Mandarini clementini e zampone

Scritto da Rossana De Caro |    Dicembre 2006    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

CLEMENTINE
I frutti del frate

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I mandarini clementini (o clementine) sono una specialità prettamente natalizia. Piccoli, tondi, succosi e dolci, hanno la buccia di un colore arancio vivo e un profumo intenso. Maturano nel periodo da ottobre a gennaio. Furono scoperti alla fine del 19° secolo da un frate, Clemente (a cui devono il nome), in Algeria, e pare che siano il risultato di un incrocio fra il mandarino classico e l'arancio amaro. Si sbucciano facilmente; l'assenza (o quasi) di semi e il sapore dolce li rendono molto graditi, in particolare ai bambini, e rappresentano uno spuntino ideale a tutte le ore del giorno. Le clementine sono infatti molto salutari grazie all'alto contenuto di vitamina C (41 mg per 100 g): due frutti forniscono la metà del fabbisogno giornaliero di questa importante vitamina che aumenta le difese immunitarie contro alcune malattie virali, rinforza ossa e denti ed ha un forte potere antiossidante. Pur essendo così "zuccherine" le clementine hanno poche calorie: la loro particolare dolcezza, maggiore rispetto agli altri agrumi, è dovuta al minor contenuto di acido citrico. Ne esistono diverse varietà: Comune, Spinoso, Rubino e Hernandina. C'è poi la cultivar Apirene, completamente priva di semi. La coltivazione di clementine in Italia è molto diffusa nel sud, soprattutto in Calabria, in particolare nella zona di Sibari, dove questi frutti hanno trovato un habitat e un clima a loro congeniale che li fa crescere particolarmente gustosi.


ZAMPONE
L'insaccato di Natale

È immancabile sulle tavole natalizie e ai cenoni di fine anno. Lo zampone, uno degli insaccati made in Italy più conosciuto e gustoso, è un tipico prodotto di ricorrenza. La storia vuole che sia nato a Modena nel lontano 1500 quando, durante l'assedio della città da parte delle truppe pontificie, i cittadini uccisero tutti i maiali per non lasciarli al nemico e qualcuno ebbe l'idea, che si rivelò eccellente, di conservare la carne nelle zampe svuotate dei suini. Fatto sta che da allora lo zampone ha conquistato il suo posto d'onore nella gastronomia, diventando una specialità. Zampone e cotechino sono oggi i protagonisti della cucina natalizia, serviti caldi e fumanti contornati da gustose lenticchie. L'impasto dello zampone è composto da carne trita di diverse parti del maiale: guancia, testa, gola e spalla, condita con spezie, aromi, sale e quindi insaccata nella pelle naturale della zampa anteriore pulita e conciata (stesso procedimento anche per il cotechino, che però si differenzia dallo zampone nell'involucro). Inizialmente gli zamponi venivano commercializzati crudi. Per maggiore comodità oggi si trovano sugli scaffali precotti. Lo zampone va servito a fette, ben caldo e abbinato a lenticchie, purè di patate o spinaci. Si sposa bene con i vini rossi e frizzanti come il Lambrusco.

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