Il racconto del viaggio di otto studenti fiorentini nella città di Bangalore

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Bangalore: 7 milioni di abitanti, una delle città più caotiche dell'India, dove ogni anno si perdono 45 mila bambini e bambine dai 3 ai 18 anni, che scappano dalla miseria e dalla violenza smarrendosi nel grande agglomerato urbano.
In questa realtà sono arrivati otto studenti dell'Isis Machiavelli di Firenze, partiti a gennaio dall'aeroporto di Peretola per sperimentare un vero e proprio progetto di servizio civile, nato nel quadro della campagna "Il Cuore si scioglie". Si chiama "Noi con gli altri", e grazie ad esso i ragazzi di quattro scuole superiori di Firenze, Lucca e Prato sono stati o andranno in India, Camerun, Brasile e in Calabria (fra le cooperative agricole che lavorano nei terreni confiscati alla mafia) per ideare e realizzare un concreto progetto di cittadinanza solidale.
In poche righe cercheremo di raccontare l'esperienza di Diletta, Giulia C., Irene, Sara, Alessandra, Marta, Ranieri e Giulia B., delle loro insegnanti Carolina e Giovanna, di Simona della cooperativa Méta e di Daniela Mori di Unicoop Firenze, che le ha accompagnate in Kerala e nel Karnataka.
Hanno visto con i loro occhi il mondo dei bambini che vivono per strada. Per circa dieci giorni hanno affiancato gli operatori della missione delle suore francescane di Sant'Elisabetta, vivendo con loro, e ora lavoreranno ad un loro progetto per la realizzazione di un centro sociale di recupero rivolto alle bambine di strada.

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Forti contrasti
Scrivono i ragazzi: «Difficile raccontare che cosa colpisce di più in un paese dai forti contrasti e dalle evidenti contraddizioni: l'India, infatti, sembra vivere in diversi secoli contemporaneamente. Come la testa di un pesce martello con gli occhi che guardano in direzioni diametralmente opposte. Per spostarti da un luogo all'altro puoi percorrere strade a 4 corsie tra elefanti, vacche magre, taxi-risciò, lussuose Mercedes e autobus di linea con i posti a sedere rigorosamente distinti, le donne davanti, gli uomini in fondo. In qualche modo sembra progredire e regredire nello stesso tempo. È difficile accettare, dal punto di vista razionale, il suo carattere schizofrenico.
Cinquant'anni dopo l'indipendenza, l'India sta ancora vivendo in una disuguaglianza sociale istituzionalizzata per secoli nel sistema delle caste, con 700 milioni di persone che vivono in zone rurali (in cui l'80% delle proprietà terriere è costituito da piccole fattorie) e con 300 milioni di analfabeti».

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Nella città di Bangalore
La solarità di tanti sguardi sorridenti e curiosi, il calore di gesti semplici e istintivi come una carezza o il dono di un fiore da parte dei tanti bambini e bambine che hanno incontrato ha emozionato e pienamente coinvolto i nostri ragazzi e se ci sono azioni che fanno appassionare, in questo caso ci sono passioni che fanno agire. Partendo dai mercati e dalla stazione ferroviaria, dove i bambini si perdono o sono abbandonati, i ragazzi fiorentini hanno visitato i centri di accoglienza gestiti dai Salesiani nella città di Bangalore e rivolti esclusivamente ai bambini maschi. Dai luoghi affollati del mercato, del capolinea dei pullman, della stazione ferroviaria, i ragazzi fiorentini, con gli operatori del Centro Don Bosco, hanno incontrato e accompagnato i bambini fino ai centri di prima accoglienza di Bangalore.
Percorrendo le strade della città si sono resi conto che per le bambine la situazione è ancora più difficile, non ci sono possibili alternative alla vita di violenza e pericoli della strada. Non esiste nessuna struttura per accoglierle, dar loro un pasto caldo, vestiti puliti, un rifugio per la notte e la possibilità di iniziare un percorso scolastico. Si è rafforzata così la convinzione della necessità e dell'urgenza di costruire un centro di prima accoglienza per le bambine di strada della città, progetto che sarà possibile realizzare grazie al sostegno di Unicoop Firenze, l'impegno delle suore francescane di Santa Elisabetta e dei giovani ragazzi del Machiavelli.



