Le lettere arrivate in redazione

Scritto da Antonio Comerci |    Marzo 2013    |    Pag. 30

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Belle e bio

Non potete nemmeno immaginare la mia immensa soddisfazione nel vedere la nuova linea cosmetica ViviVerde. Ho acquistato tutto e ne sono rimasta soddisfattissima.

Per un’amante della “natura bio” come me non può che essere una scoperta incredibile sapere che posso acquistare nel supermercato di casa dei prodotti con una qualità così alta, senza dover andare in erboristeria o in qualche altro negozio carissimo e lontano. Quindi, grazie di cuore, e mi permetto di chiedere di introdurre anche altri prodotti in questa linea.

M. M. – Lastra a Signa (FI)

Caccia al tesoro

Dopo che è stato ampliato il punto vendita di Ponte a Greve (vi ringrazio per averlo fatto), è sempre molto difficile trovare i prodotti. Certamente con l’uso troveremo da soli i prodotti, ma queste prime settimane che fatica! Si vedono per il negozio persone, come me, che vagano con lo sguardo in alto alla ricerca del corridoio giusto o che chiedono informazioni al personale che sta rimettendo a posto...

Vorrei suggerire di realizzare una mappa cartacea per ricercare i prodotti, una cartina con i vari corridoi con il numero e i prodotti che si trovano lì, una sorta di mappa per la caccia al tesoro. A volte è difficile come cercare un vero tesoro!

V. C. - Firenze

Succede sempre così, quando ci sono cambiamenti molto ampi. Realizzare una mappa non è poi così difficile; il problema è che deve riportare decine di “reparti”, centinaia di “famiglie merceologiche” e migliaia di prodotti… forse è meglio chiedere al personale e orientarsi con i cartelli.

Qualità e gusto

Vorrei sapere cosa è successo alla pizza da asporto preparata in negozio nel reparto Forneria. Avete cambiato l’impasto della base della pizza e la qualità è diventata adesso purtroppo decisamente scadente. È un cambiamento momentaneo dovuto ai lavori in corso oppure intendete d’ora in avanti utilizzare questa nuova base, forse neanche preparata in negozio? Nella malaugurata ipotesi che fosse questo il vostro intendimento, non vi siete preoccupati che il drastico calo di qualità (insieme peraltro all’aumento di costo, dato che a parità di dimensioni e farcitura, la pizza, adesso più spessa, pesa di più) possa non incontrare il gradimento dei consumatori, contraddicendo ogni vostra attenzione al cliente ed alla qualità dei prodotti?

A. M. S. - Firenze

Sono state introdotte le basi per pizza pronte rosse (pomodoro) e non più con la pasta prodotta in punto vendita. La scelta mira a uniformare il tipo di pasta e migliorarne la qualità. Prima di scegliere la nuova strada, abbiamo fatto (a Sesto e in altri punti di vendita) diverse prove di assaggio e in tutte le sedi la maggioranza dei presenti, per non dire la totalità dei partecipanti, ha scelto la nuova tipologia di pizza, che si mantiene molto più soffice nel tempo. Dopo il primo periodo, abbiamo alleggerito il peso della base per risolvere il problema del prezzo, giustamente evidenziato dalla socia.

Raccolta delle olive

Ho acquistato una fiasca da 5 litri di “Olio Extra-Vergine di Oliva - Nuovo Raccolto - 100% Italiano”. La stessa reca stampigliata l’indicazione della data di scadenza (14.11.2013). Gradirei conoscere, se possibile, la data di raccolta e di frangitura delle olive utilizzate per la produzione del suddetto olio.

P. V. - Firenze

L’olio è denominato “nuovo raccolto”, quindi con olive dell’autunno 2012 ed è una miscela di oli italiani provenienti in maggior parte dalla Puglia e dalla Sicilia, che sono le regioni dove si produce gran parte dell’olio italiano. La scadenza che abbiamo dato è di un anno, perché solo in un arco di 12 mesi si mantengono nel miglior modo le caratteristiche organolettiche dell’olio. Oltre l’anno si perdono in parte i profumi e il gusto, ma rimane la validità del prodotto.

Senza lattosio

Sono intollerante al lattosio da molti anni, e con piacere trovo prodotti adatti nei vostri supermercati. Quando sono in vacanza in Alto Adige, nei supermercati è possibile acquistare formaggi a pasta fresca o tipo fontina delattosati; qui a Firenze in un supermercato di prodotti biologici ho potuto trovare anche la mozzarella senza lattosio. Mi piacerebbe, e penso sarebbe gradito a tanti che hanno il mio stesso problema, poter trovar questi prodotti alla Coop, dove è presente un solo formaggio spalmabile.

