Parola misteriosa

Allʼora di pranzo con i miei familiari abbiamo avuto una discussione sul significato della parola "edibile" presente sullʼetichetta di un formaggio comprato nel reparto gastronomia. Si legge: "crosta non edibile". Ovvero da vocabolario: non commestibile. Visto che "edibile" è aggettivo di uso tecnico e non conosciuto dalla maggior parte dei consumatori, non sarebbe meglio utilizzare "commestibile" in modo da garantire il nostro diritto allʼinformazione e anche ad unʼalimentazione sana?

L. P. - Barberino di Mugello (FI)

 

Ringraziamo per il suggerimento che abbiamo inoltrato ai nostri colleghi. È vero che spesso sulle etichette prevale il linguaggio tecnico rispetto a quello più semplice e parlato.

Del resto non edibile significa che non è "mangiabile" ed è ampiamente usato in Scienza dell'alimentazione. Mettere in etichetta "non commestibile" può creare qualche sospetto sull'intero prodotto. Vedremo che soluzione verrà data a questo problema.

 

Capra capricciosa

Tempo fa nei vostri supermercati ci fu una promozione che comprendeva un tipo di stracchino fatto con latte di capra, che per chi è intollerante agli altri tipi di latte andava benissimo, poi cʼè stato qualche altra volta; ma da un mese a questa parte non l'ho più trovato, perchè?

V. B. - E mail

 

Lo stracchino con latte di capra è in assortimento in tutti i nostri supermercati. Può capitare che alcune volte il fornitore non consegni tutto lʼordinato, essendo un prodotto freschissimo e soggetto in termini produttivi alla quantità di latte disponibile.

In alcuni supermercati il prodotto ha una bassa vendita e pertanto la sua presenza sui banchi è discontinua. Ma basta rivolgersi ai nostri colleghi dei punti di vendita e, disponibilità del fornitore permettendo, si cercherà di farlo arrivare.

 

Boicottaggi e dintorni

Ho letto sul giornale (la Repubblica) di oggi di una lettera che sarebbe stata inviata per ottenere le indicazioni dei prodotti israeliani al fine del loro boicottaggio. Come socio desidero stigmatizzare tale documento, ammesso che sia stato scritto. Come cittadino pisano mi vergogno. Approvo la vostra risposta e vi confermo la mia ferma intenzione di rimanere socio e cliente, anzi dʼora in avanti vi apprezzerò ancora di più.

R. M. - Pisa

 

Confermiamo la nostra posizione contro ogni boicottaggio, come sempre abbiamo fatto, perché pensiamo che pur avendo degli orientamenti prevalenti, tutti si debbano sentire di casa in cooperativa.

 

Più caldi

Abito a San Giovanni Valdarno vicinissima alla Coop. Siamo soci dal 1980, cioè da quando l'hanno costruita. Sia io che mio marito andiamo ogni giorno lì a fare la spesa. Ci troviamo molto bene, però mi piacerebbe (non solo a me) che nel banco della gastronomia calda ci fosse un poʼ più assortimento. Potreste ingrandirla dando meno spazio ai formaggi!

C. F. - San Giovanni Valdarno (AR)

 

Per ampliare lo spazio della gastronomia calda, dovremmo cambiare i banchi e ristrutturare lo spazio. Insomma, non è un'operazione semplice come potrebbe sembrare.

Prima di prendere una decisione simile, verrà rivisto lʼassortimento per introdurre delle novità nellʼofferta.

 

Semi ucraini

Sono un consumatore di semi di zucca: nei vostri negozi acquistavo i Noberasco perchè molto buoni. La settimana scorsa al posto dei soliti cʼerano dei semi provenienti dallʼUcraina.
Avevo acquistato circa un anno fa gli stessi semi presso un altro centro, ma quando a casa ho scoperto che venivano dallʼUcraina non li ho mangiati per il dubbio che fossero stati coltivati in zone contaminate (Chernobyl).
Siccome ora sono in vendita alla Coop vi chiedo se siete certi che il prodotto non proviene da zone contaminate.

E. F. - E mail

 

Tutte le partite di semi di zucca provenienti dallʼUcraina arrivano accompagnati da un certificato che attesta la vendibilità come da Reg. CEE n° 737/90 "Condizioni di importazione prodotti agricoli originari da terzi a seguito dellʼincidente verificatosi nella centrale nucleare di Chernobyl".

