Una mostra itinerante: da Campi a Pisa

Le due facce del razzismo
Sei tu il diverso. E ti faccio provare il pregiudizio sulla diversità, la vita del sottosviluppo, il viaggio infernale degli immigrati. E' la simulazione proposta dalla mostra itinerante 'Io non sono razzista ma...', ideata dall'Arci ragazzi di Arezzo e realizzata da Unicoop Firenze. L'iniziativa è stata presentata a fine giugno presso l'Istituto degli Innocenti, a Firenze. Adesso, dopo la pausa estiva, comincerà il suo viaggio in terra di Toscana. Prima tappa a San Donnino, Campi Bisenzio, nei locali del Centro di don Momigli. Dal 5 al 15 ottobre la mostra potrà essere visitata, su prenotazione, dai ragazzi di terza delle scuole medie del comune di Campi e, su richiesta dello stesso Momigli, anche dagli immigrati, giovani e adulti, che vivono numerosi nella zona. Poi prenderà la strada per l'Arsenale mediceo di Pisa dove, a partire dal 20 ottobre, resterà per circa un mese (prenotazioni per le classi presso il Centro Doc, tel. 050/542740).
L'idea è originale: elaborare nuovi strumenti cognitivi per aiutare i più giovani a sradicare i più diffusi stereotipi sulla diversità etnica e culturale. E l'obiettivo è ambizioso: fornire loro quella capacità critica che serve a smascherare il razzismo in tutte le sue simulate forme quotidiane.
All'inaugurazione fiorentina è intervenuto, fra gli altri, Tahar Ben Jelloun, noto poeta, romanziere e giornalista. Il suo ultimo testo pubblicato in Italia, "Il razzismo spiegato a mia figlia" (Bompiani, collana pasSaggi), ha avuto un notevole successo grazie alla prosa scorrevole e agli argomenti importanti trattati con semplicità. Insomma, uno strumento utile per tutti quei ragazzi, genitori e insegnanti che vogliono riscoprire i valori della tolleranza e della solidarietà.