La vita di alcune detenute del carcere fiorentino raccontata in un libro – diario

Scritto da Sara Barbanera |    Marzo 2013    |    Pag. 9

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

“E a cosa serve un libro?”: alla domanda della famosa fiaba di Alice hanno dato risposta quindici detenute del carcere di Sollicciano con il libro Alice nel paese delle domandine , pubblicato a dicembre 2010, ma ancora al centro di tante iniziative, in Toscana e non solo. Il libro, anzi, è servito così tanto che il gruppo ne ha messo in cantiere un altro, in uscita nei prossimi mesi.

Protagoniste le detenute che hanno partecipato al corso di scrittura creativa che Monica Sarsini del Giardino dei Ciliegi tiene da tre anni presso la sezione femminile del carcere.

Come racconta Nesa, una delle detenute, la scrittura è la libertà di raccontare i ricordi, gli errori e le aspettative sul futuro dopo le sbarre: «In carcere abbiamo sempre la penna in mano; scrivere ci salva dalla solitudine. Gli scritti che ci siamo scambiate hanno creato un filo sottile di fiducia che ci fa sentire gruppo, in un ambiente limitante o, peggio, ostile. Nella scrittura io ho ritrovato il piacere di fare qualcosa di bello per me».

Un mosaico di donne, ragazze e madri, che hanno superato le barriere dell’isolamento carcerario, grazie al lavoro di Monica Sarsini: «Il libro non è solo una raccolta di storie – racconta l’insegnante – ma un’istantanea della fatica e della voglia di riscatto di fronte al vuoto affettivo e alla mancanza di prospettive. La scrittura dà il coraggio di mettersi a nudo e dare voce a piccoli e grandi sogni».

Il coraggio fa sempre parlare di sé e così è stato per questo racconto che, per capitoli, svela anche momenti di vita quotidiana: dalla domandina, il modulo per le richieste alla direzione, si passa al cibo, ai figli, ai colloqui con parenti e amici.

Il capitolo più curioso è quello del “panneggio”, come racconta Claudia, un’altra detenuta: «Il panneggio è un alfabeto fatto con un panno da sventolare secondo un codice, per comunicare con la dirimpettaia sezione maschile. Bianco: non disturbare. Nero: sono arrabbiata. Rosso: amore. Al posto del cellulare, ci si ingegna con un panno che fa nascere storie d’amore e d’amicizia con cui diamo un senso alla routine».

Ma dopo la pubblicazione, la routine è cambiata, perché alcune delle autrici collaborano con giornali e riviste e molte hanno partecipato agli incontri di presentazione del libro. Inoltre il libro è fra i 15 dell’edizione 2012 – 2013 di “Libernauta”, il progetto di promozione della lettura della Biblioteca di Scandicci, grazie al quale 4000 alunni dell’area fiorentina e del Mugello potranno leggerlo e recensirlo.

«Il libro - continua Claudia - ci ha restituito fiducia in noi stesse: uscire dal carcere e incontrare la gente venuta lì per noi ha significato tornare a vivere. Significa sapere che nel mondo c’è ancora un posto per me. E per noi».

Alice nel paese libere di scrivere Perché, come scrive proprio Alice, una delle detenute, «viviamo… nascosti alla società perbene come esseri sbagliati, esperimenti falliti, eppure ricchi di emozioni, voglia di fare, bisogno di sognare, parole da dire». Che cercano orecchie pronte ad ascoltare.

 AA.VV., Alice nel paese delle domandine. Racconti delle detenute di Sollicciano , a cura di Monica Sarsini, Ed. Le Lettere, pagg. 228, 16,50 euro

Il libro verrà presentato sabato 9 marzo alle 15.30 presso il Monastero dei monaci Benedettini Olivetani dell’abbazia di San Miniato al Monte in via Monte alle Croci, 37 – Firenze. All’evento saranno presenti alcune delle autrici.

Nella foto: Claudia e Nesa


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