Originarie dell’Estremo oriente, hanno trovato l’habitat ideale in alcune zone della Toscana

Scritto da Càrola Ciotti |    Aprile 2018    |    Pag. 42, 43

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

camelia

Foto F. Magonio

Piante

Le splendide e affascinanti camelie provengono dal continente asiatico, precisamente da Cina, Giappone e Corea, loro paesi di origine. Appartengono alla famiglia delle Theacee, di cui fa parte anche la Camelia sinensis, dalle cui foglie si ricava il tè. Coltivate in terrazzo o giardino, principalmente per la bellezza raffinata dei loro variopinti fiori, portano un fogliame ovale e lucido, di verde intenso, che le rende decorative anche una volta sfiorite. Sono piante perenni, adatte a vivere solo in esterni, dove, se piantate in piena terra nelle condizioni a loro favorevoli, possono crescere fino a divenire grandi arbusti o veri e propri alberi, come testimoniano per esempio gli antichi esemplari presenti in gran numero sul territorio della Lucchesia, dove questa specie rappresenta un vero e proprio patrimonio botanico.

Come coltivarla

Di carattere piuttosto rustico, la camelia, di cui esistono infiniti ibridi, resiste bene al freddo e non necessita di grandi apporti idrici, benché siano necessari piccoli accorgimenti per far sì che esse prosperino al meglio. Affrontiamo l’argomento con uno dei massimi esperti italiani di camelie, l’agronomo Guido Cattolica, responsabile per la Toscana della Società italiana della camelia, e membro dell'International camelia society. Cattolica ha scritto ben quattro volumi sulle camelie e ottenuto cento diverse nuove cultivar; è lui, insieme al Centro culturale compitese, il padre della ormai nota “Festa delle camelie”, organizzata a Pieve di Compito (LU) nel mese di marzo; e sempre a lui, insieme all’associazione Nicosia nostra, dobbiamo la nascita della manifestazione "Le Camelie del chiostro" allestita ad aprile, nel convento di Nicosia, a Calci. «Il tipo di terreno è fondamentale per la vita delle camelie - specifica subito Cattolica - dato che si tratta di piante acidofile, come le azalee e le ortensie. Necessitano di un terreno acido con ph 5.5: sarebbe preferibile preparare da soli il substrato, miscelando in modo equilibrato compost, torba e ramaglie di pino o castagno». Poiché le camelie temono i ristagni idrici, come moltissime altre piante, è utile aggiungere al terriccio pomice o altro materiale che favorisca un buon drenaggio. «Le camelie in vaso si trapiantano solo quando le radici hanno riempito completamente il contenitore, non prima - sottolinea il nostro esperto - avendo poi cura di usare un vaso di un paio di misure più grande: così, per i due-tre anni successivi non sarà necessario ripetere l'operazione». Per ciò che concerne la concimazione è bene non eccedere, per non rischiare di "bruciare" la pianta: uno stallatico maturo, usato con moderazione alla fine dell’inverno, garantisce un buon apporto nutrizionale.

All’ombra e poca acqua

«Le camelie si accontentano di poca acqua e anche in estate è sufficiente una irrigazione a giorni alterni, mentre nelle stagioni più fresche spesso bastano le piogge a soddisfare le loro esigenze. Sono piante che prediligono le zone ombrose e riparate dal vento, soprattutto invernale. Quando è molto freddo può capitare che i boccioli si rovinino e quindi è utile rimuoverli, coprendo poi la pianta per preservare i fiori». Le camelie fioriscono in genere dall'autunno fino a primavera inoltrata regalando fiori di ogni colore, forma e dimensione. Le prime a fiorire sono le varietà di Sasanqua, che già in ottobre si fanno ammirare coi loro fiori rosso scarlatto, leggermente profumati, ma più piccoli rispetto a quelli delle camelie Japoniche che invece mostrano il loro aspetto fiorito tra metà marzo fino ad aprile-maggio. Molto adatte a vivere anche in vaso, le Japoniche si trovano con fiori dal bianco al rosa, di tutte le tonalità, ma anche con striature di colore molto particolari. «Queste meravigliose piante hanno uno sviluppo tondeggiante e armonico - spiega Guido Cattolica - per cui non dovremo eseguire interventi specifici di potatura. Se fosse necessario accorciare i rami più lunghi, facciamolo dopo la fioritura».

L’intervistato

Guido Cattolica, agronomo

Quella che si svolgerà sabato 14 e domenica 15 aprile è la dodicesima edizione della bella mostra "Le Camelie del chiostro" ospitata nel convento di Nicosia, a Calci in provincia di Pisa. Calci è un piccolo paese, protetto da monti ricoperti di olivi, pini marittimi e castagni; possiede anche alcuni tesori architettonici, come la splendida Certosa risalente al 1300 e i resti della quattrocentesca fortezza della Verruca. Proprio all'ombra di queste antiche vestigia, s’imbocca una ripida stradina, tanto irta e per certi aspetti misteriosa che non si indovina dove possa condurre. Percorrendola, si giunge all'antico convento medioevale di Nicosia, ormai abbandonato, da quando gli ultimi frati se ne sono andati. Questo luogo è tornato a vivere grazie all'impegno dei volontari dell'associazione Nicosia nostra, fondata nel 2004, proprio con l'intento di recuperare e dare nuova visibilità a questa importante realtà. Nel chiostro del convento, la presenza di due alberi di splendide camelie testimonia l'amore degli abitanti della zona per queste straordinarie piante. Molti giardini di ville, o semplici abitazioni a Calci e dintorni, ospitano esemplari di camelie: sono, di fatto, i loro proprietari a donare ogni anno i fiori recisi per dare vita alla festa "Le Camelie del chiostro”. Si possono ammirare installazioni a tema ed esposizioni dei vari fiori di camelia, così come passeggiare alla scoperta del convento e del territorio circostante, o apparecchiare pic-nic liberi negli spazi dell'uliveto intorno al convento.

Sabato 14 aprile dalle 15, domenica 15 aprile dalle 10.

Ingresso gratuito Info: 050937770 nicosianostra@gmail.com FB: Associazione Nicosia nostra


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