Giornalista televisiva, Christiana Ruggeri ci racconta la sua storia

Scritto da Silvia Amodio |    Gennaio 2013    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Quando Christiana era piccola, sua madre aveva notato che, per la strada, camminava con uno strano andamento dei piedini. A casa, invece, si muoveva per bene. C'è voluta una buona vista e una sana risata, per capire che la bambina si spostava in questo modo per non schiacciare le formiche. Christiana Ruggeri ora è una brava giornalista, nota al grande pubblico per aver condotto trasmissioni importanti come il Tg2 week end e Tg2 Costume Società. I suoi occhi azzurri bucano lo schermo e dietro un sorriso rassicurante e dolce Christiana, nella sua lunga e densa carriera, si è mantenuta fedele agli ideali di quando era bambina: rispettare e difendere tutte le creature, anche le più piccole.

Christiana ha sempre abitato a Roma con i suoi genitori che lavoravano moltissimo; per questa ragione veniva spesso affidata ai nonni che la portavano in campagna a prendere l'aria buona; quando potevano, ritornavano al loro piccolo paese di origine, a Piano d'Arta Terme, a nord di Udine, al confine con l'Austria. Il nonno la ripescava sempre in qualche recinto: fra caprette, mucche e cani da pastore. «È stato proprio mio nonno a insegnarmi a leggere il quotidiano, quando avevo solo quattro anni, seduti in poltrona. È stato allora che ho deciso di fare questo mestiere, e non ho mai cambiato idea!».

 

Code Felici

Un giorno, quando Christiana ha 18 anni, rientrando a casa dopo una serata con gli amici, soccorre per la strada un cane che aveva una serie di fratture multiple. Passa la prima notte dal veterinario insieme al trovatello, Tippi, dicendo ai genitori che dormiva da un'amica; da lì inizia un rapporto speciale e fa a se stessa la promessa solenne che avrebbe aiutato gli animali a qualsiasi costo. Detto fatto. Quando stava al liceo s'imbatte in un uomo che ogni giorno attraversa Roma, con un motorino mezzo rotto, per sfamare 80 cani. Christiana fa una colletta fra i compagni di scuola e riesce a comprargli un'Ape per agevolargli questo impegno.

Poco dopo, da questa esperienza nasce il Rifugio delle Code Felici Onlus (www.codefelici.org), un'associazione di volontariato cinofilo che attualmente dà lavoro a quattro persone e di cui la giornalista è stata presidente per 20 anni.

«Gli animali ci rendono la vita migliore, ci impongono una visione dal basso, naso-cane-naso-gatto, che dovrebbe ridimensionare le nostre prospettive - ci spiega. Bambini e animali non fingono, non tradiscono. Se si comprende la semplicità e il valore di un rapporto autentico con loro, si comprende il segreto della vita. Sono giornalista da quando avevo 23 anni, attualmente sono redattrice al Tg2 Esteri e, grazie a questo impiego, ho avuto il privilegio di girare, come inviata, tutto il mondo. Da sempre mi impegno per difendere i diritti dei bambini e degli animali facendo conoscere le loro storie. Cerco, soprattutto, di far capire come il nostro comportamento si ripercuota dall'altra parte del mondo. Se noi buttiamo una bottiglia di plastica in mare, la ritroviamo in Africa. Il mondo è vicino più di quello che pensiamo. Dobbiamo sviluppare un senso civico e un maggior rispetto verso l'altro. Faccio questo mestiere in maniera propositiva e, anche quando racconto vicende drammatiche, cerco di trovare una soluzione. Non mi importa scioccare con una notizia, ma tornarci su a distanza di tempo per vedere se, anche grazie all'informazione fatta, qualcosa è cambiato. Voglio mostrare il problema per provare a risolverlo. Questo è il mio metodo. L'unico giudizio che mi interessa è quello di mia figlia Grace, che ora ha quasi due anni. Se non reggi lo sguardo di un bambino, significa che c'è qualcosa che non va. L'avventura più bella la sto vivendo proprio con lei. Vederla crescere e interagire con i nostri gatti è come vivere in un videogame».

 


Ritornare sulla notizia

Nel 2006 la reporter firma un servizio dove racconta di alcuni bambini iracheni, di Nassiriya, ustionati dalle bombe, venuti in Italia per ricevere cure mediche. Tutti erano accompagnati dalle mamme, tranne il più piccolino di 18 mesi, Ahmudi, che era in braccio al suo papà. Il bimbo non si calma e non riesce a mangiare. Dopo aver mandato in onda il servizio, Christiana torna in ospedale ogni giorno per stargli vicino.

Nasce un rapporto profondo, tanto che il piccolo inizia a chiamarla ‘mamà'. Quando il gruppo rientra in Iraq, Christiana sente il dovere di fare qualcosa e fonda l'associazione I bambini di Nassiriya con Cristina Flavoni, l'attuale presidente.

Riescono a raccogliere 80.000 euro per costruire una scuola seguendo i canoni occidentali e offrendo anche un'adeguata preparazione agli insegnanti iracheni. Questa iniziativa è stata condivisa con le vedove dei militari assassinati a Nassiriya nel 2003. La scuola è frequentata sia dai bambini che dalle loro mamme, cresciute nell'analfabetismo.

Ahmudi ora sta bene e, nonostante siano passati diversi anni, la sua famiglia è ancora in contatto con Christiana.

 

Un anno da cani

In linea con la sua sensibilità, Christiana Ruggeri ha dato ampio spazio al Tg2, al progetto della Fondazione Il Cuore si scioglie sulla condizione dei bambini lavoratori in Perù e al progetto delle Bat Box che Unicoop sta portando avanti in collaborazione con il Museo di storia naturale di Firenze.

Sicuri di farle cosa gradita, prima di congedarci le regaliamo il calendario Un anno da cani che il gruppo Soci Coop di Empoli ha realizzato in collaborazione con il canile della zona e la ringraziamo per il suo modo garbato e professionale di fare giornalismo.

(leggi l'articolo nell'Informatore di dicembre sull'iniziativa)

 

 

Ritratto di giornalista

L'elenco dei premi e dei riconoscimenti per i servizi realizzati è lunghissimo, "Haiti: grida dall'inferno", "Il futuro della Sierra Leone", "Tibet: genocidio silenzioso", "Harry Wu: per la libertà", "Tibet: un'oppressione lunga 50 anni", "Mali: luci dal buio", "Le Streghette del Congo", "Infanzia diversa", "Bahati Congo", gli ultimi speciali: "Fuochi e paura" e "La signora degli orsi". Solo per citarne alcuni.

Ha iniziato a scrivere quando aveva vent'anni per "Ariel", la rivista fondata da Pirandello e ripresa dall'Istituto studi pirandelliani, il suo primo romanzo, La lista di carbone (Mursia, 2008), finalista al "Premio Bancarella" 2008, racconta in modo originale la tragedia dell'Olocausto. Nel 2013 uscirà il suo secondo libro.


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