Limoni: dalla Costiera amalfitana, questi agrumi dalle mille qualità

Scritto da Melania Pellegrini |    Maggio 2013    |    Pag. 14

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Limoni

Il profumo di Costiera

Dalla Costiera amalfitana, questi agrumi dalle mille qualità

Il profumo dei limoni d’Amalfi è famoso nel mondo; di questi limoni si usa tutto, dal succo, ottimo in cucina o per una spremuta, alla buccia, alle foglie.

Sì, proprio così, anche le foglie e, andando in zona, si possono scoprire tante ottime ricette, forse non note a tutti.

Questi straordinari limoni della costiera amalfitana hanno ottenuto anche il marchio Igp (Indicazione geografica protetta).

A differenza di altre zone d’Italia o all’estero, qua i limoni sono coltivati in collina, grazie ai terrazzamenti. Il terrazzamento è un elemento tipico del paesaggio della Costiera, nato nel tempo per poter coltivare in zone collinari: sono stati costruiti dei muri a secco per creare dei gradini su queste colline, che godono di un clima mite, ottimo per le coltivazioni, in particolare di questi agrumi. Le piante di limone vengono potate e piegate a ombrello, i rami sono legati in pergolati per proteggerle dal vento marino, che può essere anche molto forte.

Unici in tutti i sensi

Il fatto di assumere la forma a cupola e di avere i rami così protetti, fa sì che i limoni possano maturare a lungo sui rami, anche più di un anno, e possano assumere quella grandezza e quella forma affusolata che li caratterizza.

La raccolta viene effettuata in modo tradizionale da febbraio a ottobre: i limoni pronti vengono scelti uno a uno, presi manualmente assieme a pezzi di rami con le foglie poi messi in sacchi e trasportati a spalla giù per lunghe scalinate, sino all’azienda dove vengono controllati e divisi in casse per essere spediti.

Tra maggio e giugno arriva la fioritura, e i frutti colti in questo periodo sono più delicati; così è bene ricordare che, una volta acquistati, vanno utilizzarli il prima possibile per poterli assaporare appieno prima che possano sciuparsi.

È importante sapere che sui limoni della Costiera amalfitana non vengono fatti trattamenti post raccolta, né cere né bagni conservanti, in nessun momento dell’anno. Una volta selezionati vengono solo lavati con acqua e poi, entro 24/48 ore, sono spediti in camion con celle isotermiche refrigerate per arrivare freschissimi nelle nostre Coop. Le foglie a cui sono ancora attaccati sono l’indice della freschezza del limone stesso.

Buoni in tutti i modi

La buccia è spessa e molto aromatica, ricca di oli essenziali e per questo può essere usata per fare i liquori come il limoncello o la crema di limoncello o usata in cucina per profumare i dolci o le creme. Il succo ha un’acidità forte, pari al 5%, per cui spesso basta poco succo per insaporire le pietanze. Rispetto a un limone normale, quello di Amalfi rende molto di più in succo e in sapore.

Se si capita nella zona, è possibile partecipare a dei tour organizzati presso le aziende produttrici di limoni a cui seguono degustazioni. Durante i tour si imparando le mille qualità di questo agrume, usato spesso solo per condire o insaporire e che, invece, è ottimo anche semplicemente tagliato a cubetti e condito con olio, sale e un goccio di aceto balsamico.

Per quanto riguarda le foglie, come si diceva all’inizio, possono essere usate, ad esempio, per insaporire i pesci al cartoccio o per avvolgere la scamorza prima di grigliarla.

Foto di C. Valentini

La squadra ristorante laboratorio del gusto coop novoli firenze

Firenze

Sotto e sopra

Un ristorante “sospeso” sul supermercato di Novoli

(Laura D' Ettole)

Sotto un supermercato simbolo di filiera corta, prodotti del territorio e qualità di radice toscana; sopra un ristorante che cucina questi stessi alimenti facendone un’esperienza unica di degustazione.

Si chiama il laboratorio del gusto, sta al piano superiore del supermercato – vi si accede dall’ingresso a sinistra salendo una rampa di scale -, e porta a compimento un progetto iniziato giusto un anno fa con l’apertura di Novoli Coop.fi.

Quello di sperimentare un format innovativo a livello nazionale - tutto centrato su freschezza, convenienza e alta qualità - che coniuga vendita e degustazione, shopping e cultura alimentare, cibo e socialità.

Il laboratorio del gusto si candida a diventare un centro di aggregazione nel nuovo spazio urbano di Novoli che ospita polo universitario, Palazzo di giustizia, Virgin, uffici della Regione Toscana.

