Vicino a Pistoia un parco dove le opere degli artisti si integrano con la natura

Scritto da Càrola Ciotti |    Settembre 2012    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

La Fattoria di Celle - situata all'interno di una grande tenuta, posta su una collina che domina la pianura tra Firenze e Pistoia - ospita una tra le più importanti collezioni di arte contemporanea esistenti. A Celle si trovano opere di artisti di fama internazionale, che qui hanno realizzato installazioni permanenti di quella che si definisce, in modo più corretto, Arte Ambientale. Questo tipo di espressione artistica pone, come condizione primaria, l'utilizzo dello spazio non più come semplice contenitore, ma come parte integrante dell'opera realizzata: tutte le creazioni, cioè, sono pensate in relazione all'ambiente in cui si debbono collocare, e si sposano in armonia perfetta ed emozionante, con i colori, gli spazi, le atmosfere proprie del luogo.
A Celle le diverse installazioni sono accolte, per la maggior parte, nel grande parco; ma alcune di esse, pur rispondendo agli stessi principi di "sodalizio ambientale", per le loro specifiche caratteristiche sono esposte in spazi interni, sia nella villa sia in altri edifici storici presenti nella tenuta.


La storia di questo sito
è assai ricca (esistono documenti risalenti all'anno 1000 che ne testimoniano la presenza); la villa di Celle e la cappella adiacente, risalgono alla fine del ‘600. Due secoli dopo, la famiglia Caselli ampliò il parco, che si estende sul retro del complesso. Le ottocentesche presenze architettoniche, come la voliera, la palazzina del Tè, il monumento egizio e i due laghi, dislocati sul vasto territorio, fanno oggi da contrappunto alle installazioni d'arte contemporanea, realizzate via via negli ultimi decenni.
L'attuale proprietario, Giuliano Gori, la cui famiglia risiede qui dagli anni settanta, da collezionista appassionato qual è, decise di realizzare qualcosa di unico e straordinario: innanzitutto, trasferendo a Celle la sua ricca collezione d'arte - raccolta, sul finire degli anni ‘50, in un'apposita palazzina nel centro di Prato - e, in seconda battuta, concretizzando un disegno tracciato da tempo. L'artista che interviene a Celle, infatti, è tenuto a indicare, prima di tutto, lo spazio prescelto per la propria opera - ciò implica un'indagine accurata del luogo e delle peculiarità a esso connesse quali, per esempio, luce, clima, vegetazione ecc. - e a progettarla con caratteristiche affini allo spirito romantico che distingue il parco. A Celle, un'opera nasce esclusivamente per Celle: unica e specifica.

La collezione
La collezione permanente d'arte contemporanea si estende per oltre tremila metri quadri, all'interno degli edifici storici e su ben quarantacinque ettari all'aperto. L'accesso alla tenuta, lungo la via Montalese, è facilmente individuabile grazie alla presenza di una grande struttura in acciaio verniciato (il Grande Ferro Celle, opera di Alberto Burri), situato in un'ampia aiuola, proprio di fronte al cancello d'ingresso. Da qui la strada si arrampica sul fianco della collina fino alla villa e al parco, dove è possibile parcheggiare l'auto. La prima opera che accoglie il visitatore, varcato il grande cancello della villa, è una scultura in bronzo di Roberto Barni dal titolo I Servi Muti; è sistemata sotto un enorme platano, sul grande piazzale da dove, a sinistra della cappella, si snoda uno dei viali di accesso al parco. Oltre a sculture vere e proprie - vi sono collocate ben settantacinque installazioni realizzate con tecniche e materiali diversi -; visitando la collezione di Celle, si scoprono originalissime creazioni di architettura quali La cabane eclatèè aux 4 salles di Daniel Buren; si tratta di un parallelepipedo, aperto al cielo e rivestito di specchi; il visitatore vi può accedere scoprendo stanze multicolore collegate tra loro: la luce naturale che filtra negli spazi interni vi crea atmosfere davvero suggestive. Oppure Il Labirinto di Robert Morris, situato in un piccolo prato in declivio; si tratta di un'installazione a pianta triangolare realizzata in marmo verde e bianco che s'ispira all'architettura delle chiese romaniche toscane.

Ogni anno sono moltissimi i visitatori che si recano alla Fattoria; perlopiù si tratta di gruppi omogenei accompagnati da direttori di musei, docenti universitari, dirigenti di associazioni e collezionisti. La visita al parco, condotta da una guida qualificata che aiuta a comprendere i significati, sia tecnici sia espressivi, delle diverse opere, è possibile solo su prenotazione ed è piuttosto impegnativa poiché si tratta di camminare, senza soste, per circa quattro-cinque ore. In questo 2012, fra l'altro, la fattoria ha festeggiato i trent'anni d'apertura al pubblico, e in questa storica occasione sono state presentate nuove opere, tra cui Kasauovo - la prima casa a forma di uovo -, un progetto di design di Roberto Casati.


Fattoria di Celle
Arteinerba
Oltre alla visita della collezione permanente di arte ambientale, la Fattoria di Celle promuove progetti e mostre temporanee regolarmente ospitate in edifici dedicati. Nei mesi estivi, all'aperto, hanno luogo eventi di danza, musica e performances. Dal 2000, si sono sviluppate alcune interessanti attività didattiche - rivolte agli alunni delle scuole elementari, medie e ai loro insegnanti - a cura dell'Associazione Arte in Erba (www.arteinerba.it)


La collezione è visitabile, gratuitamente, nei giorni feriali, dalla fine di aprile a tutto settembre.
Per concordare un appuntamento è necessaria una richiesta scritta inviata a info@goricoll.it

(Le foto dell'articolo sono di F. Magonio)