Scritto da Laura D'Ettole |    Giugno 2001    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

L'anima in un chip
Si chiama Memory card e, piccola com'è, risponde a uno dei più intensi quesiti letterari e esistenziali di tutti i tempi: quello di conservare per tutta la vita, e anche più in là, il proprio patrimonio di esperienze, visioni e conoscenze. Lei peraltro è un semplice ammasso di silicio, una rete di microchips stipata in un rettangolo di appena 3 centimetri per 4. Qualcosa di simile alla memoria del computer, ma molto più piccola. Molto vicina alla Sim card, quella dei telefonini, ma con una capacità di contenere informazioni enormemente più ampia. Per ora si è affiancata agli altri supporti più conosciuti: floppy disk, compact, Dvd. Ma la sua comparsa ha già segnato il destino di tutti i suoi predecessori. Vincerà, perché solo lei ha la capacità di transitare con facilità da uno all'altro dei mezzi digitali che oggi vengono utilizzati sempre più diffusamente, incamerando musica, foto, filmati e dati in grande quantità.

Come funziona
Attualmente la sua utilizzazione più diffusa è all'interno della macchina fotografica digitale, in cui la Memory card opera come contenitore di immagini: proprio in questo spazio grande come un francobollo viene incamerato il nostro personale reportage fotografico. D'altra parte questo rivoluzionario supporto potrà essere usato anche per fissare le immagini della videocamera, o per trascrivere qualsiasi cosa sul nostro notebook. E lo ritroveremo ancora quando, andando a passeggio, ci affideremo a Mp3 per ascoltare le nostre canzoni preferite. Mp3, per chi non lo sapesse, è il nuovo lettore di musica che assomiglia ad un lettore cd, e che già utilizza questa nuova tecnologia digitale. Quando la Memory card sarà piena di immagini, musica e quant'altro, per prima cosa dovremo cercare di non perderla: ci sarà un pezzo di vita, dentro. Poi basterà acquistare un piccolo adattatore: tutto il suo contenuto potrà essere trasferito e immagazzinato nel computer o su qualsiasi altro supporto. Con buona pace dei collezionisti, dei maniaci informatici e degli smemorati.
La Memory card è ovviamente riutilizzabile più volte, e attualmente viene venduta in vari formati. Il più piccolo è quello che si trova in dotazione nelle videocamere: 4 mega. Si parte da lì, e per avere un'idea delle dimensioni dei formati più grandi non si fa altro che creare tanti multipli di due. Per il consumo ordinario è più che sufficiente la Memory da 64 mega, il cui costo oggi si aggira sulle 100 mila lire.

Pregi e difetti
In questo momento il suo problema più grosso, trattandosi di una tecnologia innovativa, è che sul mercato si stanno fronteggiando tre produttori al mondo per un totale di cinque diversi standard. In prospettiva solo uno sarà il vincitore, ma fino ad allora il problema per il consumatore sarà quello di controllare ogni volta la compatibilità della videocamera, o di qualsiasi altro strumento digitale acquistato, con le singole marche. Per ora lo standard più diffuso è quello della Compact flash, che assorbe quasi il 70% del mercato, seguito a grande distanza dalla Smart media, con il 20% del volume delle vendite globali. Sony gioca da sola: la sua Memory card è "Sony" per tutti i suoi strumenti in formato digitale. Infine c'è la Multimedia card, che non è ancora arrivata sul mercato, ma della cui qualità si dicono già grandi cose.
La fantasia degli scienziati sta galoppando. Verrà forse il giorno, e non è neanche troppo lontano, in cui in formato minuscolo potrà essere inserita sotto la pelle del dito di una mano. Conterrà forse la storia della nostra vita, come una sorta di anima digitale nello spazio di un micron. Sarà forse troppo oggettivo e poco poetico, ma che dire, scienza e tecnologia nel loro progresso qualche vittima la dovranno pur fare.