Nuovi allestimenti per le sale dell’India, del Sud America e di James Cook

Scritto da Silvia Amodio |    Luglio-Agosto 2015    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Cataldo Valente - Foto S. Amodio

Museo di storia naturale

Quando si visita un museo, qualunque esso sia, spesso non immaginiamo quali figure lavorano dietro le quinte per catalogare, organizzare, restaurare, allestire e rendere piacevole la vista degli oggetti e delle opere esposte.

Il Museo di storia naturale dell’Università di Firenze, per la sezione Antropologia ha avuto la fortuna di poter contare su un alleato prezioso, eclettico e appassionato: Cataldo Valente.

«La mia collaborazione con il museo è iniziata quasi per caso. Mi sono diplomato all'Accademia delle belle arti di Firenze, ma prima ancora ho respirato aria di cultura nella bottega di ebanisti e restauratori dei miei genitori. Dopo aver finito gli studi, ho iniziato a fare un po’ di tutto, dalle scenografie cinematografiche e teatrali, alla decorazione di case private. Firenze era molto attiva in quegli anni, c'erano diverse gallerie negli anni ‘80, ‘90 che facevano tendenza e ospitavano opere concettuali e di ricerca. Ma, soprattutto, la vera scuola sono state le botteghe dove ho imparato a fare tante cose, lavorare il legno pregiato, restaurare tele, sperimentare materiali diversi.

Dopo aver vinto un concorso nel 2007, ho iniziato a lavorare negli uffici del Rettorato, ed è stato proprio lì che un responsabile del dipartimento, riconoscendo la mia creatività, ha pensato bene di farmi spostare nel Museo di storia naturale. La mia fortuna. Dal 2008 lavoro nella sezione di Antropologia, dove ho la possibilità di occuparmi di collezioni uniche e straordinarie».

L’intervistato: Cataldo Valente, Museo di storia naturale, sezione di Antropologia - Foto di S. Amodio

Il museo, che si trova a due passi da piazza Duomo, nel Palazzo Nonfinito, è stato fondato nel 1869 dall’antropologo Paolo Mantegazza con lo scopo di raccogliere e mostrare le testimonianze della diversità umana. I più antichi manufatti del museo provengono dalle collezioni della famiglia Medici, oggetti raffinati arrivati dal nuovo Mondo, che risalgono al XVI e XVII secolo. In questi ultimi anni, grazie a una serie di importanti cambiamenti, il museo sta rifiorendo e sta vivendo un periodo felice, come testimonia il numero sempre maggiore di visitatori.

«È proprio così - prosegue Cataldo - da un paio di anni abbiamo un nuovo presidente, Guido Chelazzi, con il quale ho instaurato subito un buon rapporto e un bel dialogo, progettando, insieme alle due curatrici Gloria Roselli e Monica Zavattaro, quali interventi fare per migliorare la qualità espositiva. Recentemente è stata riaperta, con nuovi criteri scientifici, estetici e di fruibilità, la sezione dedicata all’India. Successivamente abbiamo rinnovato la sala dedicata al Sudamerica, con l’inserimento di elementi naturalistici come i reperti faunistici provenienti dalla Specola.

Ogni volta è una sfida nuova: questo è il bello. Il mio maggior piacere è quando riesco a valorizzare oggetti semplici, magari poco appariscenti ma importanti per la vita dei popoli, con soluzioni che ne facilitino la comprensione. Ho un laboratorio attrezzatissimo che mi consente di creare nuove scenografie e di restaurare oggetti preziosi e delicati. Abbiamo da poco rinnovato e inaugurato la sala che ospita le collezioni del capitano James Cook, raccolte durante il suo terzo (e ultimo) viaggio negli anni 1776-79 in America Artica, fra cui importanti pezzi dall'isola di Vancouver».

La collezione, infatti, comprende anche moltissimi oggetti che Cook aveva raccolto in Polinesia, dopo aver esplorato in lungo e in largo l’oceano Pacifico, approdando in Australia, e infine alle isole Hawaii, dove morì nel 1779. Pare a causa di una lite con gli indigeni che avevano rubato una delle sue scialuppe. Ed è proprio James Cook che Cataldo ha ritratto in una bellissima tavola a olio, in bella mostra nella sala a lui dedicata.

«Ho tanti bei ricordi legati a questo luogo - conclude Cataldo - mi piace ripensare al giorno in cui feci una visita guidata improvvisata a un gruppo di detenute del carcere di Sollicciano, in permesso per la presentazione di un libro di loro racconti. Confrontarmi e parlare con queste persone è stata un’esperienza molto intensa».

 Museo di antropologia

Biglietto a metà

Ecco l’occasione giusta per visitare la sezione di Antropologia (via del Proconsolo, 12 Firenze) del Museo di storia naturale dell’Università di Firenze, spendendo la metà. In occasione della mostra fotografica di Massimo Pacifico “Flo•Kyo 1965-2015. Firenze e Kyoto città gemelle” che celebra i 50 anni di gemellaggio delle due città, esibendo la carta socio Coop, si spenderanno 3 euro a biglietto, invece che 6. La mostra finisce a luglio, ma lo sconto continua per tutto agosto… al fresco delle antiche sale, in buona parte con nuovi allestimenti molto scenografici.

Info: www.msn.unifi.it

Il museo delle diversità. Dal canale Storie Enogastronomiche– 01.04.14 - durata 7’ 19’’

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