Marinella Giacomini – Firenze

Abbiamo ricevuto molte segnalazioni da parte dei nostri soci e ci siamo attivati verso vari fornitori; in questi mesi inseriremo negli assortimenti mozzarelle e mozzarella per pizza senza lattosio.

Il mistero dell’olio

Dal mese di novembre è iniziata la vendita di olio extravergine di oliva 100% italiano al prezzo incredibile di tre euro al litro. Dico incredibile, perché possiedo nel Comune di Cavriglia una piccola porzione di terra, ho olivi che curo personalmente, compresa la raccolta delle olive. Quest’anno, invecchiando, ho chiesto l’aiuto a un conoscente; dopo 4 giorni di lavoro abbiamo raccolto 370 chili di olive. Vorrei elencare le spese: 300 euro il compenso per l’aiuto e 60 euro di frangitura, senza contare la potatura degli olivi. Ho realizzato 42 chili d’olio, più di 8 euro al litro. Essendo socio, compro anche tutti gli anni l’olio della Coop in offerta, che francamente è buono, mi resta il mistero della tanta differenza.

Orlando Torrini - Pontassieve (FI)

Oltre due terzi dell’olio prodotto in Italia viene da due sole regioni, la Puglia e la Sicilia. Là gli ulivi e gli uliveti sono molto diversi che da noi e sia la resa per ulivo, che quella per ettaro è molto più alta che in Toscana. Questo ha permesso anche di introdurre massicciamente la meccanizzazione delle fasi di raccolta. Tutti questi elementi portano a dei costi per l’olio molto più bassi che da noi. Per questo un olio italiano può costare in bottiglia, normalmente, cinque euro al litro. Nel caso dell’offerta natalizia, abbiamo anche rinunciato ai nostri costi e margini e abbiamo chiesto uno sforzo in più ai nostri fornitori, per arrivare a un prezzo per i soci veramente eccezionale. Del resto è questo il nostro compito. Comunque, più o meno, i conti tornano, anche quelli del socio. L’olio Fior Fiore Coop Toscano, sui nostri scaffali costa sui 12 euro al litro.

C’è vino e vino

Vorrei fare una piccola segnalazione che mi ha lasciato un po’ perplesso. Mi riferisco all’offerta per i soci a novembre del vino “La loggia del sole” a 2,99 euro per i soci. Lo  stesso vino viene proposto dal primo dicembre per tutti, non solo per i soci, a 2,54 euro. Sì, lo so, quello per i soci è del 2009 e l’altro del 2011... due annate meravigliose da un punto di vista enologico…

Martelli Marco

Il prodotto che abbiamo dato in offerta ai soci è il Chianti Riserva in vendita normalmente a 5,98 euro. Mentre in offerta a 2,54 euro è il Chianti base che ha un prezzo di vendita di 4,22. Sono due prodotti differenti: il riserva deve avere almeno due anni di affinamento in serbatoi inox e in parte in botti di legno di rovere, e soprattutto la selezione delle uve per la riserva non sono uguali a quelle usate per il Chianti base. Inoltre la tecnica di vinificazione è diversa e comporta costi di produzione più elevati.

Da iper a super

Stamani per la prima volta sono andato alla Coop.FI di Sesto. Non l’avevo vista rifatta e devo dire che mi è piaciuta molto. Prima era bella perché era immensa, grande, adesso, per me, è più a misura di cliente, più rilassata e se vogliamo più accogliente. Sono disabile ed anche a girare con la carrozzina non ho trovato grandi difficoltà. Certo, prima, di un oggetto c’era una scelta enorme; adesso anche con questa crisi quello che offrite basta. È migliorata anche la rosticceria, per non parlare dei dolci e della carne a taglio. Ci siamo fatti consigliare da una signora addetta al forno: abbiamo fatto bene. Adesso fare la spesa è un piacere.

Massimo Parigi - Sesto Fiorentino

Dopo le lettere di protesta per il lungo periodo nel quale l’Ipercoop è stato trasformato nel nuovo Superstore, abbiamo voluto fare un’eccezione alla regola di non pubblicare lettere di complimenti, con questa testimonianza.

Cara pancetta

Sono socia Coop da parecchio tempo ma, da qualche anno mi sono allontanata dagli acquisti presso di Voi, perché i prezzi sono cari e la qualità non sempre è accettabile. Ieri, nel punto Coop, ho visto che la confezione di pancetta affettata marca I Cipressi, non recante la scritta “cinta senese”, costa € 3,95 all’etto. Al bancone lo stesso prodotto, di filiera corta, costa € 1,35 all’etto. Naturalmente ho comprato quella del bancone; ma, dati i tempi, non posso fare a meno di scandalizzarmi per la scelta della Coop di vendere un etto di pancetta, seppure squisita, a quella cifra!

