T-shirt, felpe, jeans, camicie: prodotti di qualità ad un giusto prezzo, per chi acquista e per chi produce

Scritto da Anna Somenzi |    Aprile 2007    |    Pag.

Giornalista. Nata a Cremona, cresciuta a Bologna della quale ha assorbito, e goduto, l'emilianità. E' diventata giornalista professionista "da grande", ma lavora nell'editoria da molto tempo in giornali aziendali del movimento cooperativo, prima Comma di Conad e poi Consumatori di Coop. Si occupa soprattutto di prodotti e produzioni, consumi e consumatori. Da qualche anno, sempre per Coop, lavora anche come coordinatrice editoriale per la collana dei Quaderni dei consumatori dell'Editrice Consumatori.

foto: Foto di C. Spissu / L'etica di moda 2
Sono stati venduti 200 mila capi, camicie e polo, solidal Coop, per oltre 2,8 milioni di euro, da novembre 2005 a novembre 2006. Ma è il 2007 l'anno di lancio di una linea ricca per l'abbigliamento uomo e donna solidal Coop: camicie e polo, felpe, t-shirt, jeans. 14 articoli con un fascino in più, il rapporto qualità prezzo molto buono, dove per qualità non si intende solo quella delle materie prime, ma anche il lavoro e la vita di chi produce. Sono infatti produzioni che arrivano dal circuito del commercio equo.
È un patto commerciale dignitoso fra chi produce e chi acquista, contratti duraturi nel tempo, compensi più alti per chi produce, ma non costi maggiori per chi acquista, solo una catena di passaggi intermedi più corta e diretta, senza nulla cedere alla qualità e alla sicurezza del prodotto finale.
Da questo impegno e da questo lavoro arriva la nuova collezione di abbigliamento per uomo e donna solidal Coop: camicie e polo dall'India, jeans e felpe dall'Africa, t-shirt stampate dall'India e dall'Argentina.
Delle magliette polo e delle camicie molti consumatori hanno già potuto apprezzare quelle da uomo, ora ci sono anche modelli da donna, preparati con gli stessi materiali e dagli stessi produttori. Il cotone utilizzato per le polo nasce in India secondo i metodi delle coltivazioni biologiche, oltre 2.000 famiglie aderiscono al progetto bioRe(r) che rappresenta la soluzione ai problemi di sopravvivenza di quella zona. Il progetto garantisce ai contadini che si occupano della semina e della raccolta del cotone numerosi vantaggi: formazione sui sistemi di coltivazione biologica; per tutto il tempo di adesione la certezza di vendere il prodotto a un buon prezzo e la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati.

foto: Foto di C. Spissu / L'etica di moda
Circolo virtuoso
Il passaggio alla coltivazione biologica assicura nel giro di pochi anni il recupero della fertilità del suolo a lungo termine e la salute dei contadini non è più minacciata dall'uso di fertilizzanti e pesticidi.
Inoltre non avendo bisogno di crediti per acquistare dosi sempre maggiori di costosi prodotti chimici, le famiglie spezzano il circolo vizioso dell'indebitamento. Il sistema di coltivazione biologica reintroduce la rotazione delle colture che produce alimenti per il consumo proprio. Le camicie sono confezionate in India, nel villaggio di Madaplathuruth (3mila famiglie nella regione del Kerala); le producono artigianalmente oltre 120 donne, secondo i principi di solidarietà e rispetto delle lavoratrici.
Le t-shirt con stampa arrivano dall'India e in parte dall'Argentina, per ora solo nella versione uomo. Partner di Coop in Argentina è il consorzio Ctm Altromercato che ha portato criteri di equità e solidarietà nella filiera tessile, la prima in questo settore, un progetto pilota, innovativo per tutto il commercio etico del tessile. Sono coinvolti la Union Campesina che raccoglie quasi 800 famiglie nel nord dell'Argentina; la Cooperativa de Trabajo Textiles Pigüé Limitada, un significativo esempio di empresa recuperada (fabbrica recuperata) da ex lavoratori; Coop Juanita, nata per iniziativa dei lavoratori disoccupati de La Matanza, enorme quartiere periferico e degradato di Buenos Aires.
Jeans e felpe dall'Africa: la produzione di cotone equo in Africa (Mali, Senegal, Camerun e Burkina Faso) con il raccolto 2005-2006 si è quadruplicata, fino ad arrivare a 28 mila tonnellate di cotone. Le organizzazioni coinvolte nella produzione del cotone per i jeans Coop sono Opcc e Dourbeye. Il cotone viene poi tessuto in Italia e i jeans sono confezionati in Tunisia. Grazie al Fairtrade Premium nei villaggi sono stati costruiti tre consultori, dei pozzi per l'acqua potabile, un magazzino per lo stoccaggio dei cereali e sono state ristrutturate e ampliate le scuole. Inoltre sono stati organizzati dei corsi di formazione sulle tecniche di coltivazione ecocompatibili del cotone.
A questa collezione si possono attribuire tutti gli aggettivi classici, può essere definita giovane, colorata, pratica, comoda, facile, portabile, moderna... quello che però la distingue dalle tradizionali collezioni di abbigliamento è la caratteristica del contenuto: 100% cotone, 0% sfruttamento.