Il ruolo delle cooperative per il futuro della Toscana

di Stefano Bassi*

Alla vigilia delle recenti elezioni regionali le tre centrali cooperative - Legacoop, Confcooperative e Associazione generale cooperative - hanno presentano ai candidati alla presidenza della Giunta regionale, un insieme di proposte sul futuro della Toscana. Lo hanno fatto in modo unitario, per sottolineare quanto sia essenziale la crescita della cooperazione e l'impegno che in questa direzione vogliamo assumere in Toscana. Il documento contiene preoccupazioni sullo stato dell'economia regionale, ma individua anche proposte concrete intorno a tre temi essenziali: l'innovazione, il lavoro, la solidarietà.

La cooperazione in questi anni ha svolto un ruolo essenziale per contribuire allo sviluppo della Toscana e al mantenimento di una reale coesione sociale. Nel 2009 e nei primi mesi del 2010, di fronte al peggioramento dell'economia la cooperazione ha svolto azioni concrete soprattutto sul terreno della difesa dei redditi e del mantenimento dell'occupazione e sta meglio resistendo agli effetti negativi della crisi. Abbiamo così formato una nuova generazione d'imprenditori cooperativi, capaci di coniugare la produzione della ricchezza con i valori della solidarietà e di occupare con le loro imprese, i primi posti, per fatturato ed addetti nelle graduatorie regionali.

Il legame con il territorio ha impedito di portare altrove le produzioni e i posti di lavoro, ha sostenuto le produzioni locali nell'agroalimentare, ha difeso il potere d'acquisto dei consumatori, ha costruito una rete di cooperative impegnate nel sociale di primaria importanza, ha sostenuto con continuità le attività associative e di solidarietà per la comunità.

Tra i dati uno dei più significativi riguarda certamente il lavoro. Abbiamo esteso, in controtendenza con gli andamenti attuali del mercato del lavoro, la percentuale di tempo indeterminato, abbiamo esteso l'occupazione giovanile, femminile, e di lavoratori immigrati, continuato sulla strada dell'inserimento di persone svantaggiate.

Dunque, nessun problema? Tutt'altro, anche la cooperazione deve fare i conti con il calo dei consumi, con quello delle esportazioni, con la stasi delle opere pubbliche e con i ritardati pagamenti a chi eroga servizi sociali. È intorno a questi temi che abbiamo avanzato proposte al governo regionale e ci confronteremo nei prossimi mesi.

Quello che ci anima in questo momento di difficoltà è la consapevolezza che la finalità della cooperazione è di rendere visibile, soprattutto nei momenti di crisi e di difficoltà per il lavoro e le famiglie, la propria funzione mutualistica e il proprio impegno per il lavoro e la difesa dei redditi.

Insomma, la Toscana per continuare a competere e a produrre nuova occupazione e nuove occasioni di sviluppo, per creare un futuro alle nuove generazioni ha bisogno di noi, della cooperazione, della varietà delle sue esperienze imprenditoriali, della varietà delle sue ispirazioni culturali.


*Presidente Legacoop Toscana

Disegno di Lido Contemori


Notizie correlate

Giovani d'oggi

Individualisti ma con l'onestà e il senso del dovere al primo posto. Il rapporto con la cooperazione


Quando la gente dice Coop

Quello che i toscani pensano della cooperazione. I risultati di un'indagine di Legacoop