Occupazione e cultura della legalità nella Sicilia antimafia

Le mani in pasta
«Questo non è un libro sulla mafia.
È il racconto di un sogno, di un'esperienza recente che ha trasformato il sogno in realtà».
Con queste parole in prefazione Carlo Barbieri comincia il libro "Le mani in pasta", un racconto dell'esperienza delle cooperative che gestiscono in Sicilia le terre confiscate ai mafiosi.
Barbieri è uno di noi, lavora da più di trent'anni in Coop Italia, il Consorzio nazionale delle Cooperative di Consumo che fa gli acquisti collettivi e svolge altre importanti funzioni per le Coop associate. È lui che si è occupato dei prodotti, come la pasta Libera Terra, per introdurli nei punti vendita Coop, prodotti che associano alla qualità anche significati etici, morali e civili.

Nel 1995 a Corleone, Libera, l'Associazione presieduta da don Luigi Ciotti, inizia una raccolta di firme per sollecitare l'approvazione di una legge che preveda l'utilizzo sociale dei beni confiscati ai boss mafiosi.
L'iniziativa si estende a tutta l'Italia e le firme raccolte arrivano ad un milione.
Nel 1996 viene finalmente approvata la legge 109; da allora alcune centinaia di ettari di terreno confiscati alla criminalità organizzata sono stati recuperati da uno stato di completo abbandono e assegnati a cooperative sociali che li lavorano producendo pasta, vino, olio, passata di pomodoro, farina, frutta, ortaggi e legumi.
La legge 109 ha dato forte impulso sia alle confische dei beni che alla loro successiva destinazione; dal 1996 alla fine del 2003 sono più di 2.200 i soli beni immobili destinati allo Stato o ai Comuni: nei 12 anni precedenti la legge erano stati solo 34.

Le mani in pasta 2
Le mani in pasta
ripercorre il cammino delle cooperative che da qualche anno lavorano questi terreni, ottenendo prodotti che hanno un valore aggiunto particolare, che sono portatori di un valore immateriale, di un importante messaggio sociale, culturale e civile che li trasforma in prodotti simbolo: la legalità organizzata in contrasto e in alternativa alla criminalità organizzata.
Essere contro le mafie non è sufficiente: occorre anche "fare", contro le mafie; e antimafia del fare è uno dei concetti che Libera sta cercando di diffondere e affermare, perché la lotta alla criminalità non sia soltanto delegata alle forze dell'ordine e alla magistratura, non sia solamente opera di repressione ma sia interpretata dal singolo cittadino come superamento quotidiano, a partire dalle piccole cose, contro una cultura distorta che assegna alle mafie un potere prima ancora che esse stesse se lo prendano.

«Frequentemente - scrive ancora Barbieri - sono i nostri occhi che non vogliono vedere, le nostre orecchie che non vogliono sentire, la nostra testa che non vuole fermarsi un momento a riflettere, perché altrimenti la nostra vita potrebbe essere scossa dal sussulto della consapevolezza, e un po' di timore potremmo provarlo anche noi. Non può essere la lontananza da questi luoghi che ci dà la certezza della tranquillità; semmai è la consapevolezza che in quei luoghi c'è ancora chi sta combattendo una dura battaglia per affermare la legalità, ed è a questa battaglia che dobbiamo sentirci, almeno idealmente, vicini. Si parla anche di speranza, in questo libro; e ciò che provo, ora che sono giunto al termine della sua stesura, è proprio la speranza che chi lo vorrà leggere ne possa trarre elementi di riflessione, e possa gioire, come me, per questo sogno fatto ad occhi aperti».

Carlo Barbieri
Le mani in pasta
Editrice Consumatori, 5 euro, 3 dei quali saranno devoluti a Libera

In vendita nei supermercati e ipermercati Coop a partire dal 10 aprile 2005; può essere ordinato, con pagamento in contrassegno, a Editrice Consumatori, tel. 0516316911, fax 0516316908, e-mail redazione@consumatori.coop.it e sui siti internet www.e-coop.it e www.liberaterra.it