Tali certificati attestano il rispetto dei limiti previsti per radioattività e cesio. Inoltre nel nostro piano di controlli è previsto, per tali referenze, il monitoraggio costante della radioattività.

 

Lampade e rifiuti

Le lampadine a risparmio energetico presentano dei problemi per lo smaltimento e il vostro articolo sul numero di gennaio lo conferma: contengono mercurio ed altre sostanze pericolose e quindi necessitano di uno smaltimento adeguato. Devo dire onestamente che a me se ne sono già fulminate alcune (forse difettose, visto che dovrebbero durare anni) e francamente avevo delle remore a buttarle, ma non sapevo dove portarle e alla fine... le ho buttate nellʼindifferenziata.

È quindi necessario che ci si organizzi per una raccolta differenziata. Quella tipo le pile sarebbe auspicabile, con un contenitore presente nei supermercati o nei negozi di materiale elettrico. Se poi, come si faceva una volta quando ero bambina, vi fosse un discorso di cauzione da restituire allʼacquirente - che so, un euro a lampadina - state sicuri che le smaltirebbero tutti nel modo più corretto!

Auspico che la Coop, sempre attenta e vigile sulle tematiche ambientali e di riciclaggio, si faccia carico di trovare la maniera più conveniente per ovviare a questo problema, che si presenterà via via sempre più in crescita con la sparizione delle altre lampadine.

A. M. - E mail

 

Per ora non sappiamo come smaltire le lampade a risparmio energetico. C'è una legge di tre anni fa che regolamenta lo smaltimento dei rifiuti elettrici, ma non è ancora operativa e non ha il regolamento d'attuazione.

Ad oggi i soli che possono ritirare questi rifiuti sono le aziende ex municipalizzate (ad esempio l'ex Asnu) e nessun altro li può raccogliere, immagazzinare e conferire. Stiamo prendendo contatto con le varie aziende per poter concordare la raccolta vicino ai nostri centri commerciali e speriamo di avere presto delle risposte.

 

Spettacoli salati

In questi giorni ho comprato 2 biglietti per un concerto a Firenze, il prezzo del concreto era di 20 euro, più 3 euro di prevendita box-office. Preparo i miei 46 euro, ma la signorina al bancone me ne chiede 50. Chiedo informazioni e mi viene spiegato che i 2 euro in più a biglietto sono la prevendita Coop. Caspita in tutto 5 € di prevendita su un biglietto da 20, ben il 25% in più sul prezzo del biglietto.

Ora capisco che tutti in questo mondo si lavori per guadagnare, ma si parla tanto di cultura, di invogliare la gente ad andare agli spettacoli, che siano di musica o di teatro e poi ci si approfitta così sulla prevendita. Io non sono un giovane ragazzo, ma 5 euro mi sembrano tanti, specialmente di questi tempi!!.

L. R. - Ponte a Elsa (FI)

 

La cosiddetta "prevendita" non è tale, ma è un balzello che va direttamente al manager dellʼartista; viene chiamata così per ragioni fiscali ma in pratica fa parte integrante del biglietto. Tantʼè che si paga anche al botteghino del teatro che organizza lo spettacolo fino al giorno prima. Quindi la vera "prevendita" sono i due euro che vanno in parti uguali a noi e al Box Office.

I due euro servono per le apparecchiature, i software e il personale impegnato, e si pagano in qualsiasi luogo affiliato al Box Office, tranne che nella sede di via Alamanni a Firenze.

Anche noi siamo convinti di dover arrivare ad un prezzo più equo degli spettacoli e per questo proponiamo uno spettacolo al mese particolarmente scontato per i nostri soci.

 

Caro pane

Mi sto chiedendo se fate come i preti che predicano bene e razzolano male. Da alcune settimane mi sto accorgendo che certi prodotti di prima necessità stanno aumentando di prezzo (vedi pane casalingo toscano 10 cent a settimana) tempo addietro sull'Informatore avevate pubblicato che il prezzo del grano e della farina erano calati di costo ed il costo del pane e della pasta non erano giustificati.

