Scritto da Silvia Gigli |    Luglio 2003    |    Pag.

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Libri & altro 5
Diario da Tel Aviv

In Israele c'è una guerra senza giusti. Una guerra stupida e assurda. Come tutte le guerre. A raccontarcela nel suo diario lucido e straziante è Manuela Dviri.
Manuela è italiana ma vive in Israele da quando aveva 20 anni. Figlia di ebrei italiani, ha scelto la strada di Israele insieme al marito Avraham, con la convinzione di trovare lì la terra promessa che i suoi genitori tanto avevano sognato. Lì ha messo su famiglia, ha insegnato, si è integrata non senza sforzi ma sempre con grande passione. Lì, nel febbraio del 1998, ha perso il suo terzo figlio, Joni, di appena vent'anni.
Joni era un soldato di leva, è morto in territorio libanese ucciso da un razzo sparato dai guerriglieri hezbollah. Da allora qualcosa si è rotto per Manuela. Ma il suo lutto è stato fin dall'inizio un lutto diverso. Nessuna rassegnazione, nessuna ostentata mestizia. Lei ha scelto di combattere. Con le sole armi a sua disposizione: la parola, la protesta, la scrittura. Con tenacia, forza, accanimento. Scrive lettere brucianti al primo ministro Nethanyau. Ne scrive diverse copie fino a quando lui non si decide a risponderle. E anche in quel caso non si dà per vinta e alle sue rassicurazioni controbatte: "Io la controllerò, egregio primo ministro. La seguirò. La terrò d'occhio. Lei e coloro che prenderanno il suo posto in futuro sentiranno il mio sguardo posato su di loro, sempre".
Scrive un articolo su un giornale israeliano dedicandolo al capo del governo Ehud Barak: è la lettera di un soldato morto, suo figlio, che gli chiede perché ha perso la vita.
Nel 2001 Manuela inizia a collaborare con il Corriere della Sera. Scrive il suo diario da Tel Aviv per raccontare cosa prova, giorno per giorno, la gente comune in un clima di terrore e odio fratricida, fra attentati, kamikaze, rappresaglie e morti ingiuste.
Oggi quel diario è diventato un libro, "La guerra negli occhi", nel quale la prosa diretta, limpida e bruciante di Manuela ci introduce nella vita quotidiana di una guerra senza senso né speranza.
Nella sua introduzione Gad Lerner scrive: "questo diario resterà come documento storico di un'epoca amara in cui la furia irrazionale pare sovrasti qualsiasi disegno di convivenza, ma deve fare i conti con la potenza femminile dei sentimenti primari".
E con la disperata lotta di una donna contro la guerra.

Manuela Dviri. "La guerra negli occhi - Diario da Tel Aviv", Avagliano Editore, pp. 161, 12 euro. Info: 089444711 o info@avaglianoeditore.it.

Libri & altro 6
Il Biondo partigiano

Una manciata di mesi alla macchia, nei boschi fra Siena e Grosseto. Combattere per la libertà del proprio Paese vuole dire molto per un ragazzino di campagna che sta diventando uomo. E' l'esperienza partigiana di Alfredo Merlo nella XXIII brigata Garibaldi "Guido Boscaglia": dall'8 settembre 1943 al giugno 1944.
Alfredo, il "biondo", decide di unirsi ai partigiani per sfuggire alla chiamata alle armi della Repubblica di Salò. I pochi mesi trascorsi nella brigata, di cui farà parte anche lo scrittore Carlo Cassola, gli cambiano la vita, insegnandogli i valori di solidarietà e partecipazione.

Alfredo Merlo-Adriana Chiodi, "Avevo diciotto anni e mezza lira di speranza", Istituto storico della Resistenza senese, pp. 182, 7 euro. Info: 0577271510

Libri & altro 2
I misteri di Figline

A Figline c'era un lago. Un grande lago plio-pleistocenico che andava da Laterina a Figline Valdarno, per una lunghezza di 40 chilometri. Si parla di due milioni di anni fa. In quelle zone non c'erano insediamenti umani, arriveranno molto più tardi, 300.000 anni prima di Cristo, ma fino alla prima metà dell'età del bronzo il Valdarno sembra essere stato un luogo di passaggio per tribù e popolazioni che abitavano le regioni circostanti. Solo con gli etruschi si comincia a parlare di primi insediamenti stabili sul quel territorio.
A raccontarci l'antichissima storia di Figline, dai tempi del lago fino alla distruzione del castello avvenuta nel 1252, è Stefano Loparco che nel suo agile libretto ci consegna un rapido e curioso compendio della vita di Figline dalla preistoria al medioevo.

