Scritto da Antonio Comerci |    Aprile 2009    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Retroattivo da furbi

Con il nuovo anno sono stati aggiornati gli interessi ai libretti di prestito. Qualche giorno fa stavo controllando il mio: mi sorge un dubbio e rifaccio i conti. Mi accorgo che la ritenuta d'imposta applicata è del 20% per tutto l'anno.

Ho ben presente che il governo ha variato la tassazione dal 12,5 al 20% ma visto che la variazione è avvenuta con un decreto il 25 Giugno (poi regolarmente convertito in legge) pensavo che la ritenuta da applicare fosse del 12,5 fino al 24 Giugno e del 20 per il restante periodo temporale.

Dato che credo non ci siano errori di calcolo mi immagino che la risposta giusta al quesito sia "la ritenuta da applicare è quella che vale il giorno in cui si effettua il calcolo degli interessi annuali".

Viene spontanea allora un'altra domanda: e se avessi ritirato tutto il giorno 24/06 o qualche giorno prima (magari per poi depositare il 25 la stessa cifra) quale sarebbe stata l'aliquota applicata?

Comunque sia la realtà resta il fatto che, anche avendo torto formalmente, il buonsenso nella mia testa continua a darmi ragione. Penso inoltre che sia poco trasparente, per il governo, cambiare le regole "con il gioco in corsa".

Ci sarebbe infatti da discutere se venisse cambiata la tassazione, ad esempio, sui BTP dal 12,5 al 20% in primis e magari dall'oggi al domani anche su quelli già acquistati ed in mano ai cittadini in un qualsiasi giorno dell'anno come aggiunta!

Un governo serio non avrebbe variato l'aliquota solo ai soci delle cooperative e, nel caso, l'avrebbe fatto per tutti gli "investimenti" a partire dal 1° Gennaio successivo.

D. B. - Pomarance (PI)

 

Il socio ha perfettamente ragione e il governo non si è preso nemmeno il disturbo di mettere la data di applicazione della nuova ritenuta, perché in termini di contabilità e di legge nel nostro caso, come dice lo stesso socio, la ritenuta va fatta quando vengono calcolati gli interessi, a fine anno o all'estinzione del conto.

 

A caval donato...

In relazione all'articolo "Addio al filamento" a pag. 6 dell'Informatore di gennaio 2009, sento il bisogno di precisare che la distribuzione gratuita e la vendita promozionale delle lampade a risparmio energetico sono state più una complicazione, e anche uno spreco, anziché una iniziativa a favore dei consumatori.

Quanti sono in ogni casa i lampadari in grado di accogliere le lampade con un attacco grande? Si dovevano prima distribuire lampadari idonei ed elettricisti gratis (assurdo!), o forse si vuole costringere il "povero consumatore che non arriva a metà mese" a rivedere tutta l'illuminazione del proprio appartamento?

O. P. - Montevarchi (AR)

 

Le lampade a risparmio energetico con attacco "grande" sono più diffuse e costano meno. Ma non si diceva "a caval donato non si guarda in bocca"?

E comunque non bisogna perdere di vista lʼobiettivo generale che veniva sottolineato nellʼarticolo: diminuire lo spreco dʼenergia e quindi aumentare il risparmio sulla bolletta.

Se i regali non bastano conviene sempre cercare una soluzione ai problemi reali che la socia ha evidenziato. Comunque, presto ci saranno delle offerte convenienti anche sulle lampade con attacco mignon.

 

Punti lenti

Ho rinnovato due polizze assicurative con Linear a giugno ed agosto 2008, indicando il numero della mia tessera Coop ed avendo conferma dellʼattribuzione di totali 2.200 punti. Sulla mia carta socio ad oggi non figura nessun accredito.

Quindi, mi chiedo: cʼè qualcosa che non funziona nella convenzione? Ci vogliono effettivamente 6 mesi e più per accreditare dei punti su una tessera in base alle convenzioni?

M. R. - Montespertoli (FI)

 

La convenzione con Linear funziona e molti soci ne stanno usufruendo.

Solo che dal passaggio dei dati fra Linear e noi si sono avuti alcuni "inceppamenti" dovuti a piccolissimi errori di trascrizione sul numero di carta socio, ad esempio, e altri errori che non rendono automatica lʼattribuzione dei punti.

Naturalmente è bastata questa comunicazione per rimediare all'errore.

