Patria di vini rossi rinomati nel mondo, ora si fanno apprezzare anche i bianchi di pregio

Scritto da Leonardo Romanelli |    Luglio-Agosto 2017    |    Pag. 13

docente e pubblicista. Insegnante all'istituto alberghiero "Buontalenti di Firenze, è sommlier Ais e relatore ai corsi di degustazione di Slow Food. A partire dalla metà degli anni '90, ha iniziato un'intensa attività pubblicistica con una serie di collaborazioni con quotidiani come L'Unità, Corriere di Firenze e Tirreno, e dal '98 è direttore responsabile della rivista Gola Gioconda. Ha preso parte a numerosi programmi televisivi, oltre a condurre due programmi su Canale 10 "Vie del Gusto " e "Di vin parlando". Responsabile toscano della Guida Espresso dei ristoranti e coautore della Guida "Vini d'Italia" di Gambero Rosso e Slow Food Editore.

Montecarlo

Montecarlo (LU) - Foto F. Giannoni

Vini

Toscana terra di grandi vini rossi: un’affermazione inconfutabile, che però da un po’ di tempo a questa parte non riesce a oscurare una nuova attenzione, da parte dei viticoltori e del pubblico, ai vini bianchi toscani, sia quelli storicamente legati a una zona di produzione, quali la Vernaccia di San Gimignano e il Montecarlo Bianco, sia quelli che solo recentemente hanno cominciato a trovare spazio tra i consumatori, come l’Ansonica e il Vermentino. Il perché di questa novità sta tutto nel grande salto di qualità che i produttori hanno saputo compiere.

La Vernaccia di San Gimignano, legata indissolubilmente alla cittadina turrita, trovò i suoi estimatori tra papi, letterati, potenti. La prima notizia risale al 1276, anno in cui il Comune istituì la gabella in ingresso e in uscita per tale prezioso vino. Dopo aver ottenuto nel 1966 la prima Doc italiana e poi nel 1993 la Denominazione di origine controllata e garantita,la Vernaccia così come oggi la apprezziamo nasce poco più di vent’anni fa, quando nuove tecniche enologiche e moderne pratiche agricole la trasformano in un prodotto ancora migliore. Nelle vigne si cominciano ad abbassare le rese, una rivoluzione simile avviene anche in cantina con la vinificazione in vasche di acciaio termoregolate, l’uso dei legni in maniera sapiente. Ha colore giallo paglierino con riflessi, profumo con sentori fruttati, tipico quello della mandorla, e floreali, con l’affinamento e l’invecchiamento sviluppa sentori di pietra focaia; al gusto è vino asciutto e sapido; grande la sua capacità di invecchiamento, è infatti uno dei pochi bianchi prodotti nella tipologia Riserva. È ottima con tutti i piatti di pesce, ma anche con primi con salse bianche, con la ribollita, con le fritture e con i formaggi freschi e di media stagionatura.

Il Montecarlo bianco ha storia più recente. Nasce 150 anni fa nei vigneti intorno al bel borgo in provincia di Lucca grazie all’opera di Giulio Magnani, che dalla Francia portò una serie di viti per verificarne il loro ambientamento a Montecarlo. Tra i bianchi, la base di Trebbiano tra il 60 e il 30% cominciò a intrecciarsi con vitigni quali il Sémillon, il Pinot grigio e bianco, il Vermentino, il Sauvignon e il Roussanne, che ora possono essere fino a tre in compresenza col Trebbiano, secondo quanto stabilito dal disciplinare della doc del 1969. Sorprende al naso per ricchezza, risulta complesso, bocca fresca e sapida, si abbina bene oltre che a preparazioni a base di pesce a primi piatti a base di verdure e a frittate.

L’Ansonica è un vitigno diffuso in altre regioni, soprattutto in Sicilia con nome di Inzolia o Insolia. In Toscana cresce bene nell’isola d’Elba, nell’isola del Giglio, al Monte Argentario e in prossimità della costa più meridionale. Base indispensabile di alcune Doc, ha colore giallo paglierino, odore leggermente fruttato, con ottime note floreali, incisivo, morbido al gusto. Consigliato con tutti i piatti di pesce, apprezzato con le ostriche.

Il Vermentino è un vitigno versatile, di origine incerta, probabilmente di provenienza iberica, che ha ben attecchito su tutte le sponde dell’Alto Tirreno; e quindi in Sardegna, in Corsica, in Liguria e in Toscana. Nella nostra regione dà vita a un vino bianco di buona ampiezza aromatica e di grande morbidezza in bocca, con sentori agrumati variegati e note floreali. È base di denominazioni quali il Candia dei Colli apuani e il Bolgheri bianco, ma negli ultimi anni viene sempre più spesso vinificato in purezza, per farlo risultare più fruttato e gradevole. È facile da abbinare a molti piatti: dai formaggi freschi e salumi leggeri fino ai piatti di pescato, perfetto anche con risotti, frittate, funghi e carni bianche.


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