Le attività svolte in un anno di gestione nel bilancio annuale della cooperativa

Scritto da Giuliano Vannini |    Giugno 2004    |    Pag.

Direttore amministrativo Unicoop Firenze

Stato patrimoniale

Attivo

Immobilizzazioni. Rappresentano il valore dei fattori produttivi che vengono impiegati nella gestione per più anni, come i terreni, i fabbricati, gli impianti, le attrezzature ecc. e quest'anno sono state caratterizzate da uno sviluppo impensabile solo poco tempo addietro: la costruzione e l'apertura di cinque grandi supermercati, di due supermercati aperti da SMC, e di un ipermercato aperto da SIC.
Nei dati del bilancio le tracce di questo sviluppo le troviamo nel balzo che le immobilizzazioni hanno fatto da 687,2 milioni di euro a 831,5; 144,3 milioni in più, a cui si devono aggiungere i quasi 50 milioni di ammortamenti fatti nell'esercizio, dato che in bilancio le immobilizzazioni vengono diminuite degli ammortamenti effettuati.
Questo, a livello di numeri, è l'impegno che la cooperativa ha profuso nell'aumento e nell'ammodernamento della propria rete di vendita.

Attivo circolante. Minore è stato l'impatto delle nuove aperture nei conti dell'attivo circolante (merci, crediti, titoli e contanti), infatti possiamo notare che il totale aumenta solo di 93 milioni di euro; in particolare le rimanenze di merci sono rimaste pressoché invariate, solo 600 mila euro di aumento, a fronte di un aumento delle vendite certamente più ampio, mentre negli altri conti di questo gruppo si assiste ad un riequilibrio dei valori a tutto vantaggio dei titoli in portafoglio (indicati in bilancio come "attività finanziarie correnti") che sono aumentati di 208 milioni di euro.

Passivo e netto

Patrimonio netto. E' il gruppo di conti che rappresenta la differenza fra le poste attive e quelle passive, è pari a 747,4 milioni di euro ed è quanto rimarrebbe alla cooperativa se dovesse pagare tutti i debiti attingendo dalle sue risorse ed attività. In questo gruppo di conti trovano collocazione le seguenti voci:

Capitale sociale. Aumenta di 560 mila euro per effetto delle quote sottoscritte e versate dai nuovi soci entrati a far parte della cooperativa nel corso dell'anno.

Riserve indivisibili. Rappresentano gli utili accantonati degli anni precedenti, aumentano di 24,5 milioni di euro per la parte di utili del 2002 accantonati.

Utile di esercizio. Rappresenta il risultato dell'attività svolta; passa dai 25,2 milioni di euro del 2002 ai 36 di quest'anno; l'utile è quindi un giudizio di estrema sintesi che deve essere integrato però anche da altre valutazioni per fornire una visione completa dell'andamento della società.

Fondi per rischi ed oneri. Rappresentano gli accantonamenti fatti dalla cooperativa per gli oneri che si manifesteranno nei futuri esercizi, sono in aumento rispetto al 2002 perché oltre all'accantonamento per le operazioni a premio (9 milioni di euro), come già fatto negli anni precedenti, questa volta ne abbiamo accantonati anche 6,5 per imposte relative a questo esercizio, ma che pagheremo soltanto negli anni a venire.

Trattamento di fine rapporto. Rappresenta il valore delle liquidazioni accantonate per i lavoratori dipendenti, aumenta per gli importi accantonati e diminuisce per quanto è stato pagato ai dipendenti nel corso del 2003.

Debiti. Una parola che oggi fa tanta paura nel mondo finanziario, in cooperativa è invece vissuta con tutta tranquillità e sicurezza. Su 2.427,3 milioni di euro di debiti a bilancio, ben 2.194,9 sono dovuti al Prestito dei soci; gli altri, 232,3 milioni di euro, sono in massima parte dovuti ai fornitori di merci e servizi e se si pensa che nel 2003 abbiamo acquistato più di 1.014 milioni solamente di merci, anche i fornitori possono stare più che tranquilli. In particolare non esistono debiti nei confronti di istituti bancari né altri finanziatori; in più, per maggior sicurezza dei soci, l'importo del prestito è coperto da attività liquide (titoli, buoni e disponibilità liquide) o di facile e pronto realizzo (merci e crediti correnti). I soci tutto questo lo sanno e infatti in un momento di incertezza finanziaria continuano ad incrementare il prestito alla cooperativa, confidando giustamente sulla "tranquillità" piuttosto che su rendimenti magari più alti ma certamente più rischiosi.

