In aumento le nascite. Ma soprattutto torna la voglia di figli

L'avventura di nascere
Saremo una popolazione di vecchi. Camperemo forse fino a cent'anni, ma pochi di noi avranno la soddisfazione di sentirsi chiamare nonno.
Non è bastata una lieve ripresa delle nascite a cambiare la situazione di un paese poco disposto a mettere al mondo nuovi figli.
Certo, il periodo più buio ormai ce l'abbiamo alle spalle. La parabola discendente, imboccata negli anni '80, ha cominciato lentamente - e faticosamente - a risalire. Anche se, è bene sottolinearlo, il merito è in gran parte delle donne immigrate. Una presenza molto forte anche in Toscana, dove vivono ormai stabilmente popolose comunità di cinesi, balcanici, nordafricani, filippini.
Nell'ultimo decennio, quello che ci ha accompagnato al 2000, l'anno peggiore per le nascite è stato il '95, con 25 mila 184 nuovi arrivati. La situazione migliora sensibilmente nel '98, anno in cui nascono quasi 2 mila bambini in più (27 mila e 36, per la precisione). Ancora troppo pochi, comunque, per superare la soglia della desolante crescita zero.
'Tra le cause di questo calo delle nascite - analizza il dottor Giuseppe Assenza, primario dell'Unità operativa di pediatria dell'ospedale S. Maria Annunziata di Firenze - c'è senza dubbio l'incertezza del futuro, un'instabilità economica e sociale, la mancanza di politiche di sostegno a favore della maternità. Anche se negli ultimi anni qualcosa, finalmente, è cambiato, sia a livello di normativa nazionale (vedi il congedo di maternità previsto anche per i padri, nda) che di servizi attivati sul territorio a livello regionale'.
La Toscana, su questo fronte, è particolarmente attiva. Al settore materno-infantile è dedicato un ampio capitolo del piano sanitario regionale, che affronta l'evento della maternità da ogni possibile angolazione, prima e dopo la nascita. Si va dai corsi di preparazione all'assistenza domiciliare post-parto, quest'ultima ancora in fase di sperimentazione. Tutto è affidato alle aziende sanitarie, che operano attraverso una rete integrata di servizi, sia territoriali che ospedalieri, per garantire la qualità e la continuità dell'assistenza alle donne che stanno per diventare mamme e, in seguito, anche ai loro pargoli. In ogni distretto opera una vera e propria squadra, formata da un'ostetrica, un ginecologo, uno psicologo, un assistente sociale, un pediatra e un infermiere professionale.
'Le cose sono migliorate da quando le donne sono entrate a far parte delle amministrazioni, portando il loro bagaglio di energie e di sensibilità - sottolinea Sandra Maggi, presidente dell'Istituto fiorentino degli Innocenti -. Nonostante tutto i servizi restano insufficienti. C'è però un disegno di legge, presentato dalla parlamentare fiorentina Francesca Chiavacci, mirato proprio a potenziare i servizi per l'infanzia e ad abbatterne i costi per le famiglie, promuovendoli da servizi a domanda a servizi educativi'.

Mamme e babbi raccontano
Fin qui le statistiche, le leggi, i numeri di un fenomeno che sta preoccupando tutta l'Europa. Ma la nascita di un figlio è un evento che ancora oggi stupisce e affascina, una sorta di miracolo che continua a ripetersi, nonostante tutto. Ogni nascita è una storia a sé, con la sua scia di sentimenti, spesso contraddittori.
Tante emozioni raccolte in un libro, 'Storie di nascita' (edizioni Giunti), curato da Sara Cerri, scrittrice e madre di tre figli. Sono 18 storie, in gran parte inedite, testimonianze di donne - ma c'è anche quella di qualche papà - che hanno deciso di raccontare, appunto, le loro esperienze di nascita. Intesa non solo come parto, ma anche come crescita, o come rinascita.
'Sono molto affezionata a questo libro, al quale ho lavorato di getto, con grande passione - spiega Sara Cerri -. L'idea mi è venuta quando c'era la guerra in Kosovo. Ho cominciato a raccogliere le testimonianze con la voglia di comunicare un messaggio di vita, che emerge sempre e comunque, prepotentemente'.
Sfogliando il libro commuovono - e divertono - le vicende di una tata, che ha visto nascere e crescere dei figli non suoi, scegliendo di rimanere una 'mamma quasi'; o quelle di un'ostetrica, compagna di viaggio per mamme e babbi spaventati in mille notti di travagli. Lucia Renghi ricorda il suo bambino mai nato, Olivia mette a confronto quattro generazioni di donne, sua nonna, sua madre, lei stessa e sua figlia. Un'altra Olivia racconta la sua gioia nel diventare mamma adottiva di due bambine arrivate come un dono da paesi lontani, mentre Eugenia Alva viaggia con la mente, immaginando di partorire nella sua India.
Gli uomini fanno la loro parte con tre racconti, uno dei quali dell'attore Marco Columbro - che fatica non poco ad accettare il suo nuovo ruolo di padre -, le vignette di Sergio Staino e Giuliano Rossetti. Le illustrazioni hanno anche una mano femminile, quella della pittrice Gianna Scoino, che per l'occasione ha disegnato con pennarello su carta da cucina.
Il libro chiude con un invito alla riflessione. Nell'ultimo racconto, il solo ad essere stato completamente inventato, Elisabetta è una donna, non più giovane, che accetta di far crescere nel suo grembo il figlio di sua figlia. Il tema apre inquietanti interrogativi, gli stessi che negli ultimi tempi hanno suscitato non poche polemiche: è giusto voler diventare mamme ad ogni costo, senza fermarsi di fronte a niente e a nessuno? E' un atto d'amore o di egoismo? E quale futuro può garantire una mamma-nonna al figlio che quasi sicuramente non riuscirà a veder crescere? Ognuno cerchi dentro di sé la sua risposta.

'Storie di nascita', a cura di Sara Cerri, ed. Giunti Astrea. In distribuzione l'8 marzo a cura delle sezioni soci dell'Unicoop Firenze.
Per informazioni: 0554780315


Mille storie in seicento anni
L'Istituto degli Innocenti a Firenze
La sua fondazione risale al 1421. A istituirlo fu l'Arte della seta, quella che, nella Repubblica fiorentina, si occupava di assistenza. Per secoli l'Istituto degli Innocenti ha accolto i bambini abbandonati, non riconosciuti dai propri genitori. Tutta la sua storia è conservata in un archivio che rappresenta uno specchio fedele della società toscana dal 1400 ai giorni nostri. Negli ultimi dieci anni l'Istituto degli Innocenti ha intrapreso una serie di nuove attività, sempre legate al mondo dell'infanzia. Attualmente, oltre a tre asili nido, ospita un servizio di accoglienza per bambini da 0 a 3 anni abbandonati o in situazioni di disagio, con una disponibilità di 14 posti e un'organizzazione di tipo familiare. Inoltre sono attive due strutture per gestanti e madri in difficoltà, che trovano così nell'istituto un punto di riferimento importante per sé e per i loro figli.