Si amplia il circuito delle biblioteche realizzato da Unicoop

Scritto da Sara Barbanera |    Febbraio 2015    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Lettori nella rete dove andare a pesca di libri, scrittori, incontri di lettura, corsi di scrittura e di tanti altri appassionati di carta, inchiostro e fantasia.

La rete non è quella digitale ma quella reale delle 27 Bibliocoop che, grazie alla collaborazione fra Unicoop Firenze e Regione Toscana, dal 2012 hanno portato a galla talento, passioni e tanti volontari attivi nelle 38 sezioni soci.

Montevarchi, Poggibonsi, Caldine, per citare le ultime Bibliocoop arrivate, alle quali nel 2015 si aggiungeranno quelle di Figline (il 7 febbraio), Campi Bisenzio, Pisa Porta a Mare e via Cimabue a Firenze, per un totale di 32.

Oltre che aggiornare costantemente il parco libri, la Cooperativa e la Regione lavoreranno sempre più per avvicinare le Bibliocoop a nuove attività e soggetti sociali: da un lato, si punterà su servizi come le letture ad alta voce e a domicilio, realizzate per ipovedenti o persone con problemi di mobilità. Sull’altro fronte, le Bibliocoop chiameranno in campo i soggetti culturali dei vari territori, perché anche teatri, musei e associazioni possano arricchire l’universo Bibliocoop con il proprio contributo.

'intervistata, Maria Letizia Sebastiani direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

Una rete che mette in rete la passione per la lettura e lancia l’invito a chi, invece, non ha ancora trovato il libro come un piacere tutto personale, svincolato da obblighi scolastici o da senso di inadeguatezza: perché un libro è come un viaggio e l’unica regola è salire a bordo e godersi il panorama, come ci ha spiegato Maria Letizia Sebastiani, direttore della Biblioteca nazionale centrale di Firenze e divoratrice di libri fin dall’infanzia.

Che funzioni può avere la biblioteca in uno spazio come il supermercato?

«Ben vengano nuovi spazi che portano il libro dentro la vita quotidiana. Non credo nelle torri d’avorio della cultura ma nella definizione che Antonella Agnoli dà delle biblioteche come piazze del sapere: luoghi sociali di incontro e scambio che riflettono la vita della società, come fa anche un supermercato. Cultura è qualsiasi forma di espressione dell’animo umano o, come la definì l’Unesco nel 1992, quell’insieme dei beni intangibili fatto di tradizioni, usi, musica e addirittura ballo.

Questa alleanza tra cultura e vita quotidiana fa sì che tutti, compresi i più piccoli, considerino il libro il naturale compagno di ogni giorno.

Biblioteca nazionale centrale sala distribuzione

A Venezia, ad esempio, il Comune diffondeva dei libretti con racconti di esordienti calibrati sulla durata dei diversi percorsi dei vaporetti, come una piccola dose di lettura nella noia del tran tran. Perché non proporre piccole letture ai clienti che aspettano in coda alle casse? È un’idea… perché la lettura diventi una piacevole compagnia».

Quali libri hanno lasciato il segno nella sua storia di lettrice?

«Sicuramente Pinocchio che mi ha accompagnato a tutte le età. Un altro tra i preferiti è Mondo piccolo di Giovannino Guareschi che, a 9 anni, mi piacque pur non capendone le implicazioni. Fra i tanti ricordo Piccole donne che è lontano solo in apparenza, poiché la tematica femminile è già all’orizzonte.

E poi la grande Jane Austen che, con fatica, ho letto in inglese. E poi i libri fantastici, come Il mago di Oz con i suoi 14 volumi, difficilissimi da trovare, o come Le cronache di Narnia: che meraviglia attraversare il passaggio nell’armadio delle pellicce e, da lì in poi… fantasticare in un mondo parallelo!

Ricordo il piacere e la curiosità con cui leggevo. Sì, perché la lettura deve essere prima di tutto un piacere e se non lo è, si è liberi di chiudere il libro e sceglierne un altro. La lettura è un territorio da scoprire secondo le proprie inclinazioni: è libertà, e invece troppo spesso è vissuta solo come obbligo scolastico.

Biblioteca nazionale centrale, magazzino

Ma la lettura è sempre e comunque un punto di partenza e mai una meta obbligata. La biblioteca e il bibliotecario sono un binario e una guida ma il viaggio è sempre personale. L’unico grande problema di chi ama leggere… è che non potrà mai leggere tutto».

Che sorprese riserverà la Biblioteca nazionale centrale di Firenze per il 2015 ?

«Chi più ne ha più ne metta, perché sarà un anno ricchissimo! Per i 150 anni di Firenze capitale d’Italia, collaboreremo alla grande mostra di Palazzo Pitti e qui, alla Nazionale, proporremo una rilettura di Firenze ricostruita attraverso i giornali dell’epoca. Per i 750 anni dalla nascita di Dante, ospiteremo una mostra in collaborazione con Comune, Regione e Scuola normale superiore di Pisa sulle opere di Mimmo Paladino dedicate a Dante.

E a novembre, per la visita di papa Francesco a Firenze, faremo una rilettura dei concili ecumenici tenuti a Firenze per ricomporre lo scisma con la Chiesa ortodossa, insieme a un approndimento sul Codice camaldolese di cui Giorgio La Pira fu protagonista. Il 2015 sarà anche l’anno dei cantieri perché la nostra struttura si presenti al meglio a questi appuntamenti e perché sia un luogo vitale dove alimentare la propria mente e le proprie passioni».

La Biblioteca Nazionale Centrale Firenze - A cura di ASSPI Bologna - 17.08.14 - durata 3’ 51’’