Il linguaggio dei delfini. Scoperta all'Oltremare di Riccione

Scritto da Silvia Amodio |    Ottobre 2007    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Lingua inventata per Mary G 2
Ricordate la storia di Mary G. pubblicata circa un anno fa? Per chi allora non l'avesse letta, ecco un breve riassunto. La Fondazione Cetacea, che da oltre vent'anni opera per studiare e salvare i cetacei in difficoltà, ha soccorso nel 2005 un cucciolo, femmina, di grampo, un cugino del delfino, che si era spiaggiato con la mamma nel porto di Ancona. A tempo di record è stato riaperto il vecchio delfinario di Riccione per poter ospitare i due grampi. La mamma dopo qualche giorno è morta e la cucciola, alla quale è stato dato il nome Mary G. (dove g sta per grampo) è sopravvissuta grazie alle amorevoli cure del personale specializzato e di molti volontari. Mary, dopo essere stata dichiarata fuori pericolo, è stata spostata nelle vasche della laguna di Oltremare a Riccione per poter stare in compagnia dei delfini.
Ed è proprio qui che inizia il bello! Un evento straordinario che ha già fatto il giro del mondo. Da molti anni, per conto del Cnr di Ancona, l'ingegner Massimo Azzali e i suoi collaboratori - Sandra Vandelli, che ha fatto una tesi su questo argomento, e Laura Ascoli, ricercatrice - studiano le modalità di comunicazione tra i delfini e parte delle loro ricerche si svolgono proprio a Oltremare.

Lingua inventata per Mary G 1
I delfini hanno un linguaggio molto articolato e complesso, composto sia da vocalizzazioni (udibili anche dall'uomo, frequenza<20 kHz) sia da ultrasuoni (non percepibili dall'orecchio umano, frequenza tra 20 e 200 kHz).
Il loro mondo è prevalentemente acustico, non hanno una buona vista: agli oggetti corrispondono suoni, più che immagini, e per emettere i suoni usano due organi fisiologicamente distinti, uno per comunicare lo stato emotivo, l'altro per descrivere il mondo che li circonda. Il loro modo di comunicare è talmente efficace che in un secondo si trasmettono tante informazioni quante ne trasmetterebbe un uomo in 20 minuti di conversazione. Si potrebbe quasi azzardare di trovarsi di fronte ad animali in grado di comunicare telepaticamente.

Lingua inventata per Mary G 3
Azzali ha scoperto, quasi per caso, che il gruppo di delfini, vedendo la piccola in difficoltà perché, essendo vissuta lontano dai suoi simili, non sapeva parlare il "grampese" e tantomeno il "delfinese", ha elaborato un linguaggio diverso proprio per "parlare" con lei. Così fra di loro parlano una lingua e con Mary ne parlano un'altra...
Questa scoperta apre affascinanti scenari sul linguaggio degli animali e anche su eventuali punti di contatto con il genere umano. Anche gli uomini elaborano un processo simile quando si rivolgono agli stranieri parlando in maniera semplificata per cercare di farsi capire, il cosiddetto foreign talk, oppure quando si rivolgono ai bambini piccoli, il baby talk.
Questi studi forniscono la dimostrazione inconfutabile che noi condividiamo questa qualità anche con gli animali non umani e che tra loro, come tra noi, esistono differenze tra i vari gruppi di appartenenza.

Lingua inventata per Mary G 4
Nella nostra cultura il linguaggio è considerato una prerogativa umana,
che giustifica la superiorità della nostra specie sulle altre. I risultati di questi studi potrebbero aiutare a diffondere importanti informazioni sui processi cognitivi degli animali e mettere in crisi il paradigma antropocentrico.
Sebbene molti studiosi siano propensi a credere che la comunicazione animale sia sostanzialmente diversa dal linguaggio umano, altri non trovano difficoltà nell'ammettere che il linguaggio animale presenta, oltre ad alcuni tratti peculiari, anche caratteristiche simili al linguaggio umano.
In effetti, questa apertura a considerare il mondo animale come un continuum di quello umano comporta l'abbandono di una visione filosofica troppo rigidamente antropocentrica e può aiutarci a meglio comprendere anche i sistemi di comunicazione umani.

Attualmente l'ingegner Azzali sta cercando di decodificare, grazie all'aiuto di apparecchiature sofisticate, il linguaggio dei delfini, per cercare di capire il significato di ogni suono. Questo vuol dire che un giorno, forse non troppo lontano, il sogno di poter parlare con i delfini potrebbe avverarsi...



Delfini
La mamma delle creature

I greci avevano per i delfini una vera e propria passione. Aristotele nel IV secolo a.C. è stato il primo a nutrire dubbi sulla loro natura, tanto che nella sua Historia animalium non sapeva se classificarli tra i pesci o tra i mammiferi. Dopo accurate osservazioni stabilì che erano mammiferi, ma dopo di lui Plinio il Vecchio li classificò nuovamente tra i pesci. Fu solo nel 1759, grazie al naturalista svedese Carl Von Linnè (Linneo), che trovarono la loro definitiva collocazione tra i mammiferi. Per i greci il delfino rappresentava il mare nel senso più ampio, il suo nome deriva dal greco delphys, che significa utero, come a voler simboleggiare la madre di tutte le creature. Una leggenda greca narra di un fanciullo che ogni giorno cavalcava un delfino per farsi accompagnare a scuola. Gli abitanti della città di Iaso erano affascinati dall'amicizia tra il bellissimo fanciullo e il delfino. Tutti amavano guardarli. Ma un giorno, involontariamente, il delfino trafisse a morte il fanciullo con la pinna dorsale. Fu così che anche il delfino, affranto dal dolore, si spiaggiò e si lasciò morire.


È possibile vedere Mary G. senza pagare l'ingresso a Oltremare: per informazioni contattare la Fondazione Cetacea, viale Ascoli Piceno 6, Riccione (RN), tel. 0541691557, www.fondazionecetacea.org

Per visitare Oltremare: www.oltremare.org
Infoline: tel. 05414271
Per i soci Coop ingresso gratuito, comprensivo dello show, con 1400 punti (vedi catalogo)
I bambini fino a 5 anni entrano gratis.
Ad ottobre e novembre aperto solo di domenica e il 1° novembre, orario 10-18.
Chiuso da dicembre ad aprile