I festeggiamenti per la presenza di Napoleone nell’isola toscana

Scritto da Rossana De Caro |    Giugno 2014    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Jacques Louis David - Bonaparte franchissant le grand sai

Dieci mesi. Questo il tempo trascorso da Napoleone Bonaparte all’Isola d’Elba,  comunemente definito un “esilio dorato” e di cui si festeggia quest’anno il bicentenario.

Era il 3 maggio 1814 quando il grande corso, imperatore di Francia, arrivò nella rada di Portoferraio a bordo della fregata britannica Undaunted (che tradotto significa imperterrito). Esiliato e indebolito dopo il trattato di Fontainbleau e la battaglia di Lipsia, conservava per gli elbani che lo attendevano con una certa ansia e trepidazione, un’aura di fascino e di incertezza: cosa avrebbe fatto l’imperatore una volta messo piede sull’isola?

Ebbene di cose Napoleone all’Elba, dove rimase fino al febbraio del 1815, neppure un anno, ne fece tantissime, lasciando una traccia indelebile del suo passaggio.

Ne sono testimonianza i due musei che si trovano all’interno delle sue residenze elbane: la Palazzina dei Mulini (quella cittadina, nel centro storico di Portoferraio) e Villa San Martino (la più grande, immersa nel verde, ad alcuni chilometri dal capoluogo isolano in direzione Procchio - Marina di Campo). La prima era la residenza ufficiale di città, dove Napoleone dava udienza, riceveva gli ospiti e dove abitava, l’altra la casa di campagna, la residenza privata come la Malmaison a Parigi.

Residenza dei Mulini
I mobili che attualmente vediamo nelle residenze non sono quelli originali, perché Napoleone si portò via quasi tutto; quelli rimasti furono rubati o andarono persi nel tempo. Oggi la Palazzina dei Mulini è stata riportata, dopo un lavoro di ricostruzione filologica, alla sua originale sistemazione, all’aspetto voluto dallo stesso Napoleone.

«Entrambe le residenze elbane ovviamente erano delle riproduzioni in “mignon” di quelle imperiali francesi nella sistemazione sia degli interni che dell’esterno, - ci spiega la dottoressa Roberta Martinelli, ex direttrice dei Musei napoleonici che ha curato il progetto di recupero della Palazzina -. Abbiamo riportato la residenza dei Mulini al suo assetto originale, dal colore giallo della facciata, al posto del precedente rosa che Napoleone mai avrebbe voluto, alle aperture, così come erano state decise, di porte e finestre, con le persiane solo in alcune stanze come erano originariamente.

La distribuzione degli ambienti interni ricalca esattamente la disposizione di tutte le regge imperiali napoleoniche, da Parigi a Fontainebleau, da Saint-Cloud a Compiègne, differenziandosi da queste solo per le dimensioni e per l’importanza delle decorazioni». Per Napoleone infatti, doveva essere “tout comme à Paris”, e lo stesso imperatore aveva curato personalmente il progetto e la direzione dei lavori ai Mulini, per adeguare il palazzo al rigido protocollo della Etiquette du Palais impérial da lui stesso emanato nel 1806.

«L’imperatore – prosegue l’ex direttrice - era preciso e pignolo in modo maniacale, amava ricostruire intorno a sé sempre lo stesso ambiente: mobili, biblioteca, colori, sempre uguali e disposti nello stesso modo. Tutto doveva essere nello stesso posto, con una gerarchia degli spazi e dell’allestimento».

L’imperatore era anche appassionato di libri e di cultura…

L’intervistata Dottoressa Roberta Martinelli direttore dei Musei napoleonici 1998-2013
«Napoleone era un uomo straordinario, dotato di un’intelligenza unica, assetato di potere e di sapere - ci dice Martinelli -, come dimostra la sua biblioteca di 5000 (attualmente sono 1000 qurelli rimasti)volumi, di ogni genere: dagli autori classici della letteratura latina, da Seneca a Cesare, a Tacito, a quella francese, alla filosofia con i testi di Diderot e Voltaire, ai trattati di edilizia urbana e di agricoltura, e... perfino l’Orlando Furioso dell’Ariosto! Aveva una cultura a 360 gradi, ma i libri per lui erano uno strumento di potere, non era un bibliofilo, ma voleva saper tutto, essere informato su ogni cosa».

Come reagì quando dovette lasciare Parigi per l’Elba?

«Da imperatore dell’Europa a imperatore di uno scoglietto nel Mediterraneo…, certo per lui fu un colpo non da poco - afferma la dottoressa Martinelli -; però l’Elba era in una posizione strategica vicino alla Francia, all’Italia, alla Corsica, e Napoleone era ancora politicamente valido. Ed è proprio sull’isola toscana che intessé la rete di contatti che lo riportò di nuovo al comando in Francia».

Cosa fece Napoleone per l’isola d’Elba?

«Napoleone, durante l’esilio elbano, come era suo carattere, non perse tempo e dette nuovo impulso alla vita dell’isola: fece costruire nuove strade, si occupò delle miniere, di agricoltura, di sanità; soprattutto si può dire che il turismo sull’isola ebbe inizio proprio con lui, con tutto quel via vai di persone che si recavano in visita a trovarlo».

Il 26 febbraio 1815, Napoleone fugge dall’Elba andando incontro al suo definitivo destino, a Waterloo e all’esilio ben più duro e triste su un’isola molto meno ospitale: Sant’Elena, dove si spense il 5 maggio 1821.

Info:

  • Palazzina dei Mulini, piazzale Napoleone 1, Portoferraio
  • Orario:feriali 8.30-19:00 / festivi 8.30-13:00; 0565 915846
  • Biglietto: 3Euro
  • Chiuso martedì

La mostra

Residenza di S. Martino

La tenda dell’Imperatore

A partire da giugno fino a ottobre si potrà vedere la grande tenda de campagne dell’Imperatore. Verrà esposta nell’ambito delle iniziative per celebrare il Bicentenario dell’arrivo di Napoleone all’Elba nel maggio 1814. Recentemente restaurata, verrà esposta nel Museo nazionale di Villa San Martino, allestita nella Galleria Demidoff (a Portoferraio).

L’imponente struttura di grandi dimensioni (cm. 440x667x328), raffigurata in molti e importanti dipinti, veniva collocata al centro del quartier generale imperiale ed era una sorta di “reggia ambulante”. Realizzata in cotone e lino a righe bianche e blu, era bordata da una frangia di lana rossa ed era attrezzata come una residenza imperiale “trasportabile”. I mobili e gli oggetti dovevano essere facilmente ripiegabili, facilmente trasportabili e molto leggeri.

La tenda è accompagnata da straordinari oggetti e opere prestate dal Mobilier National e dalla Fondation Napoléon di Parigi. La mostra è curata dall’attuale direttrice dei musei napoleonici elbani dottoressa Alba Macripò.

Info:

  • Villa San Martino, località San MartinoPortoferraio
  • tel. 0565914.688.
  • Orari apertura: nei giorni feriali 8.30-19
  • chiusura lunedì nei giorni festivi 8.30-13
  • Biglietto 3 euro

Info e programma delle iniziative del bicentenario:

Video:
Lo sbarco di Napoleone all’Elba, rievocazione storica: http://it.euronews.com/2014/05/08/all-elba-la-ricostruzione-storica-dello-sbarco-di-napoleone/