banco macelleria, lunghissimo, è arricchito dall'offerta di carne equina e da molti prodotti preparati, pronti per essere cotti. Poi l'isola della gastronomia, con i soliti affettati, formaggi e gastronomia fredda, offerti anche appena tagliati e confezionati (per non fare la fila), ma con l'insolita gastronomia calda. Insolita perché cucinata 'a vista', con forni e fornelli che cuociono i cibi sotto gli occhi (e il naso) del consumatore. Altra novità: nel reparto ortofrutta si preparano insalate pronte, frullati e spremute in 'tempo reale'. Infine una realizzazione unica nel panorama della grande distribuzione: due forni dove cuocere a legna ogni tipo di pane, focaccia, schiacciata, pizza.
Nell'area di vendita sono a disposizione dei soci e consumatori numerosi lettori ottici per poter controllare i prezzi dei prodotti prima di pagare e alle casse (si accettano pagamenti con Bancomat, Carta Sì, Visa e assegni bancari su conto corrente personale). Per ragioni amministrative l'iper non è inserito in un centro commerciale con altri negozi e servizi. C'è solo un bar e uno spaccio di prodotti locali, voluto dall'amministrazione comunale, con il marchio 'Villa Caruso'; vi si vendono oli, vini e altri prodotti dell'artigianato e dell'agricoltura lastrigiana. Gli utili saranno destinati alla casa di riposo per artisti progettata dal Comune.

250 posti di lavoro
Nel complesso l'ipercoop di Lastra a Signa ha un'area di vendita di 10 mila metri quadri e dà direttamente lavoro a 250 giovani e ad altre decine impiegate nelle società che curano i servizi (pulizie, trasporto, sicurezza). Insomma, una risorsa importante per la zona, in grado di mettere in moto una valorizzazione reale del territorio. Del resto l'amministrazione comunale ne ha seguito fin dall'inizio la realizzazione, concordando con la Coop quelle strutture che renderanno gradevole l'area occupata dall'iper. Il parcheggio per 1200 auto, ad esempio, è alberato con 200 piante. Il nuovo ipercoop ha perciò tutte le carte in regola per diventare un luogo dove poter fare tranquillamente una spesa di qualità, ai prezzi convenienti ai quali il consumatore è stato abituato da Coop.