 

Allarme crudo

Mi riferisco agli articoli sul latte dell'Informatore di gennaio. Ho trovato di cattivo gusto e soprattutto interessato il tono allarmistico con cui ammonite che chi consuma latte crudo va incontro a gravi insufficienze renali che possono portare alla dialisi.

Le analisi sul latte crudo effettuate negli anni 2007/2008 hanno riscontrato la totale assenza di Escherichia Coli O 157 in tutti i 1.423 campioni analizzati con frequenza quindicinale, anzi, negli allevamenti con distributore di latte crudo, la carica batterica è risultata sempre sotto le 100 Ufc/mL, ben più bassa rispetto agli altri allevamenti, confermando quindi che il latte crudo ha una qualità decisamente superiore.

La scienza medica indica come probabili responsabili i preparati a base di carne crudi o mal cotti (hamburger, polpette), latte e succhi di frutta non pastorizzati, maionese, formaggi, salumi ed insaccati e vegetali, ma non mi risulta che abbiate mai fatto dell'allarmismo per tali prodotti.

G. D. C. - Cascina (PI)

 

L'allarmismo non è nostro e volentieri pubblichiamo i dati forniti dal sig. Del Chicca. A dicembre sembrava che da un momento all'altro il Ministero del Welfare (prima chiamato della Sanità) volesse chiudere i mille erogatori di latte crudo in Italia, poi si è limitato a far mettere i cartelli e impedire la vendita a bicchiere.

Molti medici ed esperti dalle televisioni e dai giornali, per una settimana, non hanno fatto altro che dire dei pericoli del crudo e della necessità di bollirlo.

Sul nostro giornale abbiamo, invece, dato il giusto ruolo al latte crudo nei numeri scorsi e nel trafiletto a gennaio. E come Unicoop Firenze ci siamo sempre dichiarati disponibili ad ospitare altri erogatori presso i nostri centri commerciali, come quello già in funzione a Borgo San Lorenzo.

 

Fuori stagione

Mi piace il vostro slogan-consiglio: "Scegli sempre i prodotti di stagione. Così ci guadagni due volte: in gusto e in risparmio".

Ma, dalle parole ai fatti, qualcuno deve aver perso di vista il significato di questo slogan: mi riferisco al fatto che in queste due settimane tra i prodotti ortofrutticoli in offerta ve ne siano 2 (su 4: il 50%) che nulla hanno a che fare con i requisiti di stagionalità e gusto.

Ovviamente sto parlando delle melanzane (che saranno di stagione nellʼaltro emisfero terrestre) e delle banane. Se si fosse trattato di arance e cavoli (o zucche) non avrei avuto nulla da ridire, ma questo dalla Coop non lo sopporto.

D. P. - Pisa

 

Lo slogan citato è proprio di una campagna di sensibilizzazione che speriamo sia seguita dai consumatori: è partita a marzo e riguarda i prodotti di stagione e quelli toscani. Ma non possiamo limitarci a questi.

Se per i nostri soci ci sono occasioni di risparmio reale ottenibili per particolari condizioni di mercato, secondo noi è bene proporle.

Le banane non sono italiane e non hanno stagione, però fanno bene alla salute: apportano, per esempio, dei sali minerali raccomandati per la salute del cuore. E così per le melanzane.

Insomma in entrambi i casi è salvaguardato sia il portafoglio che la salute.

 

Additivi senza dirlo

Ho letto sullʼInformatore di febbraio 2009 un articolo che ho trovato molto interessante "Cali... di Zuccheri", dove viene fatta una presentazione dei vari dolcificanti presenti in commercio, che sono anche usati nella produzione di dolci o bibite.

La cosa che mi ha lasciato perplesso è che vi "dimenticate" di chiamare queste sostanze con il loro vero nome cioè additivi, difatti sono tutti indicati con la lettera E. Se si vuole essere diversi da altri alle cose si deve dare il loro giusto nome.

B. M. - Pistoia

 

Lʼarticolo "Cali... di zuccheri" trattava i dolcificanti come sostituti dello zucchero per diete ipocaloriche, affrontandolo dal punto di vista medico, nella rubrica Salute con la specifica Farmaci. Gli intervistati di cui abbiamo riportato le risposte, sono un medico e un farmacista.

È chiaro che in questo contesto non è emerso l'uso dei dolcificanti come additivi per alcune preparazioni alimentari.

