La comunità cinese in Toscana: iniziative, scambi e incontri. Prato festeggia il capodanno cinese, il 14 febbraio

Scritto da Francesca Magnelli |    Febbraio 2010    |    Pag.

"Ho cominciato a studiare cinese quando andavo al liceo. È stata una mia esigenza, sentivo forte il bisogno di ritrovare quella parte di me che non conoscevo".

Marco Wong, ingegnere di 47 anni, è uno dei tanti cinesi di seconda generazione, nati e cresciuti in Italia. I primi ad emigrare in Europa furono i suoi nonni, alla fine degli anni ‘50: Marco nasce in Italia, a Bologna, nel 1963, poi si trasferisce a Firenze. Il suo primo ricordo è legato all'alluvione, una piazza piena di fango, il laboratorio di pelletteria della sua famiglia sommerso dall'acqua, la voglia e la tenacia di ricominciare, come tutti gli altri fiorentini. I problemi di integrazione però si manifestano subito, fin dall'asilo. Per aiutarlo i suoi genitori prendono una decisione, difficile e dolorosa: parlare soltanto italiano, rinunciando alla propria lingua.

Gli anni sono passati, Marco ha fatto la sua strada, in Toscana la popolazione cinese è cresciuta. Oggi Prato accoglie la più grande comunità cinese d'Italia, quasi 20.000 persone, circa il 10 per cento dell'intera popolazione pratese.

Da Prato a Fucecchio

Una convivenza non sempre facile, lentamente però qualcosa sta cambiando. Il Comune ha attivato numerose iniziative: sportelli di informazione e di orientamento, occasioni di incontro, corsi di lingua italiana e di lingua cinese, quest'ultimi in particolare rivolti agli italiani e ai cinesi di seconda generazione, che spesso parlano il dialetto dei loro genitori ma non sanno né leggere né scrivere in cinese.

Nel 2005 alcuni italo-cinesi hanno fondato Associna, Marco Wong ne è il presidente onorario. "Non siamo degli immigrati, in Italia ci siamo sempre stati - si legge sul sito dell'associazione - . Le barriere stanno nella diffidenza e nei pregiudizi, nella burocrazia dei permessi di soggiorno e delle leggi, non più al passo con la nuova realtà sociale delle seconde generazioni".

Sulla condizione degli immigrati cinesi in Italia è stato anche girato un film-documentario, Miss Little China, di Riccardo Cremona e Vincenzo de Cecco, presentato in anteprima il 10 gennaio nell'auditorium della Fondazione "I Care" di Fucecchio. Per la prima volta una telecamera ha potuto riprenderli nella loro quotidianità, a casa, al lavoro, in discoteca, sfatando molti luoghi comuni.

In festa col dragone 

Per noi sarà come sempre San Valentino, la festa degli innamorati; per i cinesi invece l'inizio del nuovo anno. Il 14 febbraio si festeggia il capodanno cinese, il 2010 è l'anno della Tigre.

Nel calendario cinese i mesi iniziano in concomitanza con ogni novilunio; la data d'inizio del primo mese, e dunque del capodanno, coincide con la seconda luna nuova dopo il solstizio d'inverno e quindi può cadere fra il 21 gennaio e il 19 febbraio del nostro calendario. I festeggiamenti durano per 15 giorni e si concludono con la festa delle lanterne. Anche a Prato i ragazzi di Associna, in collaborazione con l'amministrazione comunale, organizzano una settimana di iniziative, tra cultura e solidarietà, con le tradizionali sfilate del dragone organizzate dall'Associazione Buddista della comunità cinese in Italia. Al momento in cui andiamo in stampa il calendario non è stato ancora deciso; per informazioni contattare il Comune di Prato (www.comune.prato.it, tel. 057418361) e Associna (www.associna.com).

 

Il documentario

Miss little China, ed. Chiarelettere, dvd + libro, 19,60 euro, info: www.chiarelettere.it, tel.0234597420. Il video è anche su youtube e su facebook

 


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