Cordoba, Granada e Siviglia, tre città bellissime da visitare in primavera

"Che Allah ce la renda" era la formula rituale con la quale i geografi arabi del medioevo iniziavano la descrizione di una città passata (o tornata: questione di punti di vista) ai cristiani. Con l'Andalusia questa formula dovrebbe valere per l'intera regione, tanto è intrisa di spirito e di segni arabi, ma non solo: Fenici, Cartaginesi, Greci e Romani abitarono queste terre, e le dominarono segnandole con molte sanguinose guerre.
L'Andalusia rappresenta tutto il sud della Spagna, con la bellezza dei suoi paesaggi, la luce limpida e impetuosa che irradia gli ulivi secolari, le maestose città islamiche come Cordoba, Granada e Siviglia. Terra di flamenco, feste e tauromachia, di paesini costruiti in cima ai precipizi della Sierra infuocata e capolavori architettonici all'ombra di palme, cortili e fontane.


CORDOBA
La città del patio

Fu fondata dai Romani per poi divenire il fulcro dei domini islamici in occidente. Ne rimane una testimonianza unica, la Mezquita, la più imponente moschea mai costruita in Europa, con colonne di porfido che creano un dedalo di luci e ombre, una foresta di palme di pietra.

Avventurandosi tra le strette viuzze del centro storico scopriremo il quartiere ebraico passando davanti all'antica Sinagoga, e alla fine della via Judería incontreremo finalmente un luogo dove sostare: il patio. A Cordoba ci sono 172 patios, affascinanti cortili fioriti, col candore dei loro muri a calce e le file di vasi fioriti appesi. L'origine di questi patios, al cui centro c'è sempre un pozzo, è romana: erano fatte così le case dei centurioni inviati per governare la città.

Quando gli arabi la riconquistarono mantennero questi cortili anche perché in questi luoghi ci si poteva rifugiare nelle ore più calde, per restare all'ombra delle mura imbiancate, tra piante e fiori.

Da allora il patio è diventato il vero centro nevralgico della città. Uno dei più famosi è quello del Palazzo De Viana, del quattordicesimo secolo. Tutti questi cortili sono protagonisti ogni anno, tra fine aprile e maggio, del Festival de los Patios Cordobeses, con spettacoli di cantanti e danzatori di flamenco ed eventi gioiosi e talvolta improvvisati.


GRANADA
L'ultimo regno

Alla fine di aprile, nel sud della Spagna, il caldo è già intenso, come il carattere forte degli andalusi. Quello di Granada fu l'ultimo piccolo regno arabo conquistato dai re cattolici, alla fine del 1400.

Scivolando verso il cuore di Granada si possono visitare la Cattedrale di stile rinascimentale e la Cappella Reale, dove si trova il mausoleo dei re cattolici di stile gotico: il nome spagnolo di questo quartiere è Alcaicería, e qui tutto parla della straordinaria commistione tra cultura araba e occidentale. Nelle sale da tè moresche si possono gustare infusi di menta, anice e rosmarino. Nei vicoli che conducono alla parte alta della città sorgono piccole case imbiancate a calce con frontali e stipiti delle porte che parlano chiaramente, attraverso stemmi e simboli religiosi, dei re cattolici che tanta parte di storia hanno fatto in questa regione.

Ma Granada è soprattutto l'Alhambra, il complesso monumentale più visitato della Spagna, simbolo della straordinaria arte musulmana. Attenzione: le visite sono a numero chiuso, occorre quindi prenotare i biglietti o rassegnarsi a lunghe file la mattina presto.

Il lago ospitato all'interno fu realizzato tra i secoli XIII e XIV per testimoniare una grandezza assoluta, quella del Sultano, il cui potere era celebrato all'ennesima potenza. L'Alhambra, alla quale fanno da sfondo le cime spesso bianche della Sierra Nevada (appunto), dice tutto di Granada, i suoi poeti, il fluire delle acque, le maioliche usate all'infinito e le filigrane di stucco che riproducono la volta celeste. Attraversando le labirintiche strade medievali si arriva all'Albayzin, la prima fortezza araba, che offre insospettabili vedute panoramiche sulla città, come la piazza di San Cristobal. Proseguendo la salita e raggiungendo la cima compare il quartiere di Sacromonte: il regno del flamenco. Qui sorgono varie scuole del famoso ballo andaluso, dove le donne più anziane insegnano alle più giovani i segreti della danza.


SIVIGLIA
Tori e flamenco

Divisa in due dal fiume Guadalquivir, Siviglia è il principale centro economico e culturale dell'Andalusia. Se il grande Expo del 1992 ha contribuito a rinnovarne il fascino, la città vecchia (dal carattere spiccatamente moresco), la Cattedrale, l'Alcazar arabo, la splendida Plaza de Toros de la Maestranza (tra le meglio conservate di tutta la Spagna) conservano e anzi sintetizzano il fascino della migliore tradizione ispanica.

È una città abituata da sempre a convivere con gli stranieri. Colonia fenicia per tre secoli, fu occupata dai Cartaginesi, poi diventò colonia romana con Giulio Cesare. Siviglia è magica: col suo fascino di acqua che zampilla dalle fontane e quando cala la sera il profumo fortissimo di fiori di arancio che stordisce perché esaltato dall'aria calda. La gente vive tutto l'anno all'aperto, nelle piazze, con la musica, i balli sfrenati e frequenta i bares de tapas nei quali si mangiano esclusivamente tapas, ovvero piccoli assaggi di carne, pesce, prosciutto, verdure o formaggio.

Se si capita a Siviglia a primavera inoltrata, intorno alla fine di aprile-inizio maggio, si può assistere alla famosa Feria de Abril, dal 23 al 30 aprile, che fa esplodere di gioia la città. Le sue origini sono popolari: nacque nel 1847 come fiera del bestiame, epoca alla quale risale la tradizione della caseta de feria, casette che venivano costruite per contrattare gli affari. Nella mattinata gli spettacoli si snodano con sfilate di cavallerizzi e di gitane in costume, di carrozze da passeggio e di carri; il pomeriggio si tiene la corrida nella Plaza de la Maestranza.

La sera e fino a notte inoltrata per le strade di Siviglia si accendono le luci ed i canti di flamenco: ballerine che si muovono sui tablao e chitarristi provenienti da tutta la Spagna riempiono l'aria di note arabo-andaluse!

VIAGGI DA SOCI
Gran tour Andalusia

Date di partenza: 28 maggio, 4 giugno, 16 luglio Il programma prevede: volo da Bologna, 8 giorni/7 notti, trattamento di mezza pensione, hotel 4 stelle. Tour in pullman con tappe a Costa del Sol, Ronda, Gibilterra, Jerez, Siviglia, Cordoba, Granada, Malaga.

Costo: 880/885 euro + 50 euro quota iscrizione

Info: Argonauta viaggi, tel. 055 2342777