Un angolo di Firenze su cui gravitano quotidianamente migliaia di persone per motivi di studio, lavoro, ma non si conoscono. Fino ad oggi sono stati in centinaia a varcare le porte del supermercato per l’ora di pranzo – dalle 13 alle 15 – per acquistare quanto basta per un pasto veloce.

Ora è nato questo nuovo “polo di attrazione” fatto apposta per accogliere tutti, con la cucina sempre aperta a tutte le ore per soddisfare i bisogni più vari. Dal socio Coop dalla vita tranquilla, allo studente che corre, dal lavoratore che ha un’ora appena per “mangiucchiare” qualcosa, allo sportivo che dalla vicina palestra arriva in preda alla fame, fino alle amiche che bevono il tè.

Insomma, è un luogo pensato per dare tante soluzioni diverse a un insieme socialmente composito. Proprio quello che ruota intorno a quest’area urbana nuova di Novoli.

L’intero ristorante è come “sospeso”, ricco di trasparenze e luci naturali che lo inondano da ogni parte, con un’ampia visuale sul supermercato e sulla piazza del centro commerciale.

«Il termine più ricorrente che usiamo per descriverlo è “ponte” – racconta il progettista, l’architetto Paolo Lucchetta – perché offre una prospettiva dall’alto come quella di una nave, e quando si guarda fuori, la vista si riempie di realtà inaspettate». Ovvero, da una parte si vedono carrelli, soci Coop e clienti che fanno la spesa, dall’altra la piazza con la gente che si incontra, si muove e passeggia.

Yogurt palagiaccio scarperia mugello frescolino e tenerone articolo informatore maggio 2013 3

Fattoria Palagiaccio

Mugello frescolino e tenerone

Prodotti freschissimi e naturali

Rispetto per l’ambiente, amore per la natura, processi naturali e tanta passione: da qui nascono i prodotti della Storica Fattoria il Palagiaccio di Scarperia nel Mugello.

Qui la filiera corta non è un’utopia ma una realtà. Pochi metri infatti dividono il locale di mungitura dal caseificio così da avere un latte sempre freschissimo. La mungitura avviene in modo naturale tramite “succhione”, senza l’utilizzo di pompe, e il latte arriva al caseificio per gravità, evitando passaggi che potrebbero alterarne le componenti.

Il legame tra la famiglia che gestisce questa azienda e il territorio è molto sentito e questo si riflette nelle scelte fatte per la produzione di formaggi, tutti tipici della tradizione contadina toscana, come il frescolino del Mugello o il blumugello, il tenerone o la stracciatella e così via.

Infatti per la realizzazione dei formaggi una particolare attenzione è dedicata alla ricerca e alla riscoperta delle vecchie tradizioni casearie locali: tutte le lavorazioni sono rigorosamente artigianali.

Per la produzione dei formaggi freschi e freschissimi viene usato del caglio vegetale, mentre per i formaggi stagionati viene usato il latte prodotto dalle mucche più mature proprio come vuole la tradizione.

Oltre alla tracciabilità di filiera, il dottor Luigi Bolli, il titolare del Palagiaccio, ha voluto creare un’azienda ecocompatibile. «Il territorio è un bene prezioso - afferma Bollli -, che lasciamo in eredità ai nostri figli, alle generazioni future».

Così è nato il progetto “Carbonfree”, non di semplice realizzazione ma perfettamente riuscito, per utilizzare energie rinnovabili, con piccoli impianti fotovoltaici, idroelettrici e per la trasformazione del biogas, per arrivare a zero emissioni di anidride carbonica. Anche l’utilizzo della chimica nell’azienda è ridotto al minimo, giusto quello che serve per motivi sanitari, ma non vengono usati prodotti che possano interferire con l’ambiente.

La storica Fattoria Palagiaccio ha aderito al piano regionale toscano per il basso impatto ambientale e utilizza tecniche innovative di agricoltura integrata per garantire un alto valore biologico ai propri prodotti. Ha inoltre ricevuto la certificazione regionale “Agriqualità Toscana”.

I formaggi della Fattoria Palagiaccio sono presenti alle Coop.Fi di Sesto e di Novoli e nei nostri punti vendita di Fiesole, Rufina, Vicchio, Ponte a Ema, Rignano, Impruneta, Caldine, Dicomano, Calenzano, Barberino di Mugello, Figline Valdarno, Pontassieve. A Novoli oltre ai formaggi è in vendita anche lo yogurt Fattoria Palagiaccio, naturale o alla frutta.