Nuovi strumenti di comunicazione

Scritto da Laura D'Ettole |    Aprile 2000    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

L'evoluzione del computer

Chi avrebbe pensato, solo un anno fa, che in televisione potesse apparire uno spot che fa sembrare naturale l'acquisto di titoli e azioni su personal computer? Il fatto è che ormai anche in Italia l'abitudine ad usare il computer si va estendendo a macchia d'olio. Certo, siamo ancora lontani dagli standard americani, dove in una sola abitazione di computer se ne trovano anche tre: uno per la banca e la gestione dei risparmi "on line", uno per le ricette e per gli acquisti e uno per lavorare o giocare.

Secondo un'indagine campionaria commissionata dall'Osservatorio sui consumi di Unicoop Firenze, in Toscana dichiara di possedere un computer una famiglia su tre, con un incremento del 10 per cento rispetto all'anno precedente. Ma spesso si tratta di vecchie macchine poco potenti, quando non addirittura di semplici playstation in possesso dei figli, su cui non "girano" gli strumenti oggi capaci delle mirabolanti possibilità di cui tutti parlano. "Il resto d'Europa è decisamente più avanti di noi nella penetrazione di questo strumento fra le famiglie", fa sapere Paolo Castellacci, presidente del gruppo Sesa, riconosciuto come uno dei leader italiani del mercato dell'informatica. Secondo l'Idc, un istituto di ricerca europeo, solo il 13 per cento delle famiglie italiane possiede un computer "vero", contro il 20 per cento della media europea e il 45 degli Stati Uniti. La convinzione degli esperti del settore, in Italia, è che comunque da qui a due anni il nostro paese colmerà il divario che ci separa da buona parte del mondo industrializzato. E che tutto accadrà grazie a quel gigantesco motore rappresentato da internet. Gli utilizzatori di internet in Italia sono appena sei-settecentomila, ma la crescita è esponenziale. Sempre secondo i dati in possesso dell'Osservatorio Unicoop l'uso di internet nella nostra regione è passato dal 5.5 per cento dei possessori di computer del '98 all'11.8 per cento del '99: un incremento superiore al 100 per cento in un anno. Il fatto è che il computer sta assumendo una fisionomia che lo rende insostituibile. "E' uno strumento che sarà sempre più alla portata di tutti", continua Castellacci. E' diventato un elettrodomestico che "legge" il sistema Dvd (che è il nuovo formato in cui vengono venduti i film per uso domestico) ed è in grado di riprodurlo sui nostri televisori. Già questa non è cosa da poco, perché da qui a due anni spariranno le vecchie cassette Vhs e in casa, i film, li vedremo grazie ad un supporto in tutto simile ad un cd, che ci permetterà di ascoltarli in 7 lingue, di scegliere le scene che vogliamo rivedere attraverso un click e di vederne altre inedite su tutto ciò che sta dietro le quinte delle riprese cinematografiche. E poi, sempre su computer, si può giocare, lavorare, connettersi a miriadi di servizi in linea: tutti bisogni concentrati e soddisfatti da un solo ammasso, per quanto grande, di microchips. Ma se è vero che a decretare il successo di un mezzo è la possibilità di connettersi a internet, allora potrebbe vincere la televisione o il cellulare (che già si stanno sviluppando in tal senso), scardinando il dominio del computer. Castellani in realtà non sembra preoccuparsene: "Il computer non sparirà: avrà pari dignità degli altri mezzi che serviranno a gestire la comunicazione". Sceglieremo di volta in volta il più adatto a seconda dello spazio che occuperemo: l'ufficio, il divano di casa, l'automobile, il tram. E se questo, anche in Italia, è il nostro futuro, chissà chi metteremo al posto dell'americano John Skiersch: il ragazzone-poster, simbolo dell'era tecnologica del "fai da te", trentaquattrenne dagli occhi perennemente arrossati che passa quotidianamente sette-otto ore al personal computer e che in un sol giorno, a forza di compra e vendi, ha bruciato circa mezzo miliardo di lire sul mercato azionario, tutta l'eredità lasciatagli dal padre. Speriamo che non siano solo le macchine a diventare sempre più intelligenti.