Una fase dura da affrontare ma necessaria per la crescita. Come riconoscere e affrontare le situazioni di disagio

Scritto da Alma Valente |    Marzo 2005    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

L'età ingrata
Spesso terribili fatti di cronaca
ci fanno riflettere sui giovani. La cronaca amara di un'adolescenza che, pur con cause e motivazioni molto diverse tra di loro, dallo scherzo goliardico può arrivare, in alcuni casi, alla tragedia. Ma i nostri ragazzi sono tutti così?
«Certamente no. Non pochi però vivono un disagio che, seppur difficilmente quantificabile, quotidianamente verifichiamo nei nostri ambulatori».
A parlare così sono la dottoressa Laura Belloni, dell'unità operativa di psicologia clinica dell'azienda ospedaliera universitaria di Careggi e il dottor Valdo Ricca, dell'unità operativa di psichiatria, sempre di Careggi.
A loro, che quotidianamente si trovano ad affrontare problematiche estremamente delicate legate ai giovani, abbiamo chiesto di chiarirci le idee su questo delicato universo adolescenziale accompagnato spesso da "turbolenze" talvolta dimenticate in età adulta e, forse, troppo spesso enfatizzate dal rilievo mediatico.

I tempi della vita
Ogni età, nel ciclo vitale, ha i propri "disagi". La nascita, l'adolescenza, l'entrata nell'età adulta e l'ingresso nella senilità comportano la rimessa in gioco degli assetti fisici e mentali, psicologici e relazionali, fino ad allora raggiunti e conosciuti, per entrare in una nuova e sconosciuta organizzazione biologica, affettiva, sociale. La crisi di questo processo è determinata dal passaggio evolutivo e necessario da uno stato vitale all'altro.
L'adolescenza, in particolare, è una fase evolutiva della vita ricca di stati psicologici incerti e contraddittori, in cui l'individuo è particolarmente vulnerabile a turbe emotive che possono evolvere in patologia.

Adolescenza
Compito di questa particolare fase della vita è costruirsi un'identità separata dai genitori, costruire la propria autonomia, porsi nuove domande: chi sono? Dove vado? Da dove vengo? In relazione a chi? Tale ricerca impone una crisi di ruoli e significati che investono genitori e figli, all'interno di dinamiche psicologiche e affettive determinanti per lo sviluppo e l'evoluzione dell'individuo (dove i temi della separazione e della minaccia alla propria integrità divengono questioni fondanti gli sviluppi evolutivi successivi).

Divenire adulti
Per esistere, dobbiamo essere pensati, essere nella mente di qualcun altro, esistere nell'altro. Per fare una buona separazione dai genitori deve esserci stata una dipendenza sufficientemente buona, genitori sufficientemente maturi, capaci di proporsi con modelli e valori ben definiti, capaci di ascoltare e di mettere in secondo piano la propria esistenza o le proprie problematiche.

I segnali
La turbolenza adolescenziale che non si manifesta può essere il segnale di un disagio profondo e, proprio perché silenzioso, inascoltato. D'altra parte la stessa turbolenza adolescenziale, se da una parte può essere espressione di un percorso fisiologico, dall'altra può evolvere in una franca patologia. Per esempio quando c'è un fragile sviluppo dell'io dell'adolescente stesso, lì dove l'ambiente familiare è stato carente con separazioni precoci, lutti, deprivazioni affettive, maternage inadeguato, franca patologia familiare.

I disturbi psichici più frequenti
I più comuni sono: depressione, crisi di ansia, disturbi del comportamento alimentare e deficit del controllo degli impulsi, fino ad arrivare alle psicosi. Disturbi che oltre ad un ambiente familiare poco adeguato possono essere causati dall'uso di sostanze stupefacenti.

La famiglia come deve comportarsi?
Ascolto, attenzione, tentativo di comprendere e comunicare rimanendo vicino al ragazzo come punto di riferimento. Eventualmente fare ricorso all'esperto come consulente dei genitori in difficoltà e solo successivamente per l'adolescente.
E' bene ricordare che i genitori spesso hanno paura o non hanno voglia di affrontare le problematiche postegli dal figlio perché non riescono a sopportare i sensi di colpa legati al fallimento del loro ruolo, sentendosi incompetenti e non tollerando i propri limiti: sono genitori inconsapevoli delle proprie problematiche psicologiche. Oppure genitori depressi o con tratti narcisistici di personalità.

La scuola
L'insegnante può cogliere i segni di disagio e di difficoltà nelle relazioni, nonché nell'apprendimento. In tal caso è compito della scuola offrire un modello sociale, di vita relazionale non centrato sulla competitività e sulla violenza, ma sulla solidarietà e l'impegno e sul far sentire al giovane la disponibilità e l'affidabilità dell'adulto insegnante.
Il "maestro" può dunque divenire punto di riferimento, ascolto, disponibilità, offrendo un modello di rapporto affidabile senza però pensare di poter sostituire le funzioni dei genitori. Talvolta può essere un intermediario tra il giovane in difficoltà ed una famiglia che ha perso le proprie competenze sul figlio, ovverosia distratta o rivolta verso altre problematiche.
L'insegnante non può comunque supplire la funzione affettiva ed educativa propria della famiglia.

Come prevenire?
Il disagio giovanile fisiologico, sintomatico del passaggio dall'infanzia all'età adulta, non va prevenuto. Sarebbe come voler prevenire l'evolversi naturale delle varie fasi della vita.
Parlare di prevenzione delle patologie, invece, significa cogliere i primi segnali di disagio che spesso possono essere visti ancor prima dell'adolescenza, in età infantile. La famiglia, l'insegnante, il pediatra, sono i primi e fondamentali attori di questo scenario.