Un fondo a favore dei minori nei paesi asiatici

L'infanzia sfruttata
Lavorano anche per più di dieci ore al giorno, in cambio di pochi spiccioli con cui riescono a malapena a sopravvivere. Nel terzo mondo, e non soltanto là, sono tanti i bambini sfruttati da uomini e donne senza scrupoli: bambini a cui è stato tolto tutto, tranne il diritto di sperare in una vita migliore. Bambini che il cosiddetto mondo civile ha il dovere di aiutare.
Per loro Coop Italia (il consorzio nazionale che cura gli acquisti per le Coop) farà qualcosa di concreto contribuendo a costruire e a mantenere scuole per i bambini poveri dei paesi asiatici. Lo farà tramite Intergroup, la struttura internazionale di acquisto non food delle più importanti centrali cooperative europee, che ha istituito un fondo di beneficenza dove verrà convogliato una percentuale sugli acquisti fatti in Estremo Oriente dalle Coop europee. Il fondo avrà sede ad Hong Kong e servirà a pagare gli insegnanti e a comprare libri, mobili e altri strumenti necessari all'attività didattica. Inoltre saranno intraprese altre iniziative - su indicazione delle stesse Coop - in progetti per la tutela della salute e la lotta contro la miseria. L'obiettivo è quello di fare la prima donazione entro giugno '98.
L'attivazione del fondo è soltanto l'ultimo tentativo, in ordine di tempo, di frenare lo sfruttamento del lavoro minorile nei paesi sottosviluppati. Per anni Intergroup si è rifiutata di avere rapporti commerciali con fornitori che non sottoscrivessero un contratto in cui si dichiarava di non impiegare la manodopera dei più piccoli. Una presa di posizione che purtroppo però non è bastata a fermare lo sfruttamento di ragazzini la cui sola alternativa troppo spesso è, nel migliore dei casi, finire in mezzo a una strada a chiedere l'elemosina.