A Firenze la sede europea della fondazione americana che si occupa di diritti umani

Scritto da Silvia Amodio |    Febbraio 2012    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Il 4 novembre del 1966 è una data ben impressa nella mente dei fiorentini che hanno vissuto la tragedia dell'alluvione. Ancora oggi, molte targhe sui muri dei palazzi indicano il livello che l'acqua aveva raggiunto e ricordano la violenza con cui l'Arno ha spazzato via vite umane e fatto danni inestimabili.
Molti ricordano anche gli "angeli del fango", un vero e proprio esercito di volontari provenienti da tutto il mondo, giunti a Firenze per salvare opere d'arte e libri. Una catena di solidarietà umana che commosse il mondo intero, anche il senatore Ted Kennedy (nella foto a destra) che partecipò personalmente al recupero del prezioso materiale della Biblioteca Nazionale.
«In ogni punto della grande sala di lettura c'erano centinaia di giovani che si erano riuniti per aiutare. Era come se sapessero che l'alluvione della biblioteca stava mettendo a rischio la loro anima. Ho trovato un'incredibile ispirazione nel vedere questa generazione più giovane tutta unita in questo sforzo vitale». Così Ted Kennedy descrisse quei giorni. Una vicenda che ha condizionato negli anni a venire il profondo legame tra la Toscana e la potente famiglia americana, da sempre interessata e sensibile ai temi sociali.

Alle Murate
La famiglia Kennedy così ha scelto così Firenze come unica sede europea per la Fondazione. «Ecco perché quando la Robert F. Kennedy Foundation of Europe Onlus, presieduta da Kerry Kennedy, figlia del senatore Robert, cercava una nuova sede, la scelta è stata quasi obbligata ed è caduta sugli spazi delle Murate in via Ghibellina 12», ci spiega l'avvocato Federico Moro, segretario generale della Fondazione in Europa.
L'avvocato ci ricorda anche che «il Granducato di Toscana fu il primo Stato al mondo ad abolire legalmente la pena di morte nel 1786. Per questa ragione Firenze, e le Murate in particolare, ci sembravano un luogo ideale dove organizzare una serie di discussioni e laboratori sui diritti umani». Vale la pena ricordare che questo meraviglioso complesso del ‘400 nasce come monastero e accolse le monache di clausura, le murate appunto, e che per circa cento anni - lo ricordano bene i fiorentini - dal 1883 al 1985, è stato il carcere della città.

(Foto g.c. Rfk Europe)

Speak truth to power
«Fiore all'occhiello delle varie attività sono i progetti educativi - ci spiega l'avvocato Fiammetta Chiarini, collaboratrice della fondazione -. Il nostro metodo didattico è preso come modello anche dalle sedi americane. Forniamo alle scuole che lo richiedono un manuale, Speak Truth To Power, un sussidiario che propone spunti, suggerimenti e incoraggia insegnanti e studenti ad operare un vero e proprio cambiamento, sia in classe che a livello nazionale ed internazionale. Negli ultimi anni abbiamo formato oltre 250.000 studenti italiani delle scuole superiori. I progetti che mirano all'educazione dei diritti umani, portati avanti dalla fondazione sono rivolti, infatti, soprattutto ai giovani. L'esperienza di persone comuni che hanno scelto di promuovere la pace e la giustizia sociale attraverso le loro scelte è un grande esempio di come ciascuno di noi, anche nel proprio piccolo, può contribuire a un cambiamento importante». "Speak Truth To Power" è un progetto partito dagli Stati Uniti e che si è esteso in Italia, Romania, Sud Africa, Liberia, Svizzera, Cambogia e Hong Kong.

Centro per il dialogo interculturale
Da metà gennaio la Fondazione ospita la mostra permanente delle fotografie di Eddie Adams, famoso fotogiornalista scomparso nel 2004, insieme a dieci foto di Harry Benson, noto oltre che per l'impegno sociale anche per gli scatti ai presidenti americani. I principi e i valori della fondazione vengono promossi anche attraverso il testo teatrale Voci Oltre il Buio che lo scrittore cileno americano Ariel Dorfman ha tratto dal libro di Kerry Kennedy (nella foto a destra, per g.c. RfK Europe).
«In questa sede - riprende l'avvocato Moro - la Fondazione aprirà nuovi uffici con il proposito di costituire un training institute, ossia un centro di alta formazione sui diritti umani, rivolto a studenti universitari, professionisti e manager. Inoltre, questo luogo così accogliente e significativo per quello che ha rappresentato in passato, sarà il punto di riferimento per un dialogo interculturale e interdisciplinare tra la comunità fiorentina e quella internazionale presente sul territorio toscano».

Info: www.rfkennedyeurope.org