Attenti alle "imitazioni". Una piccola guida per saperne di più, dalla fòrmica al massello

Scritto da Letizia Coppetti |    Novembre 2002    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Legno: non basta la parola 2
E' un materiale vivo e solido, che trasmette sensazioni di calore e intimità: il legno ha accompagnato l'uomo fin dagli albori della civiltà e anche oggi viene preferito nella scelta di mobili, porte, finestre, parquet e oggetti con cui arredare le case.Ma siamo certi che sia proprio così? Perché è molto facile scambiare per prezioso legno materiali che sono solo delle imitazioni. La tecnologia oggi permette di realizzare armadi e cucine a basso prezzo con pannelli di cartone pressato, ricoperti di uno strato di plastica che sembra vero legno. Secondo gli esperti del settore, almeno la metà delle cucine e degli altri tipi di mobili presenti in commercio è realizzata in questo modo. Se quello che si cerca è il risparmio può andare bene anche così, a patto di essere consapevoli che quello che si acquista di foreste non ne ha mai visto nemmeno l'ombra.Il consumatore dovrebbe essere tutelato dalla legge 126/91 sulle "Norme per l'informazione del consumatore", che obbliga i produttori ad abbinare ad ogni articolo un'etichetta con la descrizione di quello che si acquista, compresi i materiali utilizzati. Ma la norma è largamente disattesa, oppure i produttori adottano termini che possono ingannare il consumatore, come "noce nobilitato" o "effetto faggio". Non è vero legno il nobilitato con carta melaminica e con pellicole transfer, il laminato, il legno stampato. Potete essere sicuri che si tratta invece di legno quando si parla di massello, tranciato, sfogliato, multilaminare e multistrato. Ecco una piccola guida per sapere cosa si compra: Laminato - Conosciuto anche come fòrmica, è un prodotto sintetico costituito da più strati di materiale fibroso (nella maggior parte carte impregnate con resine termoindurenti), ricoperto da un foglio di carta decorativa e uno strato di resina sintetica che conferisce al laminato plastico sia l'effetto estetico sia l'impermeabilità. Il miglior laminato è siglato Hpl (laminato ad alta pressione). Carta melaminica - Materiale sintetico più economico, costituito solo da una o poche sottilissime carte impregnate di resina sintetica. I colori e le finiture sono illimitati e possono riprodurre il disegno, il colore e le venature del legno naturale. Viene impiegata per rivestire pannelli in truciolato i quali, dopo questo trattamento, sono chiamati pannelli nobilitati melaminici. Legno stampato - Pannello di qualsiasi tipo, verniciato o tinto ad effetto legno. Con la tecnica definita di "stampa" il pannello non viene rivestito, ma direttamente trattato con l'ausilio di un rullo che produce un risultato ad imitazione legno di cui assume l'aspetto. In pratica viene stampato ad 'effetto legno' senza supporti di plastica, melaminico o altro. Legno massello - Assi di legno essiccate o stagionate, per ridurre il tasso di umidità a livelli accettabili per la successiva stabilità del manufatto. E' il più 'prezioso', ma anche quello che più facilmente può deformarsi. Compensato - Pannello formato da tre-cinque strati incollati di sfogliato di legno, generalmente realizzati con fogli di pioppo o betulla, disposti ortogonalmente tra loro. Quando lo spessore complessivo supera i 12 mm di spessore si parla di multistrato. Pannello truciolare - Agglomerato di particelle di legno, ottenute sminuzzando più o meno finemente scarti di lavorazione, legname di forma o dimensioni inadatte a ricavarne legno massello, legno recuperato da manufatti demoliti, pressati ed incollati così da formare pannelli di varie dimensioni e spessori. Vengono utilizzati più che altro rivestiti con fòrmica o materiali plastici e spesso li troviamo nei piani di lavoro delle cucine moderne o nelle ante e montanti degli armadi da camera o delle librerie componibili dei salotti. Il truciolato ha scarsissima resistenza all'umidità. Esistono però pannelli