Scritto da Alessandra Pagliai |    Maggio 1999    |    Pag.

Le donne raccontano l'Islam
Assaggiare l'Islam, ovvero i profumi e i sapori della cultura islamica raccontati in una serie di incontri promossi dalla sezione soci Firenze sud, nei mesi di marzo ed aprile. Un'iniziativa sui contatti e sulla convivenza fra diversi modi di vivere. Perché non c'è modo migliore per avvicinarsi a un altro popolo che conoscerne la cucina, l'arte dell'accoglienza e la seduzione dei sapori e dei profumi.
"A questi incontri - dice Marina Trambusti, presidente della sezione soci - hanno partecipato dalle 30 alle 40 persone, in prevalenza donne; un pubblico che si è mostrato molto interessato alle tradizioni del Senegal, della Somalia e del Marocco, che sono i paesi dell'Islam che abbiamo voluto raccontare attraverso le abitudini, la letteratura e il cibo". Durante gli incontri tre donne, provenienti da quei paesi, hanno testimoniato le loro esperienze e risposto alle domande del pubblico. "E' stata un'esperienza molto importante - dice Benedetta Vitali, nota chef, che con l'associazione Nosotros lavora proprio sulla valorizzazione e la messa "sul mercato" della cultura etnica - che ci ha dato la dimensione dell'interesse e della curiosità che è in ciascuno di noi. Per questo sentiamo il bisogno di approfondimenti che sviluppino la reciproca conoscenza. Le partecipanti hanno raccontato il loro essere donna nei vari paesi ed etnie".
Nel corso degli incontri sono emerse somiglianze e diversità rispetto al nostro modo di intendere il quotidiano e la convivialità. Se ad esempio la nostra tavola riserva il "servizio buono" solo alle grandi occasioni, nella cultura islamica lo si usa tutti i giorni "perché domani non potremmo più esserci a godere di tutta questa bellezza". Mentre la nostra casa spesso odora di cera per pavimenti, nelle loro è un florilegio di profumi di spezie, incensi e quant'altro.
Il loro modo di stare a tavola non è distaccato: usano un comune vassoio dal quale i commensali attingono le vivande con le mani, in un rapporto molto stretto di condivisione. Ma, e questo accade in Somalia, la vicina di casa non si provi a chiedere in prestito la particolare teglia che serve per cucinare un tipico piatto, perché nessuna brava massaia e padrona di casa la presterà mai. In queste società la donna è la padrona della cucina e la regina assoluta della casa, che deve essere sempre in ordine, altrimenti non sarà considerata una casa ospitale. Nel corso degli incontri ci sono state anche altre interessanti testimonianze, come quella dell'artista Fuad e dell'antropologo Paolo Chiozzi in un vivace dialogo, e dell'attrice Mara Baronti, che ha letto pagine dai testi classici della letteratura islamica. A conclusione dell'iniziativa, sempre presso la Rari Nantes Florentia, è stato dato un esempio pratico di come si possa assaggiare l'Islam, con un banchetto finale corredato da fiabe e danze.