Scritto da Antonio Comerci |    Gennaio 2007    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Alla faccia del consumo consapevole
Hanno "fatto il pacco" anche a voi - scusate se ve lo dico così - ma non trovo altre parole. Sto parlando della carta revolving. Vi siete fermati alla prima riga delle "istruzioni per l'uso", alle belle parole degli imbonitori, "è un moderno strumento finanziario bla bla bla...". Siete edotti che in tutto il mondo non esiste sistema più creativo di portar via un sacco di soldi alla gente che lavora a due lire e mezzo al mese? È la spinta più forte verso il consumo, alla faccia del consumo consapevole! Siamo milioni di soci Coop (dunque intelligenti), ma anche un fortissimo gruppo di acquisto capace di esercitare una massa critica sul mondo del consumo in Italia.
E vi/ci rovinate così? Non so se ci avete pensato, ma i tassi di interesse che vengono esosamente riscossi dalla vostra meravigliosa carta revolving chi se li mangia? Non credo che ci guadagni la Coop, altrimenti saremmo tutti contenti, giusto? Mi sa invece che se li divideranno banche e società di carte di credito, note società di mutuo soccorso!
Dr. Gabriele Del Mela - Firenze

Le carte revolving sono un prodotto finanziario sempre più richiesto dai consumatori e non solo per levarsi lo sfizio di un consumo voluttuario - per comprare un televisore al plasma, ad esempio - ma anche per rateizzare i libri scolastici del figlio o altre cose necessarie alla famiglia. Ci siamo detti: le revolving hanno costi alti e tassi esosi, facciamone una con costi più bassi e con tassi e costi inferiori agli altri.

Potevamo appoggiarci ad un'impresa che emette questa carta per contrattarne le condizioni per i nostri soci. Ma abbiamo ritenuto che questo sistema non sarebbe stato sotto controllo e avrebbe subito i "capricci" del mercato. Quindi è stata costituita una società apposta, la Integra spa, al 50% di Unicoop Firenze e l'altra metà di Consum.it, società del gruppo Monte dei Paschi.

In questo modo siamo riusciti a fare una revolving a condizioni migliori delle altre e una carta Spesa In, per gli acquisti interni, gratuita per i soci e a bassi costi per la cooperativa. Ad oggi siamo in grado di proporre queste condizioni: se, come l'andamento attuale fa presupporre, cresceranno le adesioni a questi nuovi strumenti, saremo in grado d'essere ancora più vantaggiosi per i nostri soci.


Pasta tanta, formati pochi
Vorrei segnalare un fatto curioso e migliorabile. Il reparto pasta secca ha curiosamente molta scelta di marche diverse, ma assolutamente in media troppa poca scelta di formati. Non avete assolutamente assortimento di formati, cosa che la concorrenza sulla piazza invece offre.
Fabio Martinelli - Firenze

Marca o non marca? Questo è il problema! E non ci sono solo le grandi marche ad essere richieste da un consumatore bombardato dalla pubblicità, ma anche pastifici piccoli e medi apprezzati da un pubblico locale. E poi c'è la Tosca, una pasta prodotta con grano toscano e con una "filiera" controllata; e anche Libera, fatta da cooperative di giovani siciliani che lavorano sulle terre confiscate alla mafia.

Con tutte queste offerte, dato che lo spazio è quello che è, siamo in grado di offrire una selezione di formati per fornitore: quelli più apprezzati ed acquistati dai consumatori toscani.


Prestito tassato
Sono un socio Coop, ho saputo che l'attuale governo "cosiddetto di sinistra" ha portato la tassazione sugli utili dei depositi sociali al 20 per cento. Ma è vero? Se fosse successo con il passato governo di destra sicuramente saremmo scesi in piazza armati di forconi! Ma dato che succede con l'attuale governo di sinistra (si fa per dire), cosa intendete fare per tutelare gli interessi dei soci che a tutt'oggi credono nel prestito sociale?
S.R.S. - Barberino di Mugello

Nella legge finanziaria 2007 non è citata, per ora, alcuna modifica all'attuale tassazione (12,5 per cento). Quindi il tasso effettivo e reale del prestito è del 2,1875 per cento, senza alcuna spesa da parte del socio.


Lettere 1
Marchio caro

È stata grande la mia soddisfazione nell'apprendere che anche quest'anno la Coop è risultata, sulla base dell'inchiesta condotta da Altroconsumo, la catena di supermercati più convenienti d'Italia.
A questo proposito vorrei suggerirvi, al fine di incrementare ulteriormente la vostra (nostra) risparmiosità, di migliorare il livello dei prezzi dei prodotti a marchio Coop che, come riportato su Altroconsumo, sono superiori di oltre il 20% a quelli di altre catene di distribuzione. Anche da esperienza diretta posso confermare che i prezzi di vendita di molti prodotti della concorrenza (cioccolato, caffè, corn flakes, tè ecc.) sono nettamente inferiori a quelli Coop e i prodotti, secondo me, sono altrettanto buoni.
Giorgio Corti - Calenzano (FI)

Su Altroconsumo, nella rilevazione cui si riferisce il socio, non c'è il confronto fra i prodotti con il marchio della catena distributiva. Il "paniere 2" è fatto con i prodotti con il prezzo più basso, i cosiddetti "primi prezzi", ed è rilevato solo a livello nazionale. Quindi non c'è un dato Unicoop Firenze (come per il paniere 1), ma una media fra tutti i punti vendita Coop in Italia. E poi i prodotti Coop non possono essere dei "primi prezzi": hanno dei piani di controllo accurati e ripetuti (quindi anche costosi), e devono avere una composizione di ingredienti ai migliori livelli.