trattati per essere idrorepellenti e anche ignifughi. MDF o pannello di fibre a media densità - E' un pannello costituito da una finissima fibra di legno (derivata da scarti di lavorazione, ha quindi effetti vantaggiosi per la salvaguardia dell'ambiente), legata da collanti molto forti. E' un materiale estremamente compatto che, a differenza del truciolare, può essere lavorato come se fosse legno massello, quindi intagliato e fresato senza rischiare sbriciolature. Pannello lamellare - E' costituito da listelli di legno massello incollati sulle testate e lungo i bordi, per formare pannelli di varie dimensioni e spessore. E' robusto e si presta a numerosi impieghi, come piani di tavoli o cucine, mobili vari, porte, ripiani di libreria, ecc. Rispetto ad un'asse di legno massello delle stesse dimensioni il pannello in lamellare è più omogeneo e più stabile. Paniforti o pannelli listellari - Struttura riempita di listelli di legno di bassa qualità, ricoperta da due fogli di piallaccio o multistrato (in genere di pioppo o betulla). Pannelli impiallacciati - Le impiallacciature sono sottili fogli di legno massello (detti tranciati), in genere pregiato, che si incollano su pannelli di tutti i tipi in modo da 'vestirli' in maniera molto elegante. Ve ne sono di diverse colorazioni e disegni a seconda della specie legnosa usata e della metodologia di taglio. Tamburato - Composto da un telaio in legno di abete o pioppo, al cui interno viene messo un materiale chiamato "nido d'ape", che può essere realizzato in legno o in cartone. Sopra e sotto a questo telaio vengono pressati due fogli di compensato. Il tamburato è molto usato nella costruzione di porte lisce, ha un peso contenuto ed una buona resistenza agli urti. Molto usato fino a qualche anno fa per la realizzazione dei mobili, è stato sostituito dal listellare.
Legno: non basta la parola
Il Consorzio del vero legno rilascia un marchio grazie al quale i consumatori possono riconoscere l'autenticità dei prodotti in legno.Info: numero verde 800-011068, www.verolegno.it Per saperne di più www.federlegno.it www.il-legno.it Esiste anche, presso l'Università di Firenze, un corso di laurea triennale in Tecnologie del Legno, che forma tecnici delle lavorazioni e della commercializzazione del legno. Info: professor Luca Uzielli, tel. 055 30231268, www.laurealegno.unifi.it La formaldeideVolatile e irritanteLa formaldeide è una sostanza estremamente volatile, che si trova facilmente negli ambienti delle nostre abitazioni. Le principali fonti di provenienza sono i materiali di costruzione, le schiume isolanti e il fumo di sigaretta. Può provocare irritazione delle mucose oculari e delle prime vie aeree, iperattività bronchiale e asma. Da alcuni studi sono emersi disturbi psicologici e neurologici quali perdita della memoria a breve termine e ansia. E' sospettato anche l'effetto cancerogeno. La formaldeide viene utilizzata nella produzione di resine che sono impiegate per la preparazione di vernici, adesivi e carte impregnate per la nobilitazione. L'utilizzo principale di queste resine si ha comunque nella produzione di pannelli per mobili. Anche in questo caso il consumatore può tutelare la sua salute esigendo prodotti con il marchio CQA-Formaldehyde E1, che contraddistingue le produzioni di pannelli a bassa emissione di formaldeide, rispondenti ai requisiti imposti dalle normative internazionali in materia. Un marchio di qualitàVero toscanoSi chiama Green Home ed è il frutto di tre anni di lavoro e di circa 6 miliardi delle vecchie lire di investimento: il marchio eco-compatibile per il mobile toscano servirà a diversificare e qualificare la produzione regionale dalle altre sui mercati nazionali ed internazionali.Il marchio è promosso dall'Apet e sarà concesso dal Consorzio Casa Toscana (partner tecnico del progetto assieme alle facoltà di Architettura e di Agraria dell'Università di Firenze e all'istituto Ambiente Italia di Milano) alle aziende che dimostreranno di averne i requisiti. Il progetto ha finora coinvolto 50 aziende.