R. C. - Firenze

 

È vero che il pane cotto a legna (dei soli fornitori esterni) è aumentato di prezzo dall'inizio dell'anno 2009. Siamo stati costretti a farlo perchè tale prezzo era fermo dal settembre 2007, mentre nel corso del 2008 abbiamo subito tre aumenti nel prezzo di acquisto per oltre 12 punti percentuali e non abbiamo mai attuato rincari sul pane, sostenendo così l'intero costo. Va precisato che le altre referenze di pane realizzate dai fornitori esterni non hanno subito aumenti.

Nel complesso ci sembra di essere riusciti a mantenere i prezzi degli alimentari sotto l'indice dell'inflazione; naturalmente c'è sempre qualcosa che sfugge a questa regola, ma è solo un'eccezione.

 

Con i guanti

Mi riferisco all'obbligo da voi ribadito in una recente risposta di utilizzo dei guanti di plastica nel reparto orto-frutta. Vorrei un chiarimento: l'uso dei guanti ha una logica se frutta e verdura sono certificabili "pulite". Se invece per le fasi di raccolta nei campi e i vari passaggi fino al banco di vendita non possono essere certificate "pulite" a che servono i guanti?

In questo secondo caso mi sembra trattarsi di un'informazione fuorviante perché lascia credere che si tratti di prodotti puliti da consumare senza altra necessità di lavaggio e uno spreco di plastica.

M. P. - E mail

 

La scelta dell'utilizzo dei guanti in ortofrutta è una "scelta obbligata" imposta da una normativa datata, ma sempre applicata e applicabile.

L'obbligo deriva da una circolare del ministero della sanità del 1986 con il quale si chiedeva di garantire gli aspetti igienico sanitari nella vendita con il sistema self service attraverso l'utilizzo di guanti messi a disposizione dal negozio. Pertanto possiamo fare la vendita a self service solo se i clienti utilizzano i guanti.

I motivi dell'uso dei guanti non presuppongono che la merce sia "pulita", ma semplicemente salvaguardata da contaminazioni di germi portati involontariamente dai clienti. Mentre la contaminazione dalla manipolazione dei nostri addetti e da quelli a monte, è garantita dai controlli sanitari sugli addetti stessi.

 

Punti in montagna

A suo tempo avete comunicato che la carta socio avrebbe consentito l'accumulo di punti anche con gli acquisti effettuati presso tutte le altre Coop d'Italia.

Vi faccio presente che la Coop della Montagna Pistoiese non solo non accetta la vostra carta per effettuare acquisti in promozione (stessi prodotti in promozione negli stessi giorni presso di voi) ma neppure per accumulare i punti. Che problemi ci sono?

O. O. - Firenze

 

Alcune piccole cooperative non si sono messe in rete con le altre Coop e la Coop della Montagna Pistoiese è fra queste.

Del resto, se andiamo a rivedere le nostre comunicazioni, abbiamo sempre scritto che l'accumulo dei punti si può fare "nelle grandi Coop" o "nei punti vendita che espongo il logo "Più valore al socio".

 

Arance trattate

Da tempo ho scelto di fare la spesa nei supermercati Coop perchè ho creduto nella vostra politica di stare dalla parte della genuinità e anche nella politica dei prodotti regionali o italiani. La mia sorpresa però è stata quella che a tutt'oggi non sono ancora riuscita a trovare arance non trattate.

Mi sono dovuta rivolgere ad altri supermercati, ogni tanto torno a vedere alla Coop, ma anche l'altro ieri coop e ipercoop vende solo arance trattate. Sono molto delusa, anche perchè sono del parere che bisognerebbe dare una mano a quei produttori che coltivano in modo naturale, salvaguardando la salute e il territorio.

V. M. - Calenzano (FI)

 

Tutti i prodotti ortofrutticoli a marchio Coop oltre a provenire da produzioni integrate, non sono trattati in post-raccolta. Questo vale anche per arance, clementine e limoni.

Purtroppo l'andamento stagionale particolarmente piovoso, nelle zone di produzione (Sicilia e Calabria) ci ha costretti a sospendere la vendita di prodotti a marchio non trattati in post-raccolta, per le elevate percentuali di frutti marci nei magazzini e nei punti vendita. Per quest'anno è andata così...