La Toscana in estate diventa terra di set

Scritto da Bruno Santini |    Luglio-Agosto 2018    |    Pag. 8

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Cinema

Fin dalla scena iniziale del suo primo film (I laureati, del 1995), con i quattro giovani protagonisti che corrono a perdifiato tra i vicoli del centro di Firenze (per poi riposare sulla spalletta dell’Arno, con Ponte Vecchio di sfondo), Leonardo Pieraccioni ha dimostrato di amare la Toscana più di qualsiasi altra location. «Qualcuno mi accusa di fare delle immagini “cartolina” delle location che scelgo... ma che senso ha girare a Firenze se non inquadri il Ponte Vecchio o il Duomo?!», quasi si giustifica lo stesso Pieraccioni che, dopo tre anni di volontario esilio cinematografico, torna a girare un nuovo film dal titolo Se son rose, ancora una volta ambientandolo nella nostra regione. «Ho sempre girato i miei film in Toscana, tranne una volta in cui ho finto di essere a Scandicci mentre in realtà mi trovavo in una periferia di Roma sud», si confessa sorridendo Pieraccioni. Questa volta però niente trucchi, e per raccontare il rapporto tra un padre (giunto a un punto della vita in cui “tira i remi in barca”) e la figlia 15enne che fa di tutto per infondergli nuovi stimoli, il regista ha scelto di girare il suo tredicesimo lungometraggio a Prato, Scarperia e Borgo San Lorenzo, individuando, fra l’altro, una location particolare: il lago di Bilancino, dove s’incontreranno una canoa e una barchetta per quella che, a detta dello stesso Pieraccioni, sarà la scena madre del film. «Credo non ci sia più un posto in Toscana dove non ho portato la macchina da presa - dichiara l’attore e regista -; del resto ho sempre sostenuto che nel mondo il più bel continente è l’Europa. In Europa la più bella nazione è l’Italia. In Italia la più bella regione è la Toscana. Dunque… Io sono sicuro che anche se scoprissero un nuovo pianeta non ci troverebbero un luogo più bello della Toscana».

Come mai hai scelto il Mugello per raccontare questa tua nuova storia?

«Ho trascorso molte estati a Vaglia da bambino e ho, di quei luoghi, dei ricordi straordinari che in parte furono da stimolo per alcuni personaggi che fecero la fortuna de Il ciclone (come le famose ballerine di flamenco che altre non erano che le cinque figlie di un’amica di mia mamma che in camper venivano a trovarci in vacanza). Quando, in cerca di location, ci sono tornato poco tempo fa, ho avuto paura di trovare quei paesaggi cambiati e soprattutto deformati dal ricordo lontano. Un po’ come l’850 del babbo che con gli occhi del bambino è grande come un pullman... e poi quando la rivedi da grande ti appare piccina picciò!».

Da un punto di vista pratico è più difficoltoso girare un film in Toscana?

«Per niente. Nelle grandi città è ormai impossibile girare, specialmente a Roma dove non sono più disposti a subire la presenza invadente, a ogni angolo di strada, di una troupe. Qui da noi invece non solo ti sopportano ma addirittura ti supportano. Rappresenti una novità e hanno piacere che tu abbia scelto quel luogo per raccontare la tua storia». Se son rose uscirà nei cinema a fine novembre. Curiosamente il Mugello e Borgo San Lorenzo sono stati scelti anche da Federico Bondi come location per il suo nuovo film Dafne, sostenuto dal programma Sensi contemporanei Toscana per il cinema, girato anche negli spazi del locale Coop.fi. Sempre in questi mesi estivi, a far da sfondo a Rosso di Nellot , il film comico diretto (e interpretato) da Gaetano Gennai, San Gimignano e le campagne vicine. Prevista anche una settimana di lavorazione inVersilia. Nel cast (oltre alla pratese Pamela Villoresi) sperimentati campioni della risata come Andrea Roncato e Maurizio Mattioli. Cineprese in azione anche all’Isola d’Elba, per la sesta stagione de I delitti del Bar Lume ispirati ai romanzi gialli del pisano Marco Malvaldi e trasmessi su Sky, Per la regia di Roan Johnson, cresciuto e laureatosi a Pisa. Infine un nuova serie) per Raiuno, dal titolo Pezzi unici. Protagonisti sono cinque ragazzi, in bilico tra speranza e dannazione, che assolvono un programma di riabilitazione sociale in una bottega artigiana. L’azione si svolge a Firenze, con un occhio particolare ai vicoli di San Frediano. Dietro la macchina da presa la fiorentina Cinzia Th Torrini. Ricordiamo che le produzioni possono contare sulla collaborazione di Toscana Film Commission, lo sportello d'accoglienza che sostiene e assiste gratuitamente tutti i set che scelgono di girare nella regione.

Produzioni internazionali

Tra luglio e agosto arriva a Montepulciano e San Quirico d'Orcia la produzione del film Benedetta, del regista olandese Paul Verhoeven (RoboCop, Atto di forza, Basic Instinct). Il film è ispirato ad una storia realmente accaduta nel Seicento in un monastero di Pescia che vide protagonista la mistica Benedetta Carlini.

Video


Notizie correlate

Studios a Tirrenia

Pisorno, prima città del cinema italiano, in una mostra a Palazzo Blu di Pisa

Video

Un suggestivo ritratto di Andrej Tarkovskij

Un’astronave in San Firenze

Alla Fondazione Zeffirelli un’esposizione... spaziale