LE VOCI DEI RAGAZZI
Impressioni di viaggio

Alessandra: È stata tostissima. Affrontare una vita così diversa dalla nostra, vedere bambini anche di cinque anni alle prese con problemi di quotidiana sopravvivenza per noi è stato veramente difficile.

Marta: Mi ha colpito la solarità con la quale i bambini affrontano giorno per giorno una vita fatta di sacrifici e di sofferenza, senza l'amore e la sicurezza di una famiglia.

Giulia B.: La carezza che loro pur non avendo niente ti danno, il loro affetto, fa superare anche la difficoltà di comunicare in un linguaggio diverso e difficile.

Irene: Durante questi giorni tante volte ho pensato al confronto Italia-India, due paesi lontani con colori, profumi, suoni molto diversi. Vorrei tornare a casa e non dimenticare. Sento che non sarò più come prima, qualcosa è cambiato, adesso sono un po' di ciò che ho vissuto.

Sara: Io spesso non do peso alle cose che ho, mi lamento della mia vita, che è perfetta, mi faccio un monte di problemi e spesso non mi accetto; mi ha colpito e mi ha fatto riflettere il fatto che loro pur non avendo niente apprezzano anche le piccole cose.

Giulia C.: Il contatto con i bambini e le bambine ci metteva subito di buon umore. Loro, nonostante tutto, con un sorriso bello come il sole, hanno la forza e il coraggio di dire che sono felici.

Diletta: Non ho viaggiato molto nella mia vita ma credo che questo viaggio non lo dimenticherò, per me è stata una svolta. Tutto quello che ho studiato sui libri, le storie lette o viste in televisione non mi davano il senso della realtà in cui mi sono invece immersa in questi giorni. Vivere questa esperienza mi ha fatto capire non solo con gli occhi e la testa ma anche con il cuore come stanno veramente le cose e adesso ho voglia di cambiarle.

Ranieri: È proprio vero, come disse Gandhi, che "siamo noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo".


Da Prato
Studenti in Camerun

Hanno visitato scuole, ospedali, incontrato ragazzi della loro età. Una piccola delegazione di sette studenti dell'Istituto Dagomari di Prato ha partecipato ad un viaggio di conoscenza in Camerun, promosso da Unicoop Firenze in collaborazione con il ministero della Pubblica istruzione.

Il viaggio rientra in un progetto più ampio al quale i ragazzi - di età compresa tra i 16 e i 19 anni - avevano già iniziato a lavorare durante l'anno scolastico. Così a Besali - un piccolo villaggio nel cuore della foresta dove grazie a "Il Cuore si scioglie" si sta costruendo una nuova scuola - hanno presentato una ricerca sull'alimentazione in grado di prevenire alcune patologie ancora molto diffuse in questa parte del paese. E a Fontem, la città dove da oltre 40 anni è presente il movimento dei Focolari, hanno incontrato gli studenti del college locale, instaurando con loro un rapporto che continuerà anche a distanza, grazie al supporto dell'informatica. I ragazzi sono tornati a casa entusiasti. Per loro è stata un'esperienza estremamente positiva, un'occasione unica per conoscere da vicino una realtà così lontana e allo stesso tempo poter fare qualcosa di concreto.



Burkina Faso
Un carico di... speranze

Il progetto dedicato alla coltivazione di fagiolini in Burkina Faso è diventato un piccolo libro, a cura di Riccardo Gatteschi. Edita da Unicoop Firenze, la pubblicazione racconta tutte le tappe che hanno permesso di realizzare quello che sembrava un sogno impossibile: coltivare fagiolini nel deserto. Superate le prime, inevitabili, difficoltà, il progetto è decollato, e adesso i fagiolini burkinabè sono sui banchi dei supermercati Coop. Tra le altre iniziative di solidarietà in Burkina Faso ricordiamo la pizzeria e la spaghetteria aperte a Loumbilà, per dare da mangiare ai bambini dell'orfanotrofio, sostenere le attività della scuola e creare opportunità di lavoro per i più giovani.

Riccardo Gatteschi
Burkina Faso: un carico di speranze
Disponibile gratuitamente nelle sedi delle sezioni soci



Il libro

Renato Burigana
Voglio scendere
ed. Società editrice fiorentina, 12 euro

Romanzo ambientato in India fra le suore missionarie. Parte del ricavato del libro sarà destinata alla campagna di solidarietà "Il Cuore si scioglie".