Sono piante molto belle, con foglie dal colore verde intenso e brillante. Come coltivarle

Scritto da Càrola Ciotti |    Giugno 2006    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

È il nord dell'India la terra d'origine del limone, pianta molto longeva, dai frutti giallo intenso e dal profumo fresco e frizzante. Cresce allo stato spontaneo, soprattutto nelle calde foreste ai piedi dell'Himalaya indiano e sulle montagne indocinesi. Coltivati da millenni, dall'India alla Cina, i limoni furono conosciuti in Europa, per lungo tempo, come alberi leggendari. Dobbiamo agli Arabi la diffusione di questi agrumi nel vecchio continente: i limoni, infatti, giunsero in Europa intorno all'XI secolo grazie a questi popoli. Da allora, la loro coltivazione è divenuta usuale in molti paesi mediterranei, tra cui l'Italia.
Limoni in casa 1
Molti giardini si ornano della presenza di queste belle piante che regalano frutti in abbondanza, se ben curate e trattate. Essendo originarie di luoghi caldi è necessario esporle in pieno sole per favorirne la buona crescita. Da noi è bene ricoverarle durante i mesi più freddi. Generalmente si pongono in serre e luoghi riparati nel periodo che va da novembre ad aprile. Anche se non tutti possiedono una vera e propria limonaia, sarà sufficiente metterle in un luogo coperto, ben areato e con un po' di luce, per proteggerle dal lungo periodo freddo.

Limoni in casa 2
Consigli pratici

I limoni si coltivano in appositi vasi di terracotta, le famose conche, e necessitano di un terriccio piuttosto pesante. L'ideale, come si faceva un tempo, è preparare il "mescolo": terra di bosco zappata, un po' argillosa, lupini e "pecorino" (i piccoli escrementi tondi e neri delle pecore). Questa miscela va tenuta a riposo per un mese nell'attesa della fermentazione. Quando "bolle" è pronta e si può utilizzare per riempire le conche e trapiantare i limoni. Ma niente paura! In commercio si trovano terricci idonei alla coltivazione dei limoni che sostituiscono egregiamente questa miscela artigianale. È importante concimare bene le piante. Ottimo il letame di cavallo, ma anche un buon stallatico è molto adatto: si abbia cura di nutrire i limoni anche con potassio e concimi fogliari. La concimazione va fatta nel mese di marzo, quando ancora le piante sono al coperto, e si ripete in settembre. Un buon metodo è quello di fare una buchetta a lato della conca e, tolta la terra, riempirla con il concime.
Nel mese di giugno, prima della fioritura estiva - che inizia verso luglio per protrarsi fino a settembre -, si dovrà procedere con la potatura. I criteri da seguire sono simili a quelli utilizzati per potare l'olivo: si tende cioè a lasciare vuota la parte centrale della pianta e a far crescere i rami, alla medesima altezza, tutti intorno alla conca. Bisogna prestare attenzione affinché i rami non si sovrappongano, o non fuoriescano dalla forma circolare della pianta. È importante inoltre che il limone non risulti vuoto nella parte inferiore.
Fondamentale è l'annaffiatura: né troppa acqua, né troppo poca! Un metodo usato dai vecchi giardinieri, per capire se la pianta necessita d'acqua oppure no, era quello di "battere la conca". Si bussa sul vaso e si ascolta: se la conca suona bisogna annaffiare. Occorre dare acqua sia la sera, sia la mattina successiva. Di norma una pianta di limone si annaffia una volta a settimana (può darsi però, quando fa molto caldo, che sia necessario aumentare la dose d'acqua). Infine, nel periodo di ripresa vegetativa, si deve procedere a trattamenti che evitino l'insorgere di malattie; da aprile a giugno è opportuno, con frequenza quindicinale, irrorare i limoni con il classico ramato, utilissimo anche nella prevenzione di malattie per molte altre specie di piante.

Limonaie Celebri
In Toscana ci sono alcune ville e luoghi storici dove è possibile visitare una limonaia. Molto famosa è quella di Boboli, a Firenze, eretta nel 1777 durante i restauri del giardino, ordinati da Pietro Leopoldo. La struttura conserva tutt'oggi i vivaci colori originali degli stucchi rococò, caratteristici di molti edifici fiorentini dell'epoca; si raggiunge percorrendo il viale della Limonaia, in direzione di Palazzo Pitti. Giardino di Boboli: piazza Pitti 1, Firenze, tel. 055 218741, www.firenzemusei.it/boboli
Alla periferia della città di Firenze si può visitare lo splendido parco del "Teatro della Limonaia". Qui sono custodite moltissime piante di limoni, alcune centenarie, che abbelliscono questo spazio verde, fruibile a tutti in ogni stagione dell'anno. Teatro della Limonaia, via A. Gramsci 462, Sesto Fiorentino, tel. 055 440852, orario: 11-18, chiuso sabato e domenica
Infine, alle porte di Siena, si trova la villa di Geggiano, riconosciuta monumento nazionale, nel cui giardino, ornato di cipressi secolari e siepi di bosso scolpite, trovano posto centenarie piante di limoni. L'interno della villa e il parco sono visitabili su appuntamento, per gruppi di minimo sei persone. Villa di Geggiano, via Geggiano 1, Pianella (Siena), tel. 0577 356879, e-mail villadigeggiano@tin.it