Stefano Loparco, "Dal lago alla distruzione del castello di Figline", Masso delle Fate edizioni, pp. 78, 9 euro, info: 0558734952, massodellefate@novaartigrafiche.it.

Libri & altro 7
Ma che bel castello

Mura alte e invalicabili, feritoie attraverso le quali far passare armi pericolosissime, fossi e ponti levatoi, torri anguste e praticamente invivibili, ingegnosi sistemi di difesa e di offesa.
Lontani dallo stereotipo romantico del castello, luogo di delizie e cortesi serenate, le rocche e le fortezze toscane, nel loro aspetto massiccio e rigoroso, denunciano il loro primo compito: difendersi. Con ogni mezzo, anche il più infame.
E' un bel viaggio nei castelli e nelle fortezze toscane quello compiuto da Maurizio Naldini e Domenico Taddei, che ci conducono attraverso varie epoche dell'architettura fortificata: l'alto Medioevo e le crociate, i feudi e i comuni, le Repubbliche e la Signoria, fino al Granducato.
Un modo per scoprire i segreti tecnici e gli affascinanti misteri dei manieri nella nostra regione.

Maurizio Naldini, Domenico Taddei, "Torri, castelli, rocche, fortezze - Guida a mille anni di architettura fortificata in Toscana", Edizioni Polistampa, pp. 205, 18 euro, Info: 0552337702.

Libri & altro 3
Amici sul mare

Non una fiaba ma un romanzo vero. Con un pubblico particolare, i ragazzi dai 12 anni in su.
Il "Grande blu", della viareggina Sara Cerri, è il mare d'inverno, il luogo dell'anima dove Lola e Giulio diventeranno grandi scoprendo qualcosa di più su loro stessi e sulla loro vita.
Un'amicizia dolce e sincera, un gabbiano preso all'amo, l'ombra di un padre che non c'è. E sullo sfondo il vento invernale che soffia impetuoso sul grande blu.

Sara Cerri, "Grande blu", Fabbri Editori, pp. 141, 7,50 euro.

Agenda premiata
Ha ottenuto il premio 'Filo d'argento', promosso da Auser Toscana, il libro 'Agenda d'incontri', scritto da Giovanni Lombardi e pubblicato grazie anche al contributo di Unicoop Firenze. La pubblicazione è stata inoltre premiata a Roma con il premio della cultura 'Fiori della pace'.
'Evoca valori ideali e morali da trasmettere alle nuove generazioni', si legge nella motivazione del premio.
L'autore ha inoltre presentato il volume in numerose scuole superiori, alla presenza di un migliaio di studenti.

Giovanni Lombardi, 'Agenda d'incontri', Polistampa, pp. 304, 15 euro.

Libri & altro 4
Il Mugello di Campana
A piedi con Dino

E' il Mugello percorso a piedi dal poeta 'pazzo', e da lui descritto nei suoi diari di viaggio. Paesaggi e sentieri rimasti pressoché intatti, come in quei primi anni del '900, quando Dino Campana camminava e scriveva. Itinerari che oggi è possibile ripercorrere, con l'aiuto di una guida curata dalla Comunità montana del Mugello.
C'è Marradi, dove Campana nacque nel 1885, ci sono Palazzuolo sul Senio, Casetta di Tiara, Badia a Moscheta, San Godenzo, Castagno d'Andrea. Ci sono i boschi e i ruscelli, i crinali e le valli che ispirarono la poesia di Campana e il suo 'viaggio d'amore' nel Mugello insieme alla sua amante, la scrittrice Sibilla Aleramo.
I percorsi, accompagnati da una scheda tecnica (lunghezza, difficoltà ecc.) sono arricchiti da alcune pagine tratte dalle opere del poeta mugellano, autore dei 'Canti Orfici'.

La guida può essere richiesta gratuitamente alla Comunità montana del Mugello, via P.Togliatti 45, Borgo San Lorenzo, tel. 055845271.