Quello che chiede il socio è un altro articolo con altri interlocutori: presto lo faremo. E lo ringraziamo per il suggerimento.

 

Qualcosa di buono

Salve, non so se ho indovinato lʼindirizzo e-mail a cui inviare i miei apprezzamenti su due prodotti a marchio Coop. Il primo che segnalo sono i fiocchi di riso e frumento integrali con i frutti rossi.

Ho assaggiato molti prodotti simili e di marchio conosciuto, ma devo dire che quelli a marchio Coop sono davvero buoni. Apprezzo la giusta dose di zucchero, la loro croccantezza e i frutti essiccati ma buoni al momento che vengono immersi nel latte (freddo).

Lʼaltro prodotto che di recente ho assaggiato è lʼinsalata mediterranea (mi ricordo che si chiama così) sempre a marchio Coop con insalata lattuga, carote, valeriana, olive verdi e pomodorini e a parte c'è lʼaggiunta del grana padano. Lamento un poʼ la scarsa quantità d'olio (invece di 100ml preferirei 150ml), ma lʼolio è comunque di buona qualità e le verdure fresche. Complimenti.

Leggo spesso le lettere dei soci che si lamentano dei prodotti, ma è bene segnalare anche i prodotti che hanno a mio avviso un buon esito. Colgo lʼoccasione per chiedere che sia dato maggior spazio ai prodotti dietetici e a ridotto contenuto di grassi. So che ve ne sono, ma essendo donna e attenta alla linea spero sempre ce ne siano di più.

C. C. - Empoli (FI)

 

Non pubblichiamo, in genere, le lettere che esprimono anche apprezzamento e soddisfazione. Ma questa ci è sembrata particolarmente sensata e motivata.

Insomma è un modo per dire ai nostri cari lettori: si può scrivere anche senza esasperare i toni, senza dover essere polemici a tutti i costi, o compiacenti fino alla piaggeria. Ma motivati e costruttivi. Grazie, C. C.

 

Riso amaro

Giorni or sono Beppe Bigazzi su RAI 1 delle ore 12 fece una dissertazione sulle diverse specie di riso e sui loro rispettivi pregi. Arrivato al riso "parboiled" ricordo che si espresse in un modo piuttosto negativo. Questa qualità di riso, essendo già stato sottoposto ad una precottura, la sua denominazione d'altra parte è fin troppo chiara, veniva, a suo parere, depauperato di molte sostanze nutrizionali e pertanto ne sconsigliava un continuo consumo.

Ma allora il latte a "lunga scadenza" non subisce anch'esso lo stesso trattamento? Ciò premesso, si dà il caso che il sottoscritto è un assiduo consumatore del riso "parboiled Coop" perché gli piace e perché ha un costo contenuto ed allora non sarebbe opportuno da parte vostra fornire tramite l'Informatore qualche chiarimento al riguardo?

A. B. - Montevarchi (Ar)

 

Beppe Bigazzi dà un giudizio da gastronomo, che si basa soprattutto sul gusto e sull'uso in cucina: da questo punto di vista è da preferire il riso normale. Mentre sul parboiled dal punto di vista nutritivo le cose stanno in modo molto diverso da quanto detto in trasmissione.

La particolare "precottura" con successiva essiccazione, cui è sottoposto questo tipo di riso, modificala struttura dell'amido, permettendo la migrazione di sali minerali e vitamine dalla superficie del chicco al suo interno. Nel riso tradizionale queste sostanze si perdono nei processi di brillatura (pulitura). Si tratta di piccole quantità, non determinanti dal punto di vista nutritivo, ma non è affatto corretto definire questo riso "povero", tutt'altro! Ciò che è veramente importante è che mantiene una discreta quantità di fibra vegetale - il doppio rispetto al brillato - importante per la salute dell'intestino.

Inoltre, la cristallizzazione dell'amido diminuisce la capacità di assorbire grassi in cottura. E' vero che il trattamento rende i chicchi di colore ambrato anzichè bianco e  la sfida cottura un gioco da casalinghe, perdonando eventuali eccessi di cottura, restando sempre al dente e con chicchi separati. Risulta meno saporito nei risotti perchè assorbe meno grassi. Quindi niente paura, il socio usi tranquillamente il parboiled per averle il riso sempre "al dente". Per le ricette più curate ci sono molte varietà di riso con caratteristiche diverse che possono dare molta soddisfazione in cucina.