Giallo miseria
Come attenta consumatrice e vostra cliente fedele vi scrivo per segnalarvi un fatto che mi rattrista molto. Da qualche tempo avete introdotto una nuova marca commerciale nel vostro assortimento. Purtroppo, a mio avviso, si tratta di una marca per niente adatta a prodotti alimentari. Il tipo di packaging (giallo con l'euro che sorride) li denigra e denigra in modo troppo violento anche chi li acquista e li consuma. Induce me e chi la pensa come me a non acquistarli.
Una mamma che deve far quadrare il bilancio familiare e avrebbe bisogno, economicamente parlando, di acquistare quel prodotto, non può ridursi a comprare succhi di frutta di tale marca per i suoi figli perché a scuola altri bimbi li prenderebbero in giro, così se ha ospiti non può offrire tali bibite, o farsi vedere preparare crostini con tale tonno. È un fatto di dignità, una tal marca va bene per i generi non alimentari, non per gli alimentari. Va bene comperare la candeggina con l'euro che sorride, non la pasta! Meglio una marca sconosciuta.
Sara Badii - Arezzo

A fronte del disagio descritto dalla socia e provato anche da altri, ci sono i vantaggi che molti soci e consumatori hanno apprezzato e non si tratta solo di indigenti ed extracomunitari, ma anche impiegati e ceto medio che affollano abitualmente i discount. Insomma, c'è anche una moda e un'ostentazione per il "primo prezzo".

L'obiettivo dell'introduzione di questo packaging è quello di renderlo facilmente riconoscibile sullo scaffale e quindi far perdere meno tempo alla gente che vuole individuare il prezzo più basso. E poi molta gente si fida della Coop e della scelta che fa dei suoi fornitori ed è quindi un riferimento in più rispetto alla marca anonima e sconosciuta.

Insomma, ci sono i pro e i contro e quindi verrà fatta una valutazione obiettiva di questa esperienza, perché è nostro interesse cercare di aiutare i soci e i consumatori, non certo di crear loro disagio.


Lettere 2
Anomalia empolese

Vorrei segnalare un'anomalia che riguarda il negozio di cui mi servo da tanti anni. La chiamo anomalia, ma in realtà per me, come per tante altre persone, è un vero e proprio disagio. Il negozio di Fucecchio, che adesso è stato ampliato, migliorato ed elevato al rango di centro commerciale con ben 13 negozi al suo interno, osserva il turno di chiusura del lunedì mattina come un semplice negozietto di campagna! Questo rappresenta un vero controsenso considerato che adotta, per il resto della settimana, l'orario continuato che va dalle 7.30 alle 21 e per una domenica al mese l'apertura festiva. In tanti anni questa chiusura non è mai stata tolta, scaricando le responsabilità di volta in volta sul Comune, sul sindaco, sul comprensorio ecc.
Ma insomma, chi deve decidere? Su chi bisogna contare per poter risolvere questa spiacevole situazione? Il consiglio dei soci, con in testa il suo presidente, ha sollevato spesso la questione nelle sedi appropriate, ma per il momento non si muove niente. Ci sono tante persone che sono libere per fare la spesa proprio il lunedì mattina, e con i ritmi frenetici della vita odierna tutti sappiamo cosa vuol dire trovare negozi con aperture ampliate e orari continuati.
Se poi pensiamo che a pochi chilometri di distanza l'anomalia non esiste più, allora sale la rabbia per la beffa! Infatti, a San Miniato Basso, a Castelfranco, a Santa Croce sull'Arno, i negozi Coop sono aperti tutto il giorno, sia al mattino che al pomeriggio. Mi sento danneggiata come utente perché limitata nel poter fare acquisti e anche come socia.
Berti Alessandra - Fucecchio

Dal primo gennaio i punti vendita del circondario empolese non saranno più obbligati ad osservare il turno di riposo infrasettimanale. La decisione dovrebbe essere presa dai Comuni del comprensorio. A novembre i quattro presidenti delle sezioni soci Coop di Empoli, Fucecchio, Castelfiorentino e Certaldo avevano diffuso una presa di posizione sull'argomento molto chiara e dura.

L'unico circondario in Toscana che ancora ha la chiusura della mezza giornata settimanale è Arezzo.