Elisabetta Chelucci - Firenze

La differenza di prezzo tra la pancetta Cipressi in Chianti e quella di filiera è dovuta alla confezione e alla diversa qualità. La prima è prodotta da un artigiano di Pistoia, con una stagionatura minima di 3 mesi e mezzo. Inoltre è affettata e confezionata in vaschetta con atmosfera controllata, in ambiente sterile, con scarti e lavorazioni che implicano dei costi superiori rispetto al prodotto affettato al banco. La vaschetta offre un servizio in più al consumatore, perché si conserva meglio. Di fatto si tratta di prodotti diversi con prezzi diversi.

Il buon fine alle scadenze

Da molto tempo mi sto chiedendo che fine facciano i prodotti scaduti. Immagino che vengano distrutti. Allora io mi domando, perché non creare un settore con i prodotti vicini alla scadenza a prezzi dimezzati, invece di buttarli via, mentre c’è tanta gente che non ha da mangiare anche nella nostra civilissima Siena? Comperarli sarebbe del tutto volontario; per cui non essendo ancora scaduti e non essendoci nessuna imposizione, penso che molta gente, me compreso, ne usufruirebbe molto volentieri.
Moreno Bichi - Siena

L’iniziativa solidale “Buon Fine” già da alcuni anni recupera i prodotti vicini alla scadenza o non più vendibili (perché con confezioni danneggiate o altro ancora) per le mense sociali o per le famiglie bisognose, attraverso la rete di volontariato. C’è anche il progetto suggerito dal socio di vendere a prezzi bassi per venire incontro ai nostri soci.

Questione di look

Sono rimasto molto sorpreso di vedere le nuove divise delle vostre addette. Oggi con tutti gli studi di marketing e altro, sono sicuro che sarebbe stato facile trovare una divisa che valorizza di più sia l’immagine della Coop che delle stesse. Ho viaggiato tanto sia per motivi professionali che di famiglia e ho sempre visto un abbigliamento molto più allegro ed elegante! Spero che queste righe potranno essere utili a migliorare il look di cassiere così gentili e sorridenti.

Jean-Charles Cuendet - Siena

Il socio si riferisce a un test che è in corso di valutazione per le uniformi del personale di Siena. Il colore è quello istituzionale (d’insegna), il modello è stato scelto con il contributo del nostro personale. La divisa deve rispondere certamente a esigenze d’immagine, ma anche di comodità e praticità.

Caro socio ti scrivo…

Sono un semplice addetto di uno dei tanti punti vendita dell’Unicoop Firenze. Vorrei parlarti di un argomento sul quale i miei colleghi ed io siamo molto sensibili e speriamo lo sia anche tu. Il nostro paese attraversa il momento più critico della sua storia dal dopoguerra ad oggi. Tutti siamo più attenti a cosa consumiamo e a come.

Noi addetti cerchiamo di stare molto attenti affinché le merci che esponiamo nel punto di vendita si mantengano integre, in modo tale che non vi siano inutili sprechi, soprattutto di prodotti alimentari. Spesso ci capita di trovare, quando riforniamo gli scaffali, prodotti soprattutto da banco frigo o surgelati, abbandonati lì da clienti, nel migliore dei casi frettolosi, nel peggiore indifferenti.

Quello che ti chiedo è un aiuto affinché parte di questo cibo non vada buttato via, ma che possa essere rimesso in vendita o destinato alle associazioni Onlus con le quali la cooperativa collabora e che vanno ad aiutare persone decisamente più in difficoltà di noi. Chi ti scrive si ritiene molto fortunato a lavorare alla Coop e soprattutto a lavorare in un momento di questo genere.

Far parte della Coop, non solo come lavoratore, ma anche come socio, vuol dire far parte di una famiglia più ampia. Fare la spesa alla Coop è condividere un’idea di una società più equa e più giusta in cui l’individuo viene posto al centro. Tutto quello che può essere un guadagno per la Coop, come sai benissimo, viene reinvestito in attività a sostegno di persone che riescono faticosamente ad uscire dalla povertà (vedi le iniziative del Cuore si scioglie).

Da ciò si capisce quanto il tuo contributo possa essere determinante. Quello che ti chiedo è solo un po’ di attenzione, non chiedo parte del tuo tempo, chiedo soltanto l’accortezza di consegnare un prodotto facilmente deperibile (surgelato o da banco frigo) che hai deciso di non acquistare più, al primo addetto che incontri. Credo che i miei colleghi ed io saremmo ben felici di riportare il prodotto al suo posto, convinti che il tuo gesto è un guadagno per tutta la comunità.

Raffaele, addetto punto vendita Gavinana

12/12/2012