I riti precristiani, la tradizione del presepe, gli eventi per l'anno nuovo

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Dicembre 2006    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Le radici del Natale 2
Anche le feste religiose più importanti hanno inevitabilmente forti legami con la cultura e la tradizione precristiana. A questa regola non sfugge nemmeno il Natale. Ci si potrebbe domandare: può esistere una festa più genuina ed originale di quella che celebra la nascita di Cristo? Quali legami con il passato può avere tutto quel susseguirsi di eventi storici quali il viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme, poi le doglie della Vergine, il ricovero in una grotta e infine il parto? Eventi, è bene ricordarlo, arricchiti e incorniciati da tutta una serie di immagini simboliche, quali la mangiatoia, gli animali presenti nella stalla, i Re Magi, la stella cometa... Apparentemente nessuno; invece può essere curioso notare come esistano tante analogie con usi e tradizioni di culture e civiltà preesistenti.

Prima di Cristo
Tanto per cominciare, ci si può soffermare sulla data della nascita di Cristo, il 25 dicembre. Perché proprio quel giorno? Nessun Vangelo ne parla specificatamente, e anche i Vangeli apocrifi non precisano alcuna data. Dunque si arguisce che sia stata scelta per dare alla cerimonia un qualche legame con il solstizio, cioè il periodo nel quale il Sole è più lontano dalla Terra e dunque alla vigilia di un "nuovo Sole". Un evento che, nelle culture precristiane, veniva celebrato con grande enfasi, specialmente a Roma, dove si organizzavano, fra l'altro, trenta corse di carri trainati da cavalli. Uno dei primi documenti dove si afferma che il Natale cade il 25 dicembre è un "cronografo" del 354 d.C. di Furio Dionisio Filocalo. E nello stesso manoscritto si legge anche che alla medesima data risale la cerimonia della nascita del "Sole invitto" di pagana memoria.
Ma, per scendere ancor più nei particolari, la nascita di Cristo in una grotta non è casuale perché quel luogo costituiva, simbolicamente, il cosmo; e la conferma viene dal fatto che molti dei della mitologia greca e romana sono nati in antri, caverne, grotte o spelonche.
Perché, ci si potrebbe ancora domandare, nella stalla in cui viene deposto Gesù tre giorni dopo la nascita si trovano un asino e un bue? Anche in questo caso è necessario rifarsi a culture precedenti che vedevano nel bue il simbolo del bene e nell'asino identificavano l'aspetto negativo della vita terrena. E cosa dire dei Re Magi? Nel Vangelo apparirebbero come i maggiori responsabili della "strage degli innocenti". Infatti San Matteo dice che: «... dei Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme chiedendo: "Dov'è il neonato re dei Giudei? Abbiamo veduto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo". Udito questo il re Erode si turbò e tutta Gerusalemme con lui». Da qui nascerà poi l'ordine di uccidere tutti i bambini sotto i due anni nati nel territorio di Betlemme. Ma chi erano, in realtà, nella tradizione orientale, i Magi? Con ogni probabilità si trattava degli appartenenti ad una tribù dell'etnia dei Medi, che abitavano nella parte occidentale della Persia e professavano la religione di Zoroastro.
Poi esiste tutta una serie di tradizioni legate alla Natività, anch'esse con forti legami con il passato pagano. Primo fra tutti l'albero di Natale: con i suoi addobbi e arricchimenti, ha chiare connessioni con la mitologia protogermanica. Così come il vischio o l'agrifoglio, che erano piante sacre presso i sacerdoti celti. Cosa dire poi del "ceppo"? Nelle antichissime civiltà, un tronco d'albero che veniva fatto ardere lentamente simboleggiava il dio - Alalu, presso gli Ittiti - che governava il destino del cosmo.

Le radici del Natale 1
Il presepe
Ma veniamo ai giorni nostri e occupiamoci delle cristianissime celebrazioni della Natività ormai consolidate nei secoli dei secoli dalla consuetudine.
Nelle famiglie la si ricorda, generalmente, in due maniere: con il prima citato albero oppure con il presepe. Su quest'ultimo si hanno documenti inoppugnabili per dirci che è nato nel 1223 a Greccio (Rieti) e che l'autore originario è stato il patrono d'Italia, San Francesco. È altrettanto antica la tradizione di allestire presepi anche all'interno delle chiese. A secoli più recenti risale invece la consuetudine di crearne - in varie fogge, dimensioni e modalità - anche all'esterno, nelle strade e piazze dei paesi o anche in aperta campagna. Se ne distinguono di quattro tipi: quelli statici, costruiti con statuine in gesso o altri materiali; quelli meccanici, per lo più in legno; quelli viventi, allestiti con persone in carne ed ossa; e solo uno, per quanto se ne sappia, subacqueo, formato da pesanti e grosse statue in acciaio adagiate sul fondale marino al largo dell'Isola del Giglio. Fra i presepi viventi hanno una buona e lunga tradizione quelli di Castel del Piano (Grosseto), che si allestisce il 28 dicembre, di Equi Terme (Fivizzano, Lucca), il 23 e 24 dicembre orario 20.30-23.30, il 25 e 26 dalle 18 alle 21 e, notevole per la sua complessità, quello di Tobbiana, una frazione di Montale (Pistoia), il 24 dicembre. Tutto il villaggio è coinvolto, tutti sono, a turno, registi, scenografi, sarti, costumisti o attori in una sacra rappresentazione suddivisa in otto scene. Nell'ambito dei presepi meccanici è interessante quello che si installa ogni anno nei pressi del Castello Malaspina a Massa; fra l'altro, si riproducono, con un sistema di fibre ottiche, le costellazioni celesti di duemila anni fa.

Di fuoco e di neve
Passando a rievocazioni più laiche, non vanno trascurate le celebrazioni per il Capodanno. In questo campo la fa da padrone il Monte Amiata, con i suoi famosi e antichi falò e fiaccolate ad Abbadia San Salvatore e a Santa Fiora. Un'altra fiaccolata di rara suggestione è quella che si organizza in una pista dell'Abetone la vigilia di Capodanno a cura dei maestri di sci dell'Appennino pistoiese. È una lunga, lenta e zigzagante scia luminosa notturna prodotta da centinaia di sciatori che scendono dalla montagna con in mano una torcia.



VALDISIEVE
Presepi a concorso

La sezione soci Coop della Valdisieve organizza un concorso dedicato al presepe. Possono partecipare ragazzi, adulti o gruppi non superiori a 20 persone; è ammessa qualsiasi forma espressiva. Le schede di adesione dovranno essere consegnate entro il 2 dicembre alla sezione soci o per e-mail a: socsieve@centroin.it. Gli spazi assegnati all'interno del centro commerciale Valdisieve per la realizzazione dei presepi saranno a disposizione dei partecipanti dalle ore 16 del 3 dicembre. I presepi resteranno in mostra dal 9 (inaugurazione alle ore 16) al 31 dicembre. Saranno i bambini a scegliere i tre vincitori, appendendo all'albero di Natale addobbato nel centro commerciale la loro scheda di preferenza. Gli artefici dei tre presepi giudicati più belli saranno premiati con una serata in pizzeria o buoni acquisto per materiale didattico. Saranno inoltre sorteggiati dei premi anche tra coloro che avranno dato la loro preferenza. A tutti i partecipanti sarà consegnata una pergamena ricordo.


Vergaio

Dall'8 dicembre al 7 gennaio 2007, nella vecchia chiesa, presepe sul tema "Dentro la storia: momenti di vita quotidiana di un'epoca ormai passata".Orario: sabato 16-19.30, domenica 10-12.30 e 16-19.30