L'arte del gesto al Quater e la tomba etrusca di Sarteano

QUARTER
L'arte del gesto

Direttamente dal Macedonian Museum of Contemporary Art di Thessaloniki, in Grecia, arriva al Centro Produzione Arte Quarter di Firenze, dal 6 ottobre al 13 novembre, la mostra "Il gesto. A visual library in progress", un progetto a cura di Sergio Risaliti, Marina Fokidis e Daphne Vitali, organizzato da Fondazione Fabbrica Europa (Firenze) e Oxymoron (Atene).
Decine gli artisti partecipanti, provenienti da numerosi paesi. La mostra è parte de "Il gesto nel patrimonio culturale europeo", progetto di ricerca sulla gestualità nel rapporto tra arte e nuove tecnologie, promosso dalla Commissione europea della cultura 2000.

Un progetto espositivo in cui sono messe a confronto molteplici espressioni fisiche, emozionali, personali, politiche e sociali di artisti attivi dagli anni Sessanta fino ai nostri giorni sul tema del gesto nelle arti visive: gesto d'amore, gesto impossibile, gesto di resistenza o di trascendenza.

Combinati in modo non lineare, i diversi "documenti" vengono presentati in forma di biblioteca visiva, creando un luogo di scambio, di piacere e di scoperta; una sfida ai codici convenzionali della storia delle arti visive.

Info: Quarter , Centro Produzione Arte, viale Giannotti 81, martedì-sabato, ore 15.30 - 20.00. Chiuso il lunedì; Fondazione Fabbrica Europa, tel. 0552638365; www.gestureineurope.net


SARTEANO
Il demone malato

L'ormai celebre tomba della "Quadriga infernale" di Sarteano, nel Senese, con i suoi straordinari dipinti del IV secolo a.C ., ha offerto un nuovo importante documento sulla concezione che gli Etruschi avevano dell'aldilà.
Su una parete del corridoio d'ingresso è presente un demone alle redini di un carro trainato da leoni e grifi, il cui volto manifesta una patologia medica evidenziata dalla sporgenza degli occhi che conferisce all'essere infernale un'espressione davvero inquietante.

È stato ora riconosciuto che si tratta di un sintomo del cosiddetto morbo di Basedow , una delle più frequenti malattie endocrinologiche, cui sono soggette soprattutto le donne tra i venti e i quarant' anni e che si caratterizza per una nutrita serie di sintomi collaterali: anche nel demone di Sarteano , oltre agli occhi esorbitanti, si notano l' affilatezza del naso e delle labbra e, nel collo, l'ingrossamento della tiroide. Il pittore etrusco di Sarteano si sarebbe dunque ispirato all'aspetto dei malati del morbo di Basedow, i cui sintomi, nell'ignoranza medica dell'epoca, ben suggerivano una figura demoniaca: espressione di smarrimento, terrore, collera, insonnia, alternarsi di stati maniacali furiosi con altri di profonda depressione.

Sino alla prima metà del Novecento, in assenza di terapie basate sul dosaggio ormonale, le persone colpite da questo morbo andavano incontro a una degenerazione che ne provocava spesso l'internamento in manicomi.

All'argomento è dedicato un articolo sul numero di settembre/ottobre di Archeologia Viva (edizioni Giunti)