Larderello, dal sottosuolo l'energia che non inquina

Scritto da Beatrice Bardelli |    Gennaio 1998    |    Pag.

L'energia bianca
All'inizio fu la luce. Anzi no: all'inizio furono il fuoco e l'acqua. Sono queste due risorse naturali, presenti da milioni di anni nel sottosuolo della Toscana, a creare nella zona di Larderello (Pisa) il più importante campo geotermico del nostro paese. Un'area di circa 400 Km quadrati, che è come una enorme pentola a pressione. Per uno strano caso della storia geologica del nostro pianeta in quest'area si determinarono, qualche centinaio di migliaia di anni fa, dei particolari fenomeni magmatici che fecero risalire i magmi fusi in superficie. In questo punto quindi la crosta terrestre è più sottile ed il calore delle rocce del sottosuolo è dieci volte superiore alla media terrestre. Ad appena 1.500-2 mila metri di profondità si possono incontrare temperature di 300°C che solitamente si trovano a 7-8 mila metri. E' questa la cosiddetta energia geotermica, contenuta sotto forma di calore nelle rocce del sottosuolo. Ma per essere utilizzato questo calore ha bisogno di un veicolo, l'acqua che circola nel sottosuolo: a contatto con il calore delle rocce l'acqua si riscalda e va a formare i cosiddetti serbatoi geotermici, dove il calore è trattenuto da uno spesso strato di rocce impermeabili.
Ma se nello strato impermeabile ci sono delle fratture, o delle aperture prodotte artificialmente dall'uomo, come i pozzi, si ha una diminuzione di pressione e l'immediata fuoriuscita dell'acqua calda sotto forma di vapore. Proprio come quando si alza la valvola di una pentola a pressione. Sono i famosi soffioni boraciferi di Larderello, ricchi di acido borico, che dettero vita alla prima industria chimica della zona, nel 1818, ad opera di Francesco De Larderel.
Nel 1904 Piero Ginori Conti, genero dell'ultimo dei De Larderel, riuscì a produrre energia elettrica dal vapore geotermico e costruì il primo impianto di illuminazione a Larderello. L'interesse per la produzione di energia elettrica si rafforzò alla fine degli anni Trenta. Dal 1963, con l'avvento dell'Enel e la costituzione della Società chimica Larderello, le attività chimiche passarono all'Eni.

Elettricità dal vapore
Quando accendiamo l'interruttore della luce in casa nostra non ci chiediamo mai se la nostre rete elettrica è alimentata dall'energia geotermica prodotta dalle centrali dei quattro bacini di Larderello, Radicondoli, Val di Cornia e Monte Amiata. Eppure dentro la rete elettrica nazionale sono circolati, nel '96, 3 mila 762 milioni di kilowattora: certamente una percentuale piccolissima rispetto alla produzione totale lorda di energia elettrica dell'Enel (190 mila milioni nel '96), ma pur sempre una valida alternativa ai combustibili tradizionali. Questa energia è infatti la prima 'made in Italy' a sfruttare una risorsa naturale e a non utilizzare petrolio, carbone, gas metano, che l'Italia è costretta ad acquistare dall'estero. Ovviamente per trasformare l'energia geotermica in energia elettrica per uso civile e industriale ci vogliono investimenti sostanziosi. Per perforare il sottosuolo fino a 5 mila metri, creare una rete efficiente di pozzi da cui far veicolare il vapore acqueo nei vapordotti, fino alle centrali geotermiche che vanno costruite. Per ora ne sono state attivate 29, alimentate da 257 pozzi di produzione, ma entro il '98 entrerà in esercizio il nuovo impianto da 30 megawatt (poco meno della metà dell'impianto del Monte Amiata), nel Comune di Latera, a ovest del Lago di Bolsena (Lazio). Sarà la prima volta che l'Enel costruirà un impianto fuori della Toscana e questo significa che l'azienda ha deciso di investire nel settore, anche grazie alla delibera del Cip (Comitato interministeriale prezzi) del '92 con cui lo Stato ha iniziato ad incentivare tutte le energie 'rinnovabili'. Così l'Enel - che nel '96 ha investito nel settore 143 miliardi, portati a 185 nel '97 - ha pianificato un investimento triennale (1998-2000) di 627 miliardi, di cui 30 per interventi in campo ambientale, per individuare altre zone dove sfruttare questa enorme risorsa naturale.

Energia rinnovabile
Dal punto di vista ambientale è una risorsa a basso inquinamento perché composta dal 95 per cento di acqua e per il rimanente 5 per cento da gas - per lo più anidride carbonica - che vengono scaricati nell'atmosfera. L'idrogeno solforato - che produce quel particolare puzzo di uova marce, causando un inquinamento di tipo olfattivo che va comunque preso in considerazione - è presente solo per uno 0.5 per cento. Ma la cosa più straordinaria è che si tratta di energia 'rinnovabile', cioè che può essere riutilizzata. Il vapore che arriva dai pozzi alla centrale attraverso i vapordotti, infatti, entra a pressione altissima nella turbina, a cui è collegato l'alternatore, facendola ruotare. L'alternatore trasforma l'energia meccanica in energia elettrica e il vapore esce dalla turbina a pressione a temperature più basse rispetto a quando è entrato. A questo punto viene condensato e trasformato in un liquido che, attraverso i pozzi di reiniezione, viene rimandato nello stesso serbatoio geotermico da cui è stato prelevato sotto forma di vapore. E il ciclo continua.

Il riscaldamento a distanza
Il calore geotermico è utilizzato anche per il teleriscaldamento (ovvero riscaldamento a distanza). Già Sasso Pisano, Castelnuovo Val di Cecina, Larderello e Serrazzano utilizzano centrali di scambio termico dove arriva il vapore (acquistato dall'Enel a prezzi decisamente inferiori rispetto al metano) per riscaldare l'acqua che a sua volta, messa in rete, riscalderà le singole abitazioni. Il petrolio bianco verrà utilizzato a breve anche per il riscaldamento, ad uso civile, di Pomarance-città, S. Fiora sul Monte Amiata e Piancastagnaio.

Larderello
Geotermia al museo
Documenta tutta la storia dei fenomeni geotermici della regione boracifera di Larderello: dall'uso delle incrostazioni di boro a scopo terapeutico da parte degli Etruschi all'utilizzo delle acque termali da parte dei Romani, fino alla scoperta dell'acido borico (ovvero del 'Sale sedativo di Homburg') nel 1777.
E' il museo della geotermia di Larderello, che oltre alla geologia della zona documenta ampiamente l'attività chimica di estrazione dell'acido borico, dal 1818 al 1963. Completano il quadro la sala delle perforazioni e la sala elettrica.
Il museo è aperto tutti i giorni, anche i festivi (eccetto i giorni di Natale, Capodanno e Pasqua) e l'ingresso gratuito.

Per informazioni
Museo della geotermia, tel. 0588/67724-22111.