Dall’11 al 13 novembre una grande vetrina per editori e autori

Scritto da Bruno Santini |    Novembre 2016    |    Pag. 10

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Paolo Poli

Paolo Poli all'edizione 2014

Pisa book festival

Lontano dal duello fra Milano e Torino, che si contendono la leadership del “Salone del libro”, in riva all’Arno e all’ombra della torre pendente si ribadisce l’attenzione verso gli editori indipendenti, con la 14ª edizione del “Pisa book festival”, che si tiene al Palazzo dei congressi dall’11 al 13 novembre. Triplice il suo compito: promuovere il libro, la lettura e la città che lo ospita. Lucia Della Porta, direttrice della manifestazione, ci spiega gli obiettivi che si intendono perseguire.


Cosa rappresenta questo festival per l’editoria indipendente?

«È una vetrina privilegiata, perché si svolge in una città come Pisa, straordinariamente importante per il libro. In quei tre giorni gli editori riescono ad avvicinare e a far conoscere la loro produzione ad un pubblico di alto livello. Inoltre, la manifestazione ha acquistato negli anni anche un importante profilo di festival letterario, con ospiti nazionali e internazionali; è quindi un’occasione, per gli editori che scelgono Pisa, per lanciare le loro novità autunno-inverno con la certezza di avere l’attenzione dei mezzi di comunicazione».


Che significato ha l’editoria indipendente nell'ambito del mercato editoriale?

«Gli editori indipendenti (se ne contano al festival ben 160, fra i quali Iperborea, Sellerio, Fazi, Minimum Fax, Add, Marcos y Marcos, Lef, Sur, Giuntina, Lapis...) sono una ricchezza e contribuiscono a promuovere la lettura, perché mettono in circolo autori poco conosciuti che i grandi gruppi non hanno interesse a pubblicare. In questo senso favoriscono la scoperta di nuovi e giovani talenti, cui il festival dedica sempre una particolare attenzione».


Quali sono le sostanziali novità di questa edizione?

«Ogni anno il “Pisa book festival” accende i riflettori sul panorama culturale di un paese europeo, ospitando scrittori affermati e giovani esordienti. Quest’anno il programma internazionale è dedicato all’Irlanda. Fra gli scrittori invitati, segnaliamo la scrittrice Catherine Dunne (che terrà il discorso di apertura), i giallisti Cormac Millar e Conor Fitzgerald e le due scrittrici esordienti, già di successo in patria, Caitriona Lally ed Eimar McBride. Da segnalare anche la presenza di un grande illustratore di fama mondiale come Chen Jang Hong, che esporrà a Palazzo Blu le sue tavole e incontrerà il pubblico nei giorni del festival. La vocazione internazionale del festival si sposa bene con il sapore toscano di alcuni eventi i cui protagonisti sono gli scrittori della nostra regione: curato da Vanni Santoni, quest’anno il programma presenta Edoardo Nesi, Luca Ricci, Simone Lenzi, Emiliano Gucci, Simona Baldanzi e Alessandro Raveggi».


Qual è il rapporto fra la città e il festival?

«Il “Pisa book festival” è arrivato al successo grazie al suo generoso pubblico. Voglio ricordare un episodio divertente, quando Serena Dandini venne l’anno scorso per presentare il suo romanzo; mentre si faceva largo tra la folla dei visitatori, con la sua esuberante simpatia esclamò: “Ma che cosa meravigliosa è questo Pisa book festival!”. Con gli anni si è creata, grazie anche alle librerie della città, una comunità di lettori che sostiene il festival e lo aspetta con impazienza. Gli autori invitati sono divenuti i beniamini della città. Tutto ciò non sarebbe possibile senza il sostegno della Fondazione Pisa, del Comune di Pisa e della Fondazione Palazzo Blu, che non solo ci danno un generoso contributo, ma collaborano con noi per offrire un programma culturale che vada incontro agli interessi del pubblico».


Forte il rapporto tra scuola e festival: quanto del piacere alla lettura nasce sui banchi di un’aula?

«I ragazzi sono lettori formidabili, lo abbiamo sperimentato in questi anni durante i quali abbiamo collaborato con le scuole. Lo sarebbero ancora di più se disponessero di una biblioteca scolastica fornita di titoli nuovi. Noi abbiamo cercato di dare una mano, molto piccola, in verità, con il nostro programma di incontri con l’autore, che permette ai ragazzi di scoprire il lavoro creativo dietro al libro. I docenti delle classi coinvolte si sono rivelati ottimi organizzatori, e possiamo dire che questo programma rappresenta una vera ricchezza per il festival».


Che traguardo vorrebbe raggiungere per ritenere positivo il lavoro fatto per l’edizione 2016?

«Ci aspettiamo che questa “cosa meravigliosa” che è il “Pisa book festival” anche quest’anno incontri il favore del pubblico, che speriamo sia ancora più numeroso. Noi lavoriamo per loro».


Anche per l’edizione 2016 è previsto un biglietto di ingresso il sabato e la domenica, mentre la giornata di venerdì è gratuita. I ragazzi sotto i 18 anni entrano sempre gratis.

Info: www.pisabookfestival.it

L’intervistata

  Lucia Della Porta, direttrice del Pisa book festival


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