I dati finora esposti si riferiscono allo Stato patrimoniale, cioè alla composizione del patrimonio della cooperativa; passiamo ora al Conto economico, cioè ai costi e ai ricavi che la cooperativa ha conseguito nella gestione della propria attività.

Conto economico

Valore della produzione. Sotto questa denominazione si trovano le vendite all'ingrosso, al dettaglio e gli altri ricavi di natura commerciale ed immobiliare; sono pari a 1.295,7 milioni di euro ed aumentano di quasi 152 milioni di euro; fra l'altro l'aumento non è pari alla potenzialità dei nuovi supermercati perché le aperture si sono concentrate nell'ultima parte dell'anno.

Costi della produzione. Rappresentano i costi che abbiamo sostenuto per la nostra attività commerciale. Oltre al costo delle merci che abbiamo venduto si evidenzia:

Leggere il bilancio 3
Costo del personale.
In aumento di 13,6 milioni di euro in buona parte per la formazione e l'allestimento delle nuove aperture.

Ammortamenti. Si tratta della parte del costo degli investimenti che grava sull'esercizio; sono in forte aumento, passando dai 34,5 ai 49,6 milioni di euro, l'aumento è chiaramente determinato dagli investimenti per le nuove aperture effettuate. Complessivamente tutta la struttura dei costi risente dei costi di apertura e di allestimento dei nuovi punti di vendita, costi che, come le vendite, troveranno il migliore equilibrio negli esercizi successivi.

Differenza valore/costi di produzione. Proprio per lo straordinario impegno profuso nello sviluppo, la differenza fra costi e ricavi presenta un valore importante, 19,6 milioni di euro, anche se leggermente inferiore a quello del 2002 per 8 milioni di euro.

Proventi ed oneri finanziari. L'intero comparto finanziario ha dato buoni risultati, specialmente se si considera il quadro generale di sfiducia in cui si è costretti ad operare. Nei proventi si registrano solo lievi diminuzioni, mentre fra gli oneri spiccano gli interessi sul Prestito sociale che sono il solo elemento significativo di costo finanziario.

Rettifiche di attività finanziarie. Dopo l'importante svalutazione cautelativa delle partecipazioni in società esterne al gruppo, effettuata nel bilancio 2002 per 49,3 milioni di euro, quest'anno abbiamo potuto procedere solo ad aggiustamenti che hanno inciso per 7,6 milioni di euro.

Imposte sul reddito. L'anno scorso, grazie alla svalutazione delle partecipazioni e all'ultimo anno in cui era possibile la detassazione per i nuovi investimenti, abbiamo potuto contenere le imposte al di sotto del milione di euro.

Quest'anno non è stato possibile usufruire di queste agevolazioni per cui le imposte incidono per 18,6 milioni di euro.

PREZZI, SOLIDARIETA', ORGANIZZAZIONE
Al di là dei numeri

Nei dati del bilancio non hanno visibilità tutta una serie di attività importanti che hanno visto l'impegno forte della cooperativa. Nel 2003 per esempio:
- Il contenimento dei prezzi di quasi 2,5 punti percentuali in meno dell'indice Istat.
- Le iniziative di solidarietà con i paesi del "sud del mondo".
- L'aumento di 496 dipendenti, che così raggiungono i 4.329 solo in Unicoop Firenze, e 7480 comprendendo le società che gestiscono mini ed ipermercati.
- La riorganizzazione per una gestione più razionale ed organica delle società del gruppo Unicoop Firenze.

Sono queste solo alcune delle ulteriori valutazioni di cui tenere conto per giudicare il risultato della gestione; per tutto quello che abbiamo detto, riteniamo che un utile di 36 milioni di euro sia un risultato estremamente soddisfacente e contribuisca ad aumentare il patrimonio della cooperativa a garanzia dei soci e